giovedì, Dicembre 2

Burundi: Stato terrorista, obiettivo Rwanda

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Negli ultimi anni la leadership politica delle FDLR in esilio in Europa ha subito duri colpi dalla Magistratura della Germania, il Paese europeo che ha sempre dimostrato tolleranza zero verso i genocidari ruandesi per via del suo orribile passato nazista. Nel 2009 il Presidente Murwanashyaka e il vice Presidente Straton Musoni sono stati arrestati in Germania. Nel 2013, sempre in Germania, sono stati arrestati i leader del network della diaspora Bernard Twagiramungu, Felicien Barabwiriza e Jean Bosco Uwihanganye. Questi duri colpi inflitti alla dirigenza in Europa hanno avvantaggiato l’ala dura HutuPower a Goma, comandata dal Generale Sylvestre Mudacumura, dal Colonnello Pacifique Ntawunguka e dal Colonnello Mugabonake Boniface. Sono i rappresentanti della FOCA  Forces Combattants Abacunguzi, l’ala militare delle FDLR, che ora detiene il potere della organizzazione terroristica e che ha sotto controllo in Burundi.

Negli ultimi due anni, una serie di regolamenti di conti interni e di diserzioni hanno decimato il comando militare della FOCA/FDLR, creando anche forti dissidi tra il settore FOCA del Nord Kivu e il settore FOCA del Sud Kivu, meno propenso nel tentare nuovamente la conquista del Rwanda dopo le sconfitte collezionate. Malgrado l’alleanza con il Governo congolese e il Presidente Joseph Kabila continui a reggere, le FLDR non si fidano delle autorità congolesi. Più volte le FDLR hanno subito colpi bassi come il disarmo forzato di una intera compagnia d’élite FOCA  nel campo militare di Kamina, nel 2002, causa pressioni internazionali. Ora i terroristi occupano posti chiave nell’Esercito e nella Polizia nell’est del Congo e sono liberi di circolare a Goma, Bukavu, Uvira, Butembo, Beni, Bunia. Nonostante ciò il Congo rimane un luogo temporaneo di permanenza per le FDLR, e il Governo di Kinshasa un alleato di cui diffidare. In effetti pur avendo concesso la difesa dell’est del Paese alle FDLR il Governo di Kinshasa cerca di limitare il loro potere attraverso il gruppo armato Mai Mai congolese denominato Raja Mutomboki che continuamente attacca le forze FLDR in Nord e Sud Kivu. Kinshasa ha anche diminuito le entrate delle FDLR, riducendo i margini di profitto del contrabbando di oro, diamanti e coltan.

Tra l’ala militare FOCA/FDLR a Goma e l’ala politica a Parigi sono sorte forti divergenze. Il Presidente A.I. Byringiro, appoggiato dalla Comunità di Sant’Egidio, ha da tempo compreso che l’invasione del Rwanda non è fattibile, e punta all’amnistia e al riconoscimento politico. Il Generale Mudacumura, a Goma, è il fautore della linea dura, ossessionato dal fallimento del genocidio nel 1994. La sua missione personale è sterminare ogni tutsi sulla faccia della terra, diaspora europea compresa. Nonostante queste divergenze, Mudacumura ha sempre lasciato aperto il dialogo con la Comunità di Sant’Egidio, e impone ai suoi terroristi il massimo rispetto del Vangelo e degli insegnamenti cristiani. All’interno dei reparti FDLR ci sono i cappellani militari cattolici che benedicono i terroristi prima delle loro stragi. Benedizioni elargite anche in Burundi. Le autorità cattoliche del Congo affermano che questi cappellani non sono riconosciuti dal clero ufficiale. Il motto del Generale Mudacumura è: «Dio diede al popolo eletto Hutu come terra promessa il Rwanda. Quindi i figli di satana tutsi devono essere sterminati». Non è un pensiero generato da un pazzo criminale. Il motto non è nemmeno originale. Fu inventato nel 1957 dalla congregazione della Chiesa Cattolica denominata i Padri Bianchi autori del Mainkampf del Hutu Power: il Manifesto della rivoluzione contadina hutu conosciuto come il Manifesto Bahutu. Il libro di propaganda che ispirò il genocidio del 1994 predicava la supremazia razziale degli hutu (figli di dio) sui tutsi (figli di satana) e il Rwanda come terra promessa per gli hutu.

