mercoledì, Ottobre 20

Burundi: l'Esercito si ribella a Nkurunziza

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Al FOREBU si è unita la maggioranza della gioventù burundese che da otto mesi eroicamente sta opponendosi al regime in nome della Pace, della Democrazia e del Progresso. L’obiettivo è abbattere il regime di Pierre Nkurunziza e scacciare dal Paese i terroristi ruandesi delle FDLR, autori del genocidio in Rwanda del 1994 e del genocidio in atto oggi in Burundi. L’ufficializzazione del FOREBU mette a nudo una verità conosciuta da mesi dalla Comunità Internazionale. L’unica soluzione alla crisi burundese deve giungere dall’interno del Paese e seguire la via militare, come sottolinea il famoso giornalista ugandese Andrew M. Mwenda in un editoriale pubblicato sul settimanale ‘The Independent‘.

In realtà questa forza militare è già operativa da due mesi e dispone di soldati professionali, volontari internazionali, consiglieri militari, ottimo armamento, munizioni e appoggi di Paesi terzi. Il FOREBU è autore di varie vittorie riportate sul campo contro le forze genocidarie del regime di Nkurunziza che ormai non controlla più vaste zone del territorio nazionale. L’esercito burundese di fatto non esiste più come del resto la polizia. Le forze armate sono ora composte da fedelissimi del CNDD-FDD e dai terroristi ruandesi FDLR che indossano le divise militari burundesi. Stesso dicasi per la polizia.

Le forze genocidarie sono prevalentemente concentrate nella capitale, in quanto in Burundi chi controlla Bujumbura, controlla il Paese. Alcuni reparti razial nazisti e mercenari ruandesi sono stati affiancati alla protezione del pastore Pierre Nkurunziza che si nasconde come un topo tra Ngozi e Gitega, comparendo in rare occasioni e solo in posti sicuri. Dallo scorso settembre non ha più messo piede nella capitale, evitando di partecipare ad incontri diplomatici in Burundi o a livello internazionale. Una vita di sanguinario dittatore braccato che ricorda molto gli ultimi giorni del Colonnello Muammar Gheddafi.

Chi è il Colonnello Edouard Nshimirimana, leader del FOREBU?

Alto ufficiale dello Stato Maggiore delle Forze di Difesa Burundesi, posto al comando del Dipartimento Informatico e Servizi Strategici dal decreto presidenziale No 100/212 dell’11 dicembre 2009, Matricola: SS 0280. Questa posizione, occupata fino al suo arresto lo scorso settembre, gli permette di avere tutte le informazioni strategiche su quello che rimane dell’esercito, i depositi d’armi ufficiali e segreti, i nomi della catena di comando delle milizie Imbonerakure e dei mercenari ruandesi FLDR, il numero reale dei loro effettivi, le zone dove sono dislocati, i nomi degli informatori e delle spie. Informazioni vitali per la guerra che sta iniziando contro il regime.

Conoscendo bene il sistema informatico e di comunicazione di esercito e polizia, il Colonnello Nshimirimana è in grado di fornire ad esperti IT ed hacker, i segreti necessari per penetrare il sistema e scompigliare il caos tra la catena di comando e i sistemi di comunicazioni tramite falsi ordini militari, creando così confusione nelle azioni offensive e difensive delle forze genocidarie. Inoltre, cosa più importante, è in grado di facilitare l’intercettamento delle comunicazioni attuate con varie tecnologie riguardanti i nascondigli e gli spostamenti del ex Presidente Pierre Nkurunziza.

Addestrato militarmente in Israele, il Colonnello Nshimirimana possiede una conoscenza approfondita delle tattiche militari moderne e un’integerrima reputazione tra la popolazione. Fu incarcerato per aver rifiutato gli ordini di massacrare i civili. È un comandante riconosciuto presso le forze di pace burundesi inviate in Somalia dove ha preso servizio per vari anni e possiede molti agganci e conoscenze tra gli Stati Maggiori di vari eserciti africani tra cui Etiopia, Kenya e Burkina Faso e strutture militari internazionali quali quella Americana e la NATO. La sua laurea in economia gli assicura un vantaggio in un eventuale posto di dirigenza all’interno del Governo di unità nazionale post Nkurunziza, che per un primo momento sarà obbligatoriamente di stampo militare. Il Colonnello Nshimirimana è riuscito ad evadere dalla prigione il 26 settembre 2015 per raggiungere le forze di liberazione, riorganizzarle e avviare il progetto di liberazione con supporto ed assistenza di Paesi terzi.

Le reazioni del regime sono state affidate al Goebbels burundese, Willy Nyamitwe detto il Bakame. «Le FOREBU non è una novità. Cerca da qualche mese di destabilizzare il Paese. In realtà sta inviando solo molti giovani alla morte certa. Non rappresenta una minaccia per la democrazia in Burundi. Ha una potenza militare e un supporto popolare insignificanti. Il FOREBU è solo un fenomeno mediatico dei media stranieri. In realtà si starebbe già frantumando al suo interno. Non c’è nessuna ribellione che controlla la regione di Bujumbura Rural», afferma spavaldo il Bakame in un’intervista radiofonica rilasciata a Radio France International.

La realtà sembra molto diversa dalla propaganda del regime razial nazista. Il FOREBU ha il pieno controllo di Bujumbura Rural, la regione collinare che sovrasta la capitale. Tre offensive militari organizzate dal regime dopo l’attacco alle caserme, avvenuto a Bujumbura il 11 dicembre scorso, sono state respinte dalle forze FOREBU infliggendo pesanti perdite ai terroristi FDLR e ai miliziani Imbonerakure. Il Governo illegale ostenta sicurezza dinnanzi ai media, ma è in fibrillazione.

I soldati ostaggio nelle caserme sospettati di simpatizzare per l’opposizione sono stati disarmati e sarebbero vittime di decimazioni. Nella capitale la sorveglianza è aumentata come gli attacchi ai quartieri ribelli nel tentativo di stroncare la quinta colonna e d’individuare ed annientare le centinaia di soldati rivoluzionari già infiltrati nella capitale in attesa dell’attacco finale del FOREBU. Molte zone del Paese sono semplicemente scollegate dal comando del regime che controlla oltre alla capitale le due principali città: Gitega e Ngozi (città natale di Nkurunziza).

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