mercoledì, Agosto 4

Burundi: tattiche di sterminio dell’opposizione

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Kampala – Dall’inizio di settembre, sulla capitale del Burundi si è abbattuta una violenta repressione contro l’opposizione al regime di Pierre Nkurunziza. Le testimonianze pervenute sono drammatiche.
I quartieri epicentro della ribellione, ovvero Jabe, Niakabiga e Musaga (dopo gli scontri urbani avvenuti nella notte tra il 01 e il 02 settembre ed estesi il 03 settembre ai quartieri di Cibitoke e Kamenge), sono stati isolati da un cordone militare eretto dalla Polizia con il supporto dei terroristi ruandesi delle FDLR. Da tre giorni non si fa entrare e uscire nessuno. Non è permesso nemmeno seppellire i morti che giacciono da diversi giorni in strada con il rischio di epidemie. Il borgomastro del quartiere di Jabe, il signor Ildeponse Nduwimana, il 03 settembre è stato arrestato dalla Polizia perché voleva portare all’obitorio il cadavere di un giovane assassinato dalla Polizia. Il corpo giaceva da due giorni lungo il ciglio della strada. Nduwimana è stato liberato ieri grazie alla pressione popolare. Sabato 05 settembre un battaglione di Polizia è entrato nel quartiere Gikoto iniziando l’orgia di violenze contro la popolazione inerme.

Il regime sta attuando retate di massa con l’intento di infliggere un colpo mortale all’opposizione e soffocare le proteste popolari. Le retate sono estese in vari quartieri della capitale e sono iniziate anche in altre città del Paese. Particolarmente colpito il quartiere di Musaga, considerato il bastione della contestazione.  Ma le retate nascondono una volontà di sterminio.

Fonti diplomatiche in loco riferiscono che dal 4 settembre la Polizia ha iniziato i rastrellamenti nel quartiere di Musaga. “I giovani, le giovani e gli adulti fermati nelle strade e nello loro abitazioni vengono caricati a forza su camion e portati via. In seguito le case così svuotate vengono perquisite e saccheggiate. Alla fine delle operazioni vi sarebbe l’ordine di bombardare il quartiere per raderlo al suolo”, denuncia la fonte diplomatica che ci ha contattato. I bombardamenti dei quartieri, non ancora avvenuti, dovrebbero essere effettuati dalla Polizia in quanto l’Esercito avrebbe rifiutato di farlo.
L’informazione trova riscontro da testimonianze pervenuteci da fonti burundesi. Varie testimonianze segnalano l’utilizzo di ambulanze della Croce Rossa burundese da parte della Polizia. “La Polizia sta adottando un nuovo sistema per arrestare i giovani sopratutto nel quartiere di Musaga. I poliziotti portano via i giovani caricandoli su delle ambulanze trasportandoli verso luoghi sconosciuti. Si parla di decine e decine. I familiari temono che i loro figli siano torturati e poi uccisi”, testimonia Eric.

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Decine di foto di cadaveri ritrovati in vari luoghi della capitale stanno circolando in rete assieme alle fotografie dei scomparsi pubblicate dalle famiglie nella speranza di ricevere notizie della loro sorte.

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Eric ci informa che il quartiere di Musaga è stato trasformato in una prigione a cielo aperto dove la barbara violenza della Polizia si è abbattuta sui civili inermi.

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