giovedì, Dicembre 2

Burundi: Stato terrorista, obiettivo Rwanda

0
1 2 3 4 5


Come è possibile che un gruppo terroristico dato per sconfitto in Congo possa prendere la direzione politica e militare di un Paese confinante? Semplicemente perché la sconfitta delle FDLR in Congo, dichiarata dal Governo di Kinshasa e dalla MONUSCO, è falsa, come falsa è la campagna militare dell’Esercito congolese contro le FDLR (Sukola 2) iniziata nel 2014 e le centinaia di terroristi arresi o uccisi. Ce lo rivelano due giornalisti tedeschi: Dominic Johnson (Direttore del Settore Esteri del quotidiano tedesco ‘TAZ Die Tageszeitung‘) e Simone Schlindwein, inviato speciale ‘TAZ‘ per la Regione dei Grandi Laghi in un loro reportage: ‘Endgame or Bluff? The UN’s Dilemna with the FDLR Militia in DRC‘ (Fine del gioco o bluff? Il dilemma FDLR delle Nazioni Unite in Congo) «Contro le FDLR ci sono state solo delle azioni simboliche. L’11 marzo 2014 il capo della MONUSCO, Martin Koebler, dichiarò che le operazioni contro le FDLR e i loro alleati erano iniziate per restaurare l’autorità dello Stato all’est del Congo. Fino ad ora non si registrano risultati concreti prodotti da queste operazioni». Il meeting, avvenuto nel settembre 2015, tra il Ministro della Difesa ruandese, il Generale James Kabarebe, e la sua controparte congolese, il Generale Aime Ngoi-Mukena Lusa-Diese, aveva gettato le basi per una cooperazione militare tra i due Paesi per distruggere le FDLR e rimpatriare i guerriglieri Banyarwanda del M23.

Nonostante il meeting avesse trovato  importante eco sui media regionali, le altisonanti dichiarazioni da parte del Generale Congolese non trovarono riscontro sul terreno. La collaborazione militare con il Rwanda contro le FDLR non è mai nata. Al contrario le FDLR si sono rafforzate nel est del Congo. «Vari esperti e fonti sicure vicino alle stanze del potere a Kinshasa affermano che gli ultimi attacchi delle FDLR all’est del Congo sono il segno che il gruppo si sta rafforzando e aumentando la sua capacità di colpire militarmente. Le FDLR traggono ancora benefici dal commercio illegale dei minerali e dell’oro. Secondo una fonte vicina alle autorità di Kigali e Kinshasa protetta da anonimato, i miliziani ruandesi stanno prosperando causa la mancata azione congiunta militare dei due Paesi contro le FDLR», afferma il collega giornalista Trevor Analo in un suo articolo pubblicato sul settimanale ‘The East African‘ il 26 settembre 2015.

La maggioranza dei terroristi ruandesi presenti in Congo ha ricevuto la cittadinanza congolese. Questo ha permesso loro di infiltrarsi nei alti comandi delle divisioni dell’Esercito localizzati nelle provincie del Nord e Sud Kivu, cosi’ come nella Polizia e nei servizi segreti. La situazione descritta dai due giornalisti tedeschi nel loro reportage del 2014 è ora addirittura peggiorata. Il reportage contiene interessanti rivelazioni sul ruolo della Comunità di Sant’Egidio e di Padre Matteo Zuppi, attuale arciescovo di Bologna. Un ruolo teso a convincere la comunità internazionale a concedere l’amnistia ai dirigenti FDLR che hanno ucciso, nel 1994, un milione di persone. Secondo il progetto della Comunità di Sant’Egidio le FDLR si dovrebbero trasformare in un normale partito politico legalizzato in Rwanda, dietro la promessa di abbandonare la lotta armata. Questo permetterebbe di rafforzare la pace nella regione. Una linea di pensiero che si sarebbe confermata in Burundi con l’impegno della comunità nei primi mesi della crisi.

