domenica, Novembre 28

Burundi, Società Civile: nessun compromesso

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A rendere tragicomica la costituzione della CNDI è l’articolo 14 del decreto presidenziale, comma 4 che vieta la partecipazione alla Commissione a tutti coloro che si sono macchiati di violazione dei diritti umani, commesso violenze sui civili, o che si sono macchiati di crimini contro l’umanità. Così, l’articolo 14 teoricamente vieterebbe la partecipazione alla CNDI agli esponenti del regime, della Polizia e delle Imbonerakure quando essi sono in realtà le figure principali designate a controllare la Commissione. Ad evidenziare le violazioni dei diritti umani commesse dal regime razial nazista sono le testimonianze fotografiche di vari cadaveri di giovani arrestati, torturati e successivamente uccisi. I loro cadaveri sono abbandonati dalla Polizia per le strade della capitale come atto intimidatorio rivolto contro la popolazione, come dimostrano queste foto originali e verificate dalla redazione.

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In un breve comunicato video la rappresentante regionale di Amnesty International accusa il Governo di macchiarsi di atroci torture contro l’opposizione e i civili annunciando l’imminente uscita di un rapporto sui crimini contro l’umanità commessi dal CNDD-FDD e da Nkurunziza.

La drastica diminuzione del supporto esterno, le titubanze di Nazioni Unite, Unione Africana e Unione Europea, e la situazione di debolezza, di scarsa potenza di fuoco e di organizzazione in cui grava l’opposizione armata sono dati di fatto a favore del regime di Nkurunziza. Eppure la notte del 24 settembre la capitale è stata investita da una tempesta di fuoco mai registata dall’inizio della guerra di liberazione dello scorso maggio. Varie colonne di ribelli (di cui numero totale è stimato sul centinaio) hanno attaccato postazioni tenute dalla Polizia e dai mercenari ruandesi presso quartieri nord di Bujumbura, Cibitoke e Kamenge, causando 17 vittime tra i lealisti del regime. Da parte degli attaccanti si registrerebbe un morto e tre feriti.

Contemporaneamente agli attacchi ai quartieri di Cibitoke e Kamenge, i guerriglieri hanno bombardato il palazzo presidenziale con mortai da 82 mm provocando la  risposta della guardia presidenziale e dei terroristi ruandesi pagati per difendere Nkurunziza. Le forze lealiste del regime hanno lanciato un’offensiva militare presso Bujumbura Rural, da dove provenivano i tiri di mortaio, senza però trovare nè le postazioni di mortai nè i guerriglieri. Nostre fonti  affermano che Nkurunziza e la sua consorte sono usciti indenni all’attacco e verso le tre del mattino del 25 settembre sono stati messi al sicuro in una località segreta nei pressi di Gitega all’interno del Paese. Il loro trasporto alla località sarebbe stato protetto da mille uomini fidati della sua guardia pretoriana e mercenari ruandesi delle FDLR.

Il nutrito gruppo di ribelli è rimasto anonimo. La Nazione si interroga su chi possano essere gli autori di questo attacco. Scarse sono le possibilità che l’attacco sia stato attuato dai gruppi armati burundesi che si sono dati alla macchia. Gli aggressori erano ben armati anche di armi pesanti e ben addestrati. L’attacco alla capitale è iniziato alle 20.30 e terminato alle 23:00. Le postazioni di Polizia e dei mercenari ruandesi sono state spazzate via da combattenti ben addestrati ed avvezzi a operazioni militari complesse di alto potere devastante. I tiri di mortaio lanciati dalle colline di Bujumbura Rural sono stati accurati ed avevano l’obiettivo di terrorizzare Nkurunziza, non di eliminarlo. Che sia stato opera di un nuovo gruppo armato ben organizzato ed addestrato?

Secondo un comunicato del anonimo gruppo ribelle gli attacchi alla capitale della serata del 24 settembre avevano l’obiettivo di costringere Nkurunziza ad aprire una trattativa con la società civile e i partiti di opposizione per organizzare le sue dimissioni e la creazione di un Governo transitorio. I ribelli invitano Nkurunziza ad aprire i negoziati di pace ed avvertono che un suo rifiuto corrisponderà ad una escalation della guerra di liberazione di cui tutte le conseguenze saranno di esclusiva responsabilità del Presidente illegittimo. L’attacco alla capitale attuato da queste forze militari sconosciute rimette tutto in gioco. Al momento attuale Nkurunziza è nascosto al sicuro, mentre la capitale e le principali città rimangono sotto il controllo del regime che probabilmente vendicherà la sconfitta rifacendosi sulla popolazione inerme.

In questa situazione suona del tutto incredibile l’affermazione del Ministro della Sicurezza Pubblica, Allain Guillaume Bunyoni, che venerdì scorso ha affermato che la pace, la sicurezza e l’ordine sono stati ristabiliti al 90% a Bujumbura e nel resto del Paese. Propaganda o inizio di un processo psicologico di distacco dalla realtà?

 

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