lunedì, Aprile 19

Burundi: l'Assemblea Nazionale difende Nkurunziza

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Kampala – Lunedì 21 dicembre si è tenuto presso Kiboge la riunione dell’Assemblea Nazionale (il  Parlamento) per discutere della decisione dell’Unione Africana di inviare truppe africane per risolvere la crisi evitando il genocidio. La riunione è stata indetta dal Presidente dell’Assemblea Nazionale, Pascal Nyabenda, che, dallo scorso settembre, è uno dei principali fautori dell’odio etnico. L’Assemblea, presidiata dalle milizie Imbonerakure e dai terroristi ruandesi FDLR, che, in divisa della Polizia, assicuravano la difesa, ha posto all’ordine del giorno la riflessione sul rischio di genocidio e sulla necessità di un intervento di una forza militare straniera.
In realtà la riunione speciale aveva come obiettivo avvallare la decisione del Presidente, costituzionalmente illegittimo, Pierre Nkurunziza e del Governo di opporsi all’invio di truppe straniere. Obiettivo difficili da raggiungere, visto che i parlamentari presenti sono stati solo quelli del partito al potere e dei partiti che portano avanti l’opposizione di facciata. Nessun rappresentante della società civile e dei partiti di opposizione ha partecipato in quanto i loro nomi sono da tempo inseriti nelle liste della morte.
In sostanza alla riunione erano presenti solo i fedeli del partito, parlamentari nominati dal Presidente illegittimo che ha costituito il Governo di un terzo mandato presidenziale illegale. Governo che ora si sta macchiando di crimine contro l’umanità: il genocidio oramai in atto.

L’obiettivo di rendere l’opposizione all’invio di truppe di pace africane espressione della volontà popolare è stato sconfessato dalla stessa popolazione che, secondo testimonianze raccolte e affermazioni della società civile burundese, spera nell’intervento della Unione Africana per porre fine all’orgia di violenza genocidaria e all’orrore scatenato dal regime razial nazista per conservarsi al potere. “Ricordiamoci di quello che disse Nkurunziza dopo aver vinto le elezioni del 2010. Se i tutsi sono rimasti al potere cinquanta anni, gli hutu ci rimarranno per cento”, afferma un abitante del quartiere di Kamenge, a Bujumbura, riferendosi al discorso pronunciato in Kirundi da Pierre Nkurunziza il 26 agosto 2010.

Gli interventi anche più moderati pronunciati  alla riunione dell’Assemblea convergono nel negare che in Burundi vi sia in atto un piano genocidario. «Quelli che affermano che in Burundi vi sia in atto un genocidio non lo dicono da oggi. Hanno cominciato a piangere e gridare al genocidio diversi mesi fa dicendo a tutti che il CNDD-FDD sta distribuendo le armi per uccidere i tutsi. Ma le loro menzogne non hanno convinto», ha affermato la Senatrice Evelyne Butoyi. Il secondo Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale, Edouard Nduwimana, accusa l’opposizione di aver ingannato la comunità internazionale inventandosi il genocidio.
«Questo termine: genocidio, è pronunciato solo tra gli intellettuali della capitale per difendere i propri interessi. Condannano il Governo per nascondere la loro opera d’istigazione alla violenza poiché hanno perso le elezioni. Abbiamo creato una Commissione parlamentare per verificare queste accuse. Purtroppo non troveremo nulla poiché nessun tutsi è stato ucciso di proposito. Sono questi politici dell’opposizione che creano le vittime nascondendosi dietro i giovani che mandano al macello», ha dichiarato il Presidente del Senato, Reverien Ndikuriyo che il 30 ottobre incito’ le masse contadine hutu a “lavorare” (uccidere tutti i tutsi), inaugurando il Kora Kora.

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