«La Comunità di Sant’Egidio è in stretto contatto con le FDLR da dieci anni. Padre Matteo Zuppi è in stretto contatto con il Presidente delle FDLR Murwanashyaka in Germania», affermano, nel reportage, i due giornalisti tedeschi. Ignace Murwanashyaka è in prigione in Germania ma riesce ancora a coordinare le FDLR attraverso il Segretario Esecutivo, Callixte Mbarushimana (ex alto funzionario delle Nazioni Unite) arrestato, nel 2010, dal Governo francese e consegnato alla Corte Penale Internazionale, poi rilasciato, dopo un anno, per mancanza di prove. Molti osservatori politici pensano che l’arresto sia stato funzionale a negare le accuse di appoggio incondizionato di Parigi ai terroristi delle FDLR. Il principale finanziatore della Corte Penale Internazionale è la Francia, e le prove contro Callixte sono contenute in un dossier del Tribunale Speciale per il Rwanda ad Arusha, composto da 1832 pagine di testimonianze, mai richiesto dal Tribunale.

Il Burundi rappresenta un punto di svolta per le FDRL. Fin dalla sua nascita il gruppo terroristico ha tentato diverse invasioni del Rwanda, supportato dalla Francia, riportando sempre  sconfitte militari. Operazione Oracolo del Signore (2001), Operazione la Fionda (2004), Operazione Azimero (2006 ) Operazione Abacunguzi (2013) e Operazione Umundendezo (2014). Tutti questi tentativi d’invasione dal Congo sono stati distrutti sul nascere dall’Esercito ruandese, con gravi perdite per le FDLR.

La sconfitta è dovuta soprattutto al fatto che le FDLR non riescono a trovare il supporto delle masse rurali hutu ruandesi. La spiegazione è semplice. Ingannati per trent’anni dal regime Haybirimana, gli hutu subirono un lavaggio del cervello che portò molti di essi a partecipare al genocidio nel 1994. Furono successivamente costretti, dall’Esercito genocidario in fuga e dai soldati francesi loro alleati, a diventare rifugiati loro malgrado nello Zaire (attuale Congo), dove migliaia di essi perirono di stenti e fame. Gli aiuti umanitari erano destinati ai soldati genocidari. Il ‘terribile regime Hima Tutsi‘, come la propaganda HutuPower dipinge il Governo Kagame, accettò il loro reinserimento nel Paese, offrendogli una possibilità di rifarsi una vita. Ora, la maggioranza di essi lavorano, hanno una casa, qualche mucca e i loro figli vanno a scuola. L’unica difficoltà che riscontrano è guardare negli occhi i figli delle vittime che uccisero nel 1994. Nel Rwanda del 2015 il boom economico beneficia ugualmente sia hutu che tutsi, le distinzioni del passato sono state soppiantate dal senso di unità nazionale ruandese.

Gli insuccessi militari, derivanti da cinque tentativi di invasione, hanno costretto le FDLR a giocare la carta della finta resa, nella speranza di ricevere l’amnistia ed essere riabilitati politicamente in Rwanda, ottenendo il riconoscimento di partito politico. All’interno del Paese avrebbero tentato di riorganizzare l’apparato di morte del 1994.  La carta fu giocata a due riprese: nel 2005 e nel 2013 con la regia della Comunità di Sant’Egidio, che in entrambe le occasioni avrebbe ricevuto, a Roma, terroristi ricercati in tutto il mondo, evitando loro l’arresto e sostenendo le spese di viaggio aereo e soggiorno. I terroristi, secondo le nostre fonti, sarebbero venuti in Italia con falsi passaporti congolesi. La Comunità di Sant’Egidio ha sempre preferito evitare di parlare di questi incontri e, quando è stata costretta parlarne, ha sempre affermato che erano tesi alla soluzione pacifica del conflitto FDLR-Rwanda, negando la presenza nella loro sede romana di alti gerarchi FDLR, responsabili del genocidio del 1994. La Comunità di Sant’Egidio è sempre stata tra gli attori diplomatici più attivi nelle complicate e complesse situazioni della regione dei Grandi Laghi. Un desiderio che ha portato l’organizzazione a sostenere anche ‘persone sbagliate’, forse sperando in una loro redenzione. I tentativi di pace nella regione dei Grandi Laghi rappresentano il più evidente insuccesso della Comunità di Sant’Egidio che, (dalle FDLR a Pierre Nkurunziza), insuccessi che hanno innescato processi molto difficili da governare.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->