sabato, Maggio 8

Burundi: la Comunità Internazionale prende posizione

0
1 2


Kampala – A distanza di quasi sette mesi dalla crisi in Burundi le indecisioni, i silenzi e la passività della comunità internazionale sono inaspettatamente terminati. La chiara presa di posizione dell’Unione Africana adottata durante al 55°sima riunione del Consiglio di Sicurezza, tenutasi ad Addis Abeba sabato 17 ottobre, ha trovato il pieno consenso e supporto della Unione Europea, grazie all’intenso ed efficace lavoro di lobby del Congresso americano e del Parlamento del Belgio. Questo lavoro ha permesso di dissipare tutti i dubbi di ambiguità dell’Unione Africana e della comunità internazionale in generale. La forza militare africana di intervento contro le milizie genocidarie Imbonerakure e i terroristi ruandesi FDLR è ora una realtà. Preparativi logistici sono già in atto anche se l’Unione Africana mantiene l’assoluto segreto sui Paesi che vi parteciperanno. Solo la posizione del Rwanda è stata chiarita attraverso un comunicato ufficiale del Ministro degli Affari Esteri, Louise Mushikiwabo. Il Rwanda non invierà truppe in Burundi in quanto il clima non è favorevole. Una dichiarazione che distrugge il piano orchestrato dalle FDLR in collaborazione con i governi di Kinshasa e Parigi di scatenare una guerra etnica regionale con epicentro il Burundi. Piano denunciato anche dal membro del Comitato Esecutivo del FNL ed ex Incaricato della Sicurezza Nazionale, il Colonnello Didier Nyambariza, che partecipò al fallito colpo di Stato dello scorso maggio seguito dalla sua diserzione.

Il Colonnello Nyambariza, che ha creato un gruppo di resistenza armata attivo all’interno del Paese, denuncia il piano di genocidio e di guerra etnica regionale in un suo dettagliato intervento pubblicato da ‘Burundi24’. La posizione ruandese, comunque, rimane ambigua. Il Ministro Mushikiwabo nel comunicato ha lasciato aperta la possibilità che le truppe ruandesi intervengano nella guerra di liberazione sotto bandiera della Unione Africana e con esplicita richiesta non del Governo ma del popolo burundese. Nonostante ogni coinvolgimento diretto sia stato negato dal Ministro Mushikiwabo, l’eventuale intervento militare dovrà risolvere la presenza di consiglieri militari e commando d’élite ruandesi operativi in Burundi in supporto alla resistenza armata fin dallo scorso maggio.

L’intervento militare delle truppe africane è subordinato al esito degli accordi di pace che Unione Africana, Unione Europea e Stati Uniti hanno imposto al Burundi. I colloqui, condotti con la mediazione del Presidente ugandese Yoweri Museveni, si dovranno tenere al più presto. La partecipazione ai colloqui non è stata sottoposta al Governo burundese sotto forma di invito ma di obbligazione internazionale. L’Unione Europea ha ufficialmente convocato l’ex Presidente Pierre Nkurunziza a Bruxelles per discutere sul terzo mandato in preparazione dei colloqui che probabilmente si terranno a Kampala, in Uganda. A questi colloqui dovranno partecipare tutte le forze politiche e la Società Civile del Burundi senza alcuna esclusione.

La reazione del Governo illegittimo burundese non si è fatta attendere. Il Ministro Alain Aimè Nyamibwe, controllato dai dirigenti del gruppo terroristico ruandese FDLR, ha chiarito che il pastore Nkurunziza rifiuta il dialogo con i generali golpisti e tutti i partiti e membri della Società Civile coinvolti «nelle azioni eversive contro un Governo e un Presidente democraticamente eletti». Il Governo burundese rifiuta anche di recarsi a Kampala per i colloqui. Come contro mossa sabato 24 ottobre è stata inaugurata la Commissione Nazionale del Dialogo Inter Burundese (CNDIB) guidata da Nkurunziza in sotto veste di ‘Presidente’. Domandando alla CNDIB il rispetto dei diritti umani, della pace e dell’unità, l’ex Presidente burundese ha informato che la Commissione prenderà in esame tutti gli aspetti della crisi: politici, economici, costituzionali, unità nazionale, questione etnica e Accordi di Arusha. La mossa politica tende a legittimare una Commissione creata per decreto dal regime illegittimo e controllata dalle forze genocidarie che stanno massacrando la popolazione. Una commissione che si arroga il diritto di selezionare i partecipanti al dialogo nazionale scartando la diaspora burundese, i partiti di opposizione, la Società Civile e i neo nati gruppi di resistenza armata. In pratica tutte le forze che si oppongono al terzo mandato e che rappresentano la volontà di democrazia della maggioranza della popolazione burundese.

Nella Commissione è stato necessario sostituire le figure designate dal ex Presidente e appartenenti alla Chiesa Cattolica. Il Presidente della CNDIB è Justin Nzoyisaba della Chiesa Metodista Unita del Burundi. Il vice Presidente è Francois Nkezabahizi e la Segretaria sua moglie, Madame Imelde. La famiglia Nkezabahizi è nota per appartenere all’ala estremista del HutuPower fautrice del genocidio di tutti i tutsi nella regione e controllata dai terroristi ruandesi del FDLR, autori del genocidio in Rwanda del 1994. I membri della CNDIB appartenenti alla Chiesa Cattolica e nominati senza il loro consenso sono stati cancellati dalla composizione ufficiale della Commissione dopo il netto rifiuto della Conferenza dei Vescovi del Burundi. Dinnanzi ai preparativi di genocidio e alla manifestata non volontà di pace del regime razzial nazista, il pastore Nkurunziza ha perso l’appoggio della fazione conservatrice del Vaticano. Secondo indiscrezioni pervenuteci la Comunità di Sant’Egidio avrebbe chiarito che non appoggia Pierre Nkurunziza, sottolineando che tale appoggio politico non vi è mai stato, in quanto l’impegno della Comunità era limitato agli accordi di pace di Arusha, e non certo rivolto a Nkurunziza o al suo partito CNDD-FDD.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->