mercoledì, Dicembre 1

Burundi: soldati dalla Cina in aiuto di Nkurunziza Ieri 300 soldati cinesi sono arrivati a Bujumbura, testa di ponte per un nutrito contingente in arrivo

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Fonti interne al Burundi segnalano la preparazione di un grosso attacco nelle prossime ore per far cadere il regime.
Le forze del misterioso gruppo ribelle autore dell’offensiva militare dei giorni scorsi, coadiuvate da gruppi di resistenza armata burundesi, e rafforzate dalle migliaia di soldati hutu disertori, intenderebbero anche attaccare il contingente cinese  per non permettergli di prendere posizione e consolidarsi.

Alcune fonti parlano di una fuga precipitosa di Pierre Nkurunziza che avrebbe lasciato la sua località segreta a Gitega per fuggire dal Paese. Si tratta di notizie al momento non confermate.
Secondo alcuni esperti militari della regione, l’offensiva finale delle forze che si oppongono a Nkurunziza se non venisse lanciata nelle prossime ore potrebbe fallire, proprio a causa dell’entrata in scena della Cina.

Si sospetta che i 300 soldati siano una testa di ponte per un invio di un contingente militare più nutrito.

La Cina è la seconda volta che interviene militarmente in Africa. La prima fu nel settembre 2014 quando inviò in Sud Sudan 700 soldati a combattere al fianco dell’Esercito regolare e dell’Esercito ugandese contro la ribellione guidata dal ex vice Presidente Rieck Machar. Dal maggio 2015, poi, la Cina sta allestendo una base militare a Djibuti., a Gibuti.
Il sostegno alla dittatura in Burundi potrebbe risolversi in un disastro per Pechino, che rischia di perdere il prestigio che fino ad ora ha goduto presso le Nazioni africane e il concreto vantaggio economico nel continente sull’Occidente. Come giustificherà, infatti, Pechino agli altri Paesi africani l’intervento in difesa di un criminale di guerra che sta massacrando il suo popolo? Riusciranno le forze democratiche a prevalere sulla dittatura di Pierre Nkurunziza? Quale futuro avrà il Paese se il regime sarà salvato dalla Cina?
Il Presidente cinese Xi Jinping e Pierre Nkurunziza si erano incontrati lo scorso 16 agosto 2014, la Cina aveva promesso di lavorare insieme con il Burundi per promuovere le relazioni bilaterali, e diventare un modello di cooperazione reciproca e di sviluppo congiunto tra la Cina e i Paesi africani, e promesso l’aumento degli investimenti già in corso nel Paese.

 

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