sabato, Maggio 15

Burundi: sotto accusa il Segretario Generale della East Africa Community

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Dopo l’incondizionato sostegno al regime del dittatore Pierre Nkurunziza offerto da Tanzania e Uganda che ha rafforzato il regime di Bujumbura, la East Africa Community (EAC), la Comunità Economica dell’Africa Orientale, sta esaminando le pesanti accuse contenute in un dettagliato rapporto sulle anomale attività e conflitti di interessi del Segretario Generale, il burundese Liberat Mfumukeko, considerato un agente del regime HutuPower burundese, assieme all’ex Presidente e mediatore della crisi burundese Bejamin Mkapa.  Le accuse sono pesanti. Gli obiettivi sono ripristinare la legalità ai massimi vertici della EAC  -l’esperimento di unione economica regionale più avanzato in Africa- e infliggere un duro colpo al regime di Bujumbura, privandolo del suo più importante uomo al Parlamento della EAC in Tanzania

Il rapporto contro Mfumukeko è stato presentato una settimana prima del 18° summit EAC, svoltosi lo scorso 10 maggio, nel corso del quale Nkurunziza ha ricevuto l’inaspettato supporto di due Stati membri destinato a prolungare la crisi in Burundi e il conflitto a bassa intensità già esistente. La notizia ai media regionali è stata diffusa solo ora per non gettare ombre sul summit EAC. Il rapporto si basa sull’inchiesta ordinata dal Consiglio dei Ministri della East Africa Community dove emergono forti dubbi sull’onestà e sulle competenze professionali di Mfumukeko, requisti necessari  per ricoprire un posto così importante.

Il Consiglio dei Ministri EAC aveva ordinato l’inchiesta segreta due mesi fa, a seguito di 13 denunce contro Mfumukeko inoltrate dall’ ex vice Segretario EAC per le infrastrutture e la pianificazione economica, Enos Bukuku. Le 13 denunce riguardano casi di corruzione, appropriazione indebita e mal gestione finanziaria dei fondi internazionali per la cooperazione bilaterale, confitti di interesse con compagnie assicurative ed edili che hanno siglato contratti con EAC, utilizzo risorse finanziarie EAC per favorire riunioni del partito CNDD-FDD in Burundi, utilizzo di auto blu per gite e vacanze del Segretario Generale, parenti e amici vari, assunzioni di burundesi appartenenti dal partito illegalmente al potere dal giugno 2015.

Per assicurare la necessaria imparzialità le indagini sono state condotte dai Segretariati Permanenti di Uganda, Kenya, Rwanda, in collaborazione con i dipartimenti investigativi dei rispettivi corpi di Polizia. Il rapporto non è stato reso pubblico nella sua integralità. Solo alcuni dettagli sono stati messi a disposizione del settimanale regionale ‘The East African‘ con il chiaro intento di screditare il Segretario Generale e mettere in difficoltà il regime burundese. Le informazioni disponibili rivelano un desolante quadro di interessi personali, corruzione e incompetenza che compromettono la possibilità per Mfumukeko di mantenere l’attuale prestigiosa quanto strategica carica all’interno della Comunità Economica dell’Africa Orientale.

Ecco i reati attribuiti a Mfumukeko secondo l’esito delle indagini. Decisioni unilaterali relative alla promozione o all’annullamento di contratti di opere e servizi affidati a ditte assicurative ed edili regionali e straniere senza sottoporre i casi al Comitato di Consigli sulle Risorse Umane e appalti pubblici. Dietro questa singolare gestione di contratti pubblici si nasconderebbero pesanti bustarelle ricevute da Mfumukeko e conflitti di interesse. Dirottamento di una parte dei fondi di cooperazione europea verso il Burundi, Paese che ha subito il congelamento degli aiuti e sanzioni economiche decise dal Parlamento di Bruxelles a seguito delle metodiche e costanti violazioni dei diritti umani commesse dal regime HutuPower. Appropriazione indebita di 400.000 dollari sottratti dal fondo di riserva della EAC, di 200.000 dollari sottratti dal fondo di partenariato dei Stati membri EAC e di 29.705 dollari destinati ai dialoghi di pace burundesi, spesi da Mfumukeko per viaggi personali e riunioni di partito in Burundi durante il 2015.
Assunzione di circa 80 persone prive dei requisiti professionali richiesti a cariche di media importanza all’interno della amministrazione regionale EAC. La maggioranza di questi favoriti sarebbe composta da parenti di Mfumukeko e membri del regime, compresi due noti attivisti della milizia genocidaria Imbonerakure. Le auto blu del Parlamento di Arusha sarebbero state allegramente utilizzate dal Segretario Generale per viaggi di piacere personale e gite turistiche nei parchi nazionali tanzaniani offerte a parenti e amici.

