lunedì, Luglio 26

Burundi, Società Civile: nessun compromesso

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Kampala – Madame Vital Mshimirimana, rappresentante della Società Civile burundese e del Comitato ‘Stop al terzo mandato di Pierre Nkurunziza‘ ha ribadito in questo comunicato l’intenzione di continuare la lotta democratica contro il Presidente illegittimo. Il comunicato chiarisce che la Società Civile riconosce Pierre Nkurunziza come legittimo Presidente della Repubblica fino al 25 agosto 2015, quando è scaduto il suo secondo mandato presidenziale. Di conseguenza invita Nkurunziza a sedersi al tavolo dei negoziati, sotto la guida degli accordi di Arusha del 2000, per organizzare le sue dimissioni e addivenire a un Governo di transizione che organizzi nuove elezioni democratiche e restauri lo Stato di diritto in Burundi.

Nel comunicato la Società Civile si appella alle Forze dell’Ordine, invitandole a non compiere crimini di guerra e a sospendere ogni azione repressiva contro la popolazione. Altresì, il comunicato invita le Nazioni Unite a sospendere tutti i contingenti dell’Esercito burundese impegnati nelle missioni di pace all’estero. La richiesta è motivata dal fatto che nel corso degli ultimi due anni Nkurunziza ha infiltrato nei caschi blu ONU vari criminali di guerra, incarichi assegnati come premio per i crimini commessi durante la guerra civile conclusasi nel 2003. Infine, la Società Civile invita tutte le rappresentanze diplomatiche mondiali a non riconoscere il mandato presidenziale di Nkurunziza e chiede alla Comunità Internazionale un intervento efficace e risolutivo teso a proteggere la popolazione.

Quasi in contemporanea, la Chiesa Cattolica ha inviato un messaggio ufficiale tramite la Conferenza episcopale del Burundi, in cui si invita il Governo ad organizzare un dialogo tra tutti gli attori della società burundese per trovare soluzione al conflitto e alla crisi nel Paese. I Vescovi invitano, inoltre, tutte le parti belligeranti a rinunciare alla violenza.

L’invito dei Vescovi al dialogo inter-burundese  -precisando: «i veri attori della società burundese»-  intende bloccare i piani del regime di organizzare finti dialoghi di pace con le forze di opposizione già inglobate nella spartizione del potere acquisito illegittimamente. Il riferimento al secondo partito hutu (il Fronte Nazionale di Liberazione – FNL) è lampante. Le recenti dichiarazioni fatte dal Presidente del FNL, Jacques Bigirimana, all’aeroporto di Zaventem  chiariscono che la direzione del partito ha scelto la linea della collaborazione con il regime razial nazista. Linea già tracciata dal leader storico del FNL, Agoston Rwasa, che recentemente ha accettato di entrare a far parte del Governo anti costituzionale sorto dopo le elezioni farsa. Bigirimana afferma che la direzione del FNL sostiene la proposta fatta dal Governo del dialogo inter-burundese.

La proposta è stata trasformata in un decreto di legge (decreto n. 100/34 del 23 settembre 2015) firmato dal Presidente illegittimo, quindi giuridicamente senza valore. Il decreto sancisce la nascita della Commissione Nazionale del Dialogo Inter Burundese (CNDI) che avrà un mandato di soli sei mesi (rinnovabili una sola volta) e il compito  di attuare la riconciliazione nazionale e garantire i rispetto dei diritti umani, della legge e  della pace sociale.

I membri selezionati a far parte della CNDI devono riconoscere l’autorità del Presidente Pierre Nkurunziza che garantirà la tutela legale della CNDI e riceverà trimestralmente i rapporti della Commissione per visionarli prima di trasmetterli alla Camera, Senato e ai Media nazionali ed internazionali. All’interno della Commissione si prevede la partecipazione di tre rappresentanti religiosi (scelti da Nkurunziza), un rappresentante della Polizia nazionale e un rappresentante delle milizie genocidarie Imbonerakure (definite nel decreto: “Forum della gioventù”). I rappresentanti della società civile e dell’opposizione ammessi alla CNDI saranno tutti coloro che non hanno manifestato con azioni, parole, scritti atti eversivi contro il presidente della Repubblica.

Il Comitato ‘Stop al terzo mandato di Pierre Nkurunziza’, tutti i rappresentanti della Società Civile ora in esilio e la maggioranza dei partiti di opposizione che si sono schierati contro il terzo mandato non potranno partecipare alla CNDI in quanto fuorilegge. La proposta della CNDI è stata rifiutata in blocco dall’opposizione e criticata dalla Conferenza episcopale del Burundi. Secondo nostre fonti la mossa di procedere con l’istituzione di una Commissione  di riconciliazione nazionale sotto il controllo del regime sarebbe stata suggerita da esponenti religiosi della Chiesa Protestante e da elementi reazionari all’interno della Chiesa Cattolica che sarebbero stati già designati a rappresentare il mondo religioso all’interno della CNDI. Se la notizia dovesse essere confermata rappresenterebbe l’ennesima prova delle profonde spaccature all’interno della Chiesa Cattolica riguardo il Burundi di cui Papa Francesco dovrà prima o poi affrontare per imporre una politica chiara e univoca.

Il Presidente del FNL, Banamirwe afferma di essere soddisfatto della creazione della CNDI ed invita le forze sociali e politiche a interrompere il boicottaggio sulla Presidenza e a non mettere in discussione la validità delle elezioni. «Le elezioni sono terminate con un chiaro e democratico verdetto. Ora è tempo di mettersi al lavoro per ricostruire la pace nel nostro Paese. Le contestazioni elettorali saranno legittime per le elezioni previste nel 2020», afferma Banamirwe durante l’intervista rilasciata all’aeroporto di Zaventem. Le dichiarazioni di Banamirwe stanno aumentando la rabbia dei militanti di base del FNL, che stanno progressivamente abbandonando il partito accusato di aver tradito il popolo e la democrazia.

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