domenica, Luglio 25

Burundi, la sorpresa di Rwasa

0
1 2


Kampala Le intrigate vicende del Burundi offrono continuamente nuovi colpi di scena che sembrano smentire le situazioni precedentemente createsi. Le elezioni farsa si sono concluse con i risultati definitivi che donano una netta ‘vittoria’ al presidente Pierre Nkurunziza. Una vittoria non riconosciuta da Unione Africana, Europa, Stati Uniti. Anche le Nazioni Unite dopo un primo comunicato dove si definivano le elezioni ‘abbastanza soddisfacenti’ è stata costretta a rettificare. Un secondo comunicato, che smentisce quello precedente, cerca di salvare capra e cavoli. «Anche se le operazioni di scrutinio sono state condotte in modo soddisfacente, il clima non è stato propizio a delle elezioni libere, credibili e rappresentative» sottolinea il comunicato della Missione degli osservatori elettorali ONU in Burundi (MENUB)  concludendo ad un invito a riprendere il dialogo. La clamorosa marcia indietro sarebbe stata dettata dal isolamento politico delle Nazioni Unite causate dalle nette prese di posizione della Unione Africana, Europa e Stati Uniti.

La sorpresa giunge da Agathon Rwasa, leader del principale partito di opposizione Fronte Nazionale di Liberazione. Pur dichiarando che le elezioni non sono da considerare valide rivendica il 18% dei voti ricevuti e una adeguata rappresentanza all’interno del nuovo governo. Rivendicazioni immediatamente accettate dal regime che gli offre la carica di Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale, equivalente al nostro Parlamento. La presidenza spetta al presidente del CNDD-FDD, Pascal Nyabenda, e il ministro degli interni del precedente governo (noto per aver ordinato di sparare a tiro zero sulle manifestazioni degli ultimi mesi e per aver siglato accordi di difesa con i terroristi ruandesi delle FDLR) diventa il secondo vice presidente. Per evitare accuse di etnicità si recupera il partito tutsi UPRONA offrendo posti ai deputati tutsi Angele Ciza e Julienne Nahintije.

Accettando il posto di primo Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale, Rwasa di fatto sigla un accordo di pace e sostegno a quel regime che aveva giurato di abbattere. Un duro colpo alla opposizione e alla società civile che aveva rifiutato ogni compromesso ed invitato la popolazione alla resistenza armata. Le milizie del FNL rappresentavano l’unica forza armata credibile che l’opposizione possiede. Una forza armata che in varie occasioni non ha esitato ad ingaggiare scontri anche di un certo rilievo contro i terroristi ruandesi del FDLR e i reparti dell’esercito fedeli al presidente illegittimo. “Pierre Nkurunziza e Agathon Rwasa lavoreranno in perfetta armonia per il bene della nazione”, afferma il presidente dell’Assemblea Nazionale Pascal Nyabenda aggiungendo che le divergenze del passato sono state trasformate in punti d’intesa.

Rwasa, leader del movimento guerrigliero FNL che si oppose al governo tutsi di Pierre Buyoya durante la guerra civile (1993 – 2004), fu scartato d’ufficio dal primo governo Nkurunziza del 2005 che rifiutò un’alleanza al potere della seconda forza militare hutu che si oppose al ex presidente Buyoya. La posizione adottata dal CNDD-FDD costrinse il FNL a continuare la lotta armata (contro il movimento gemello hutu) dalle sue basi al est del Congo infrangendo gli accordi di pace siglati. Nkurunziza rispose dichiarando fuori legge il leader del FNL e rafforzando l’alleanza militare con il presidente congolese Joseph Kabila per attaccare le basi del FNL in Congo. Compito affidato ai terroristi ruandesi del FDLR.

Rwasa accettando la collaborazione con il regime e con un presidente da lui steso definito illegittimo di fatto ha provocato la fine del supporto popolare al Fronte Nazionale di Liberazione. La maggioranza della popolazione che fino a poche settimane fa poneva speranze nei miliziani del FNL, ora interpreta la scelta compiuta dal secondo partito hutu come un vergognoso tradimento. Non si conoscono al momento le reazioni e lo stato d’animo dei miliziani FNL, anche se alcune nostre fonti affermano che vi siano un malcontento e una sensazione di tradimento tra vari miliziani che in questi ultimi mesi hanno appoggiato le richieste democratiche della maggioranza della popolazione.

Rwasa si è finalmente scoperto. È sempre stato un opportunista fin dai tempi della guerra civile. Ha cavalcato l’ideologia genocidaria HutuPower all’epoca per farsi accettare dalla maggioranza della popolazione vittima dei veleni di odio etnico istillati dal CNDD-FDD di Nkurunziza, per poi trasformarsi in un paladino della democrazia quando il socio d’affari Nkurunziza lo scartò dal potere. Se l’appoggio dei miliziani armati del FNL alla opposizione è genuino quello del loro leader è stato evidentemente una tattica assai maldestra ed opportunistica. In ultima analisi Rwasa ha reso possibile la realizzazione del piano ideato dal presidente ugandese Yoweri Museveni per salvare il regime ormai moribondo. La nomina a Primo Vice Presidente dell’Assemblea Nazionale offerta ed accettata da Rwasa è la più grande vittoria ottenuta in questi mesi dal presidente Nkurunziza. Rwasa è stato fagocitato dal potere che lo reso inoffensivo. I suoi miliziani, ben armati, ora avranno la scelta di appoggiare Rwasa e di non confrontarsi con le forze in difesa del regime o di disertare per formare un altro movimento di opposizione armata”, spiega un docente dell’Università di Bujumbura protetto dall’anonimato.

Per stroncare la possibilità che i miliziani del FNL si aggreghino ad una nuova forza armata la polizia sostenuta dalle milizie genocidarie Imbonerakure e dai terroristi ruandesi delle FDLR sta procedendo al loro disarmo. Fino ad ora chi si è rifiutato di deporre le armi e non è fuggito è stato abbattuto. Vari miliziani del FNL sono stati decapitati. «Politicamente Agathon Rwasa ha commesso un suicidio agli occhi della popolazione. Da una parte la popolazione lo aveva seguito grazie alla sua intransigenza di accettare compromessi con Nkurunziza sperando che Rwasa potesse salvarli dalla tirannia del CNDD-FDD. Dall’altra la minoranza tutsi vedeva in lui un leader con una visione politica patriottica in grado di salvare il Burundi e di impedire pulizie etniche», afferma un editoriale del 31 luglio pubblicato sul sito di informazione Bujumbura News.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->