lunedì, Settembre 27

Burundi, la lunga mano di Buyoya dietro l’inchiesta CPI Il lavoro certosino di Pierre Buyoya dietro all'inchiesta che la Corte sta conducendo; il regime ora uccide i suoi stessi uomini degli squadroni della morte, anche quello che uccise le 3 suore italiane

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Nel secondo semestre del 2016 un ex funzionario della missione di pace in Burundi ONUB, ora in pensione, di nazionalitá mauritaniana, Boubakar Kane, ha accompagnato nelle visite ufficiali in Burundi dell’Inviato Speciale delle Nazioni Unite Michel Kafondo. Boubakar, durante le visite ufficiali, ha incontrato a più riprese un altro ex funzionario della ONUB, un militare senegalese, Mbaye Fale, e un misterioso agente umantario di nazionalitá congolese, Ntambu Thomas, che prestava servizio presso una ONG Initiative et Changemen, con sede in via della Acacie, 7 bis a Issy Les Moulineaux, un Comune del Dipartimento dell’Isola della Regione Francese, prossimo a Parigi. Questa ONG á stata fondata nel 1938 dal pastore luterano Frank Buchman. All’epoca si chiamava Associazione dei Riarmo Morale e contribui’ alla riconciliazione franco tedesca dopo la seconda guerra mondiale.
Initiative et Changement opera da 70 anni per pronuovere la pace, lo sviluppo della cittadinanza attiva e il rafforzamento della democrazia. É presente in 60 Paesi, siglando partenariati con 44 associazioni nazionali sparse nel mondo. Gode di statuto partecipativo presso il Consiglio d’Europa e dello statuto consultivo speciale presso le Nazioni Unite. Recentemente Initiative et Changement ha lanciato un programma contro la violenza razziale nelle principali cittá degli Stati Uniti e l’iniziativa Sorry Day (il giorno del dispiacere) in Australia, al fine di costringere il governo federale a riconoscere il genocidio compiuto contro la popolazione aborigena.
Nell’Africa Orientale Intiative et Changement ha varie succursali riunite sotto la sigla I&C Grand Lacs Africains. Il suo obiettivo é quello di promuovere la buona governanza, la pace e la democrazia nella Regione dei Grandi Laghi. Opera in Congo, Rwanda e Burundi dove é impegnata nel progetto di consolidazione della pace cercando di promuovere un dialogo inclusivo tra tutte le componenti politiche. I&C Burundi é presieduta dall’operatore umanitario congolese Ntambu Thomas, che opera sotto la protezione del Colonello Nijmbere Leonidas, che risponde al ex Presidente burundese il Generale Maggiore Piere Buyoya.

A partire dal secondo semestre del 2016, I&C Burundi avrebbe organizzato varie incontri segreti con oppositori civili e militari con l’obiettivo di sostenere il cambiamento di regime e instaurare la democrazia nel Burundi. Alcune fonti locali affermano che I&C Burundi avrebbe in varie occasioni favorito incontri tra i principali gruppi armati burundesiFNL, FOREBU (attuale FPB) e RED Tabara. Su queste operazioni di mediazione a favore della guerriglia burundese, comunque, rimangono numerosi dubbi. Quello che é certo sono le attivitá di Intelligence per conto delle Nazioni Unite.

I rapporti sui crimini contro l’umanitá commessi dal regime venivano inviati alle Nazioni Unite grazie ai due ex funzionari ONUB, Mbaye Fale e Boubakar Kane. Il Direttore congolese di I&C Burundi, Thomas Ntambu, é sempre stato invitato ai colloqui di pace di Arusha, accompagnato da Fale e Kane. La presenza ai colloqui di pace di Ntambu è sempre stata garantita nonostante  non rapresentasse nessun gruppo politico o fosse membro della società civile burundese. Ha sempre ottenuto il permesso di presenziare in veste di osservatore. Permesso che sarebbe stato assicurato dal Rappresentante Speciale della Unione Africana Pierre Buyoya.