Particolare attenzione è stata posta sulle 11 visite ufficiali di Mfumukeko nel suo Paese natio, il Burundi. Si sospetta che lo scopo di queste visite fosse strettamente collegato con la necessità di coordinare le attività politiche del Segretario Generale presso la EAC con il dittatore Nkurunziza e la necessità di fornire al regime informazioni confidenziali sulle decisione EAC relative alla crisi burundese. Le 11 visite ufficiali a Bujumbura effettuate tra l’agosto 2015 e il dicembre 2016 sono venute a costare 68.918 dollari, nonostante la prossimità geografica tra Tanzania e Burundi. 28.311 dollari sono stati pagati dalla EAC per rimborso spese di soggiorno a Mfumukeko. Spesa giudicata ingiustificabile, in quanto il Segretario Generale possiede immobili a Bujumbura, Gitega e Ngozi che eviterebbero di alloggiare in hotel a 5 stelle, secondo una logica di responsabile amministrazione pubblica. Il colpo di grazia di queste 11 visite ufficiali è rappresentato da 40.607 dollari relativi a spese non giustificabili, tra le quali: cene di oltre 20 persone nei ristoranti VIP di Bujumbura, pernottamenti di persone terze in noti centri turistici lungo il lago Tanganyka, gestiti da imprenditori europei, ricevimenti, feste, donazioni varie. Queste spese ingiustificate rappresentano il 60% dello sforzo finanziario supportato dalla EAC per le visite burundesi del Segretario Generale.

Altri 10.277 dollari sono stati spesi in Burundi da Mfumukeko e imputate alle spese di viaggio per la sua presenza al summit del Parlamento EAC avvenuto a Nairobi tra il 20 e il 22 novembre 2016. Mfumukeko avrebbe affiancato la sua presenza a Nairobi con l’ennesima visita ufficiale in Burundi presentando un budget extra composto da: 2.250 dollari di perdiem per pernottamento presso hotel di lusso di Bujumbura invece di recarsi presso le sue residenze private, 1.600 dollari spesi per l’affitto di una sala conferenze per non chiare riunioni “tra le parti”, 800 dollari per l’affitto di una limousine di rappresentanza durante il soggiorno in Burundi, 2.500 dollari per cene di rappresentanza, 600 dollari per pagare il convoglio di scorta della polizia burundese (servizio di sicurezza che ogni Stato membro mette a disposizione gratuitamente per le alte cariche EAC) e 2.527 dollari spesi per la sicurezza personale di Mfumukeko. Vi sono forti sospetti che questo servizio di sicurezza sia stato garantito dalle milizie Imbonerakure che ufficialmente sono l’ala giovanile del CNDD-FDD senza alcuna competenza o autorità nell’offrire sicurezza a cariche istituzionali o a privati cittadini.

«L’inchiesta e il rapporto sono stati svolti senza seguire le procedure previste e senza coinvolgere il Segretariato Generale EAC. Non è di competenza del Consiglio dei Ministri aprire una inchiesta giudiziaria e audit finanziari. Queste sono competenze di stretta pertinenza della Commissione di Monitoraggio Finanziario EAC, che prevedono il pieno coinvolgimento e approvazione del Segretario Generale». Questa la difesa al momento tentata da Mfumukeko. Una difesa che evita di smentire le singole accuse.

Le conseguenze di questo rapporto potrebbero essere gravi. Secondo fughe di notizie  dai corridoi del Parlamento di Arusha, dietro l’inchiesta e il rapporto vi sarebbero Rwanda e Uganda, con il chiaro obiettivo di rimuovere Liberat Mfumukeko dalla carica di Segretario Generale e di portarlo davanti alla giustizia. Il Parlamento di Arusha non prevede l’immunità per parlamentari o alte cariche amministrative e direzionali, sopratutto in casi di sospetta corruzione e malversazione del denaro pubblico. Una clausola voluta dal Rwanda, Paese famoso per il quasi insignificante tasso di corruzione e per la sua rigida amministrazione pubblica.

Il rapporto chiede al Consiglio dei Ministri e ai Capi di Stato dei Paesi membri di rimuovere Mfumukeko dalla carica per incapacità professionale, corruzione, appropriazione indebita e parzialità verso il Burundi. La rimozione dalla carica è abbinata all’apertura di una procedura legale contro Mfumukeko. Il rapporto consiglia, infine, alcune misure per prevenire casi di abuso dei futuri Segretari Generali. Tra queste, l’affidamento di questa suprema carica EAC scollegato dagli equilibri politici regionali e legato a comprovate esperienze professionali in amministrazione pubblica, politica estera, gestione di aziende pubbliche, comunicazioni e Pubbliche Relazioni.

L’eventuale rimozione dalla carica e procedura giudiziaria ora sono oggetto di una lotta politica aspra all’interno della East African Community, che vede in prima linea il Burundi nel tentativo di mantenere il suo uomo alla dirigenza del Segretariato Generale EAC. L’inchiesta contro Mfumukeko evidenzia la degenerazione dell’attuale classe dirigente burundese che ha instaurato un sistema di privilegi personali, connivenze politiche,  rapina delle risorse pubbliche sistematicamente attuato in Burundi e ora anche presso il Parlamento di Arusha. Evidenzia anche una presumibile schizofrenia nelle posizioni che l’Uganda prende verso la crisi burundese.

Come giustificare che nello stesso periodo temporale il Presidente Yoweri Kaguta Museveni ha lanciato il salvagente al regime di Nkurunziza chiedendo all’Unione Europea di cancellare le sanzioni, senza alcuna garanzia democratica da parte del Governo di Bujumbura, e richiesto l’indagine con il chiaro obiettivo di privare il regime burundese del suo uomo chiave presso la East African Community?

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