mercoledì, Dicembre 1

Burundi: Nkurunziza prepara l’offensiva finale field_506ffbaa4a8d4

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Le forze genocidarie (attualmente valutate attorno ai 52.000 uomini tra terroristi ruandesi, miliziani Imbonerakure, poliziotti e soldati) possono contare su circa 12.000 individui militarmente formati ed inquadrati nelle FDLR e nelle Imbonerakure. Il genocidio di massa potrebbe trovare l’opposizione della maggioranza della popolazione che, ormai esausta e ridotta alla fame, sta nutrendo un odio incontenibile verso il ‘traditore degli Hutu’, Pierre Nkurunziza, accusato di voler regnare su un immenso cimitero. Se la popolazione urbana (hutu e tutsi) da un anno si contrappone al progetto dittatoriale, la popolazione rurale é divisa su basi sociali. I tutsi cercano di fuggire nei Paesi vicini o di raggiungere l’opposizione armata. Gli hutu si rifiutano categoricamente di divenire mano d’opera per il regime e tra essi sta crescendo l’odio per Nkurunziza, accusato di aver venduto la Sovranità a dei primitivi e sanguinari terroristi ruandesi che maltrattano la gente all’interno del Burundi. «É veramente difficile immaginare che il popolo burundese possa rinunciare alla pace, sviluppo e armonia tra le etnie per compiacere i sogni di potere del presidente Pierre Nkurunziza e a vivere nel paese più povero del pianeta», afferma il professore universitario Guichaoua.

La convinzione nutrita dal regime di aver vinto la guerra civile sta portando a commettere grossi errori diplomatici come quello commesso una settimana fa dal Consigliere della Presidenza Willy Nyamitwe durante una intervista alla ‘BBC. Reagendo alle gravi accuse del inviato speciale americano, Tom Perriello, il Goebbels burundese ha attaccato Stati Uniti e Gran Bretagna accusandoli di imperialismo e di imporre modelli coloniali ad uno Stato Sovrano. «Il colonialismo é terminato. Siamo noi burundesi che sappiamo come gestire il Burundi. Perriello é un semplice inviato. Non é Dio e non é Burundese. Sono i burundesi che hanno l’ultima parola in Burundi!», ha affermato Nyamitwe, il genocidario addetto alla propaganda del regime traumatizzato dal Olocausto Hutu del 1972 e assetato di sangue tutsi. L’inviato speciale americano durante una sua recente visita nella Regione dei Grandi Laghi ha accusato il regime di aver perso ogni credibilità sul piano internazionale e di non volere partecipare seriamente ai colloqui di pace.

Lo stesso Willy il Bekame é l’autore del comunicato ufficiale contro il Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Zeid Ra’ad al Hussein pubblicato sul sito ufficiale del governo burundese, gestito da una società di Parigi. «A seguito delle gravi accuse senza prove, Zeid Ra’ad al Hussein evidenzia il piano di divisione e destabilizzazione contro la Repubblica del Burundi. Il Governo fa sapere alla oppinione pubblica nazionale e internazionale che non é sorpreso da queste calunnio lanciate dal cosiddetto Alto Commissario dei Diritti Umani», recita il comunicato.

Secondo informazioni pervenute da ambienti diplomatici regionali, l’offensiva militare del regime FDRL-CNDD é altamente improbabile in quanto non più segreta. Nkurunziza avrebbe i giorni contati e le forze di opposizione, assieme ai loro alleati regionali e internazionali, sono in grado di annientarlo. Il ritardo di una azione militare decisiva e risolutiva sarebbe motivato non solo da difficoltà di coordinazione tra i vari gruppi ribelli presenti in Burundi, Congo, Rwanda e Tanzania ma, soprattutto dalle preoccupazioni internazionali del post-Nkurunziza che, se gestito da l’opposizione politica immatura e frammentata, sarebbe una cura più devastante del male. Si fa sempre più strada la convinzione che il Burundi necessita di un regime militare capace di attraversare le incognite del post-Nkurunziza nel pieno rispetto della democrazia e dei diritti umani, ma con fermezza e risoluta volontà di ricostruire il Paese.

 

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