La presa del potere in Burundi sta rinvigorendo le FDLR, e sanando le divergenze tra FOCA Nord Kivu e FOCA Sud Kivu, e le divergenze tra l’ala militare e l’ala politica delle FDLR. Divergenze che fino a un anno e mezzo fa rischiavano di disintegrare il gruppo terroristico ruandese. Il piano su cui ora tutti convergono è quello di rendere irreversibile la conquista del potere in Burundi, consolidarsi, e poi attaccare e distruggere il Rwanda. Nkurunziza e il CNDD-FDD devono solo giocare il ruolo di facciata continuando a fingere di avere il comando del Paese. Per una semplice ragione: il popolo burundese, sia hutu che tutsi, non accetterebbe mai di essere apertamente comandato da degli stranieri, e per di più da degli hutu ruandesi genocidari.

Il Presidente A.I. Byringiro sta ora lavorando per unire tutti i partiti di opposizione ruandese in esilio, formando alleanze con il FCLR (Fronte Comune di Liberazione del Rwanda), il PSImberakuri (il partito socialista ruandese), il RDI Rwanda Dream Initiative (L’Iniziativa del Sogno Ruandese) fondato dal ex Primo Ministro Faustin Twagiramungu, il RCN Rwanda National Congress, fondato in Sud Africa da l’ex capo dello Stato Maggiore, e amico intimo di Kagame,  Generale Kayumba Nyamwasa, il CPC (Coalizione dei Partiti per il Cambiamento), il FDU Forze Democratiche Unite e il RDR Assemblea Repubblicana per la Democrazia in Rwanda.

È per questo che ogni proposta di pace viene ora sistematicamente rifiutata dal regime burundese in mano alle FDLR. È di vitale importanza mantenere il potere in Burundi, anche se dietro le quinte. Dopo venti due anni di esilio, le FDLR hanno ora un piccolo Paese da comandare che gli permetterà di rafforzarsi, di creare una coalizione rwandese-burundese contro il Governo di Paul Kagame e riconquistare il Rwanda, purificandolo dal male attraverso lo sterminio dei tutsi. La conquista delle FDLR del Paese gemello ha obbligatoriamente fatto scattare la reazione del Rwanda, che non può permettere la realizzazione di un scenario del genere.

Il popolo burundese è chiamato a comprendere che la fase di lotta democratica, iniziata nell’aprile del 2015, ha subito un innalzamento di livello: non sta più lottando contro Nkurunziza e il CNDD-FDD, ma contro terroristi stranieri ruandesi che si sono subdolamente conquistati il Burundi. La stampa indipendente burundese comincia a comprendere l’effettivo peso dei terroristi ruandesi. Le FDLR rappresentano una minaccia mortale per il Rwanda e il Burundi sarà inevitabilmente trasformato nel teatro della Terza Guerra Pan Africana, se il popolo burundese non riuscirà a liberarsi delle FDLR e delle sue marionette: Nkurunziza e CNDD-FDD. La situazione è gravissima. Nelle ultime settimane la pulizia etnica è triplicata. Le FDLR ora rivendicano il diritto di stupro su tutte le donne burundesi. I giovani vengono arrestati e uccisi. Gli attacchi alla popolazione sono ora sistematici: luoghi di culto, bar, mercati, piazze, case private. Ovunque vi sia un tutsi o un oppositore hutu egli deve morire.

La presenza dei terroristi ruandesi FDLR in Burundi, e la loro presa del potere nel piccolo Paese africano, è un segreto di pulcinella. Lo sanno le Nazioni Unite, così come l’Unione Africana e l’Unione Europea. Lo sanno i grandi media internazionali. Eppure si tace. Perché? Il successo delle FDLR e il collegato genocidio in Burundi sono realtà inammissibili. Come ammettere che l’inerzia e la complicità adottate da venti due anni dalla Comunità Internazionale nei confronti di questo gruppo genocidario hanno provocato l’orrore che il Burundi sta ora vivendo? Le FDLR potevano e possono ancora essere facilmente eliminate. Basta la volontà politica, e permettere agli attori regionali giusti di fare il lavoro sporco per salvare la coscienza della Comunità Internazionale. Non è ancora troppo tardi. Fra poco lo sarà. Ricordiamoci: ogni morto pesa come un macigno sulla  coscienza occidentale. Anche la morte degli ultimi dannati sulla terra.

 

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