Nel lavoro sotterraneo di intelligence, Ntambu ha ricevuto la collaborazione di un altro fedele di Buyoya, Freddy Nkurikiye, che avrebbe legami con una ONG svizzera. Le attività di I&C Burundi si sono moltiplicate tra settembre e ottobre con l’obiettivo di far uscire dal Burundi i testimoni chiave, attualmente protetti in luoghi segreti in Belgio e Olanda. Questi testimoni chiave, tra cui anche ex miliziani Imbonerakure che hanno disertato, aiuteranno i giudici della CPI a condannare Pierre Nkurunziza e il suo apparato repressivo per i crimini commessi. È la prima volta nella storia che la Corte Penale Internazionale decide di portare sul banco degli imputati un intero apparato di Governo: dal Presidente ai Ministri, dai funzionari di partito ai militari.

La minaccia che l’intero regime hutupower possa finire davanti al tribunale dell’Aia sta terrorizzando il CNDD-FDD e Pierre Nkurunziza. Se l’inchiesta giuridica creasse i presupposti per spiccare mandati di arresto internazionale, l’attuale classe dirigente burundese si troverebbe prigioniera nel piccolo Paese senza sbocchi sul mare mentre le sanzioni occidentali si rafforzerebbero. I mandati di arresto impedirebbero anche una qualsiasi via d’uscita onorevole al regime e aumenterebbero i rischi di legittimazione di un attacco militare da parte di Paesi vicini. Dopo aver amaramente constatato che il servizio di intelligence orchestrato dal ex Presidente Buyoya è riuscito a far fuggire molti testimoni, tra cui ex miliziani Imbonerakure, ora il regime sta cercando di eliminare gli esecutori dei massacri e pulizie etniche. A rivelarcelo è l’attivista in difesa dei diritti umani Pierre-Claver Mbonimpa, arrestato dal regime nel maggio 2014 con l’accusa di facilitare l’arruolamento di giovani burundesi nelle forze di opposizione armata di stanza nel vicino Congo. Successivamente rilasciato grazie alle pressioni internazionali, il regime tentò di liquidarlo nell’agosto 2015. Mbonimpa riuscí miracolosamente a soppravivere all’imboscata organizzata dal regime grazie alla tempestiva evacuazione medica in Belgio. Dismesso dall’ospedale dopo mesi di cura, Mbonimpa ha ripreso la sua battaglia contro il regime ricevendo asilo politico in Belgio, dove tutt’ora vive sotto protezione.

Secondo l’attivista burundese, negli ultimi mesi una dozzina di attivisti delle Imbonerakure sono stati uccisi per ordine del regime. Ad eseguire le esecuzioni extra giudiziarie sono stati i loro stessi commilitoni Imbonerakure o i terroristi ruandesi FDLR, assoldati da Nkurunziza come mercenari nel 2015 e divenuti ora importanti alleati politici e militari. Tra i Imbonerakure assassinati spiccano i nomi di Cedric Kwizera, Audifax Ndayizeye, Aime Manirakiza e Lingan Harerimana. Tutti erano dei comandanti di squadroni della morte che hanno trucidato centinaia di oppositori tra il dicembre 2015 e il giugno 2016. È stato eliminato anche JuventMiliciens, che nel settembre 2014 avrebbe guidato il commando che assassinó presso la diocesi di Kamenge, Bujumbura le tre suore italiane, Lucia Pulici, Olga Raschietti e Bernadetta Boggian per aver scoperto gli addestramenti militari delle Imbonerakure nell’est del Congo e i piani genocidari di Nkurunziza.

Vanessa Kaneza, vedova del miliziano Imbonerakure Aime Manirakiza, in una intervista rilasciata all’agenzia  ‘Associated Press, afferma che suo marito è stato assassinato per ordine del ex Presidente Nkurunziza nonostante gli stretti legami familiari con il CNDD-FDD. Suo marito, ex militare in pensione, comandava uno squadrone della morte che si distinse nella repressione della manifestazioni popolari contro il terzo mandato presidenziale di Nkurunziza nell’aprile maggio 2015. «Ora che la Corte Penale Internazionale sta investigando sui crimini commessi, Nkurunziza sta eliminando i suoi camerati piú compromessi nei crimini per cancellare le prove. Il regime sta eliminando i sicari come mio marito affinché non possano denunciare i loro mandanti», ha dichiarato Madame Kaneza.

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