lunedì, Novembre 29

Burundi: il silenzio Ue uccide … Appello di Marguerite Barankitse, fondatrice di Maison Shalom in Burundi. “Possa la comunità internazionale non chiudere un occhio sul disastro in corso in Burundi... perché sta morendo una parte della nostra comune umanità”

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Marguerite Barankitse, fondatrice di Maison Shalom in Burundi, Cavaliere della Legion d’Onore e Dottore Honoris Causa, in particolare dalle Università di Louvain-La-Neuve in Belgio, Lille in Francia, nonché Duke e Seattle negli Stati Uniti, rifugiata da alcuni anni in Rwanda, manda questo grave appello in tutto il mondo.

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«In Burundi si sta consumando una tragedia umana, sotto gli occhi di tutti. Un regime crudele è all’origine di una catastrofe umanitaria: che dire della capacità della comunità internazionale di proteggere un popolo in pericolo?

Il disastro in corso è iniziato nel 2015. Il Presidente Pierre Nkurunziza si candida per un terzo mandato, in violazione della Costituzione e dell’Accordo di Arusha per la pace e la riconciliazione in Burundi. Nonostante questo accordo, firmato nel 2000 grazie alla mediazione di Nelson Mandela e al sostegno della comunità internazionale, e le pacifiche manifestazioni cittadine di un popolo incapace di più per i crimini politici ed economici perpetrati dal regime CNDD-FDD da quando è salito al potere nel 2005, le conseguenze sono continuate.

Dal 2015 ad oggi sono più di 2.500 gli oppositori assassinati, 11.000 i prigionieri politici che sopravvivono in condizioni subumane. Ci sono anche migliaia di dispersi, donne stuprate, giovani castrati. E quasi mezzo milione di rifugiati! Questo dramma si svolge mentre l’opposizione politica, la società civile e i media indipendenti sono stati messi a tacere e costretti all’esilio, in modo che il crimine contro la popolazione possa continuare a porte chiuse.

Non passa giorno senza che nei fiumi, nei campi o nelle grondaie vengano scoperti corpi senza vita, sfigurati da atti di tortura. Atti perpetrati a volte dalla Polizia, a volte da unità dei servizi segreti o dalla sinistra milizia imbonerakure. Terrorizzati, i genitori delle vittime si murano fino al silenzio nel tentativo di sfuggire alla repressione che li attende se osano sussurrare la loro rabbia o la loro angoscia. Rinunciano persino all’accesso ai propri corpi per seppellirli con dignità!

Di fronte a questa incredibile violenza, la Corte penale internazionale ha aperto nel 2017 un’inchiesta per crimini contro l’umanità in Burundi. Centinaia di sopravvissuti sono stati intervistati dagli investigatori. Purtroppo, il tempo della giustizia è raramente quello dell’urgenza della sopravvivenza umana: le vittime si moltiplicano, finché i loro carnefici si credono intoccabili.

Come madre, cristiana, cittadina del mondo, come vittima tra le vittime, non posso che alzare più in alto il grido d’allarme del mio popolo!
Depongo ai piedi della comunità internazionale i tanti premi e medaglie che mi sono stati assegnati per il mio impegno per la protezione dei bambini e per la pace… e che proteggono così poco! Possa la comunità internazionale non chiudere un occhio sul disastro in corso in Burundi… perché sta morendo una parte della nostra comune umanità».

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Marguerite Barankitse, fondatrice di Maison Shalom in Burundi, Cavaliere della Legion d'Onore e Dottore Honoris Causa, in particolare dalle Università di Louvain-La-Neuve in Belgio, Lille in Francia, nonché Duke e Seattle negli Stati Uniti, rifugiata da alcuni anni in Rwanda, manda questo grave appello in tutto il mondo.

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