martedì, Aprile 20

Burundi: il regime nomima Presidente Evariste Ndayishimiye contro la volontà popolare In una Bujumbura blindata militarmente, si è svolta, presso la struttura alberghiera dell’imprenditore napoletano Alfredo Frojo, l’Hotel Club du Lac Tankanika, la cerimonia della pubblicazione dei risultati ‘parziali’ delle elezioni

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In una città, Bujumbura, blindata militarmentesi è svolta, presso la struttura alberghiera dell’imprenditore napoletano Alfredo Frojol’Hotel Club du Lac Tankanika, la cerimonia della pubblicazione dei risultatiparziali delle elezioni Presidenziali, Legislative e Comunali del 20 maggio scorso. La cerimonia si è aperta con un incontro di preghiera e il discorso ufficiale del Presidente della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI), Pierre Claver Kazihise, ricomparso dopo la sua misteriosa sparizione. Secondo fonti accreditate Kazihise sarebbe stato messo sotto ‘protezione’ dai miliziani Imbonerakure venerdì 22 maggio, per evitare pressioni o minacce da parte dell’opposizione.

I dati provvisori delle elezioni presidenziali assegnano al generale maggiore Evariste Ndayishimiye il 68,72% dei voti. Segue il candidato dell’opposizione, il CNL, Agathon Rwasa con il 24,19% delle preferenze, e l’ex partito etnico tutsi Unione Nazionale per il Progresso (UPRONA), con il 1,64%. Il Presidente dell’UPRONA si è felicitato con il generale Evariste per la vittoria ottenuta, affermando di essere pronto a partecipare al nuovo Governo se verrà richiesto.

I risultati delle legislative seguono il trend delle presidenziali con un netto vantaggio del partito al potere, il CNDD-FDD, fondato sulla ideologia HutuPower di dominio etnico Hutu. I risultati delle Comunali verranno resi noti presso le singole sedi della CEPI (Commissione Elettorale Provinciale Indipendente). Particolare non secondario, visto cheil CNL possiede centinaia di Processi Elettorali delle Comunali originali che dimostrano chiaramente la vittoria. Processi Verbali sottratti alle fiamme dopo essere stati sostituiti da quelli ‘ritoccati’ dalla CENI, su stretta sorveglianza dei miliziani Imbonerakure.

Subito dopo la cerimonia, il generale maggiore Evariste Ndayishimiye ha dichiarato che la vittoria del CNDD-FDD non è la vittoria deiBagumyabanga’, ma di tutti i burundesi. Il termine Bagumyabanga viene usato per indicare i militanti del regime, milizie paramilitari Imbonerakure comprese.

Alla cerimonia erano stati invitati tutti i candidati, i rappresentanti religiosi, e i diplomatici. L’unico presente era un candidato indipendente alla Presidenziali. Declinare l’invito è stata una scelta obbligata, visto il chiaro significato simbolico della cerimonia. Infatti, i risultati non sono stati dati dall’ufficio CENI, come succede in tutte i Paesi del mondo, ma in una struttura alberghiera privata di proprietà di uno straniero, circondata da centinaia di soldati in assetto di guerra. La diretta TV della cerimonia è stata ripresa su Facebook da una radio privata, ‘Radio Scolaire Nderagakura’.

Mentre si consumava la cerimonia, definita dalla popolazione una vera e propria farsa, la città di Bujumbura era sotto il tallone dell’Esercito e della Polizia in assetto di guerra, affiancati dalle milizie Imbonerakure, con tanto di machete alla mano.
La sera precedente queste milizie a Bujumbura hanno attaccato vari militanti del CNL, ferendoli all’arma bianca, e hanno gettato varie granate nella collina di Kiri, Comune di Bugabira, Provincia di Kirundo (nord del Burundi). Violenze che volevano essere un avvertimento alla popolazione. Secondo testimonianze in loco, da domenica i miliziani delle Imbonerakure ripetono alla popolazione:«Non azzardatevi a scendere in piazza per protestare altrimenti vi massacriamo».

Al momento nessuna reazione ufficiale è pervenuta dal vero vincitore delle elezioni,Agathon Rwasa, leader del Congresso Nazionale di Liberazione (CNL). Non si hanno notizie esatte se sia all’interno della sua residenza (circondata da centinaia di soldati per impedirli di uscire) o se si trovi in altri luoghi. La nomina autorefenziale del regime, basata su evidenti frodi elettorali, era stata già prevista da Rwasa durante una intervista rilasciata al quotidiano burundese ‘Iwacu’ di cui riportiamo i passaggi più significativi.
Nell’intervista il leader del CNL è fermo nelle sue posizioni. Il suo partito ha riportato la vittoria elettorale come dimostrano i primi dati diffusi dalla CENI, prima che il regime intervenisse per bloccare qualsiasi informazione e iniziare la massiccia operazione di falsificazione elettorale.

«Il triplice voto di questo 20 maggio 2020 non si è svolto in condizioni normali secondo gli standard di una elezione democratica. Sono elezioni caratterizzate da fin troppo anomalie. A cominciare dal fatto che i scrutatori e gli osservatori del CNL sono in vari seggi stati percossi, arrestati e gettati in prigione. Abbiamo assistito a dei volti multipli di certi membri del partito al potere. Anche durante lo spoglio dei voti gli osservatori dei partiti politici, soprattutto quelli del CNL, sono stati scacciati dai seggi. Abbiamo anche rilevato una enorme irregolarità: dei processi verbali del voto fatti firmare in bianco alla commissione del seggio e portati al partito CNDD-FDD per poi essere compilati a dovere secondo le loro necessità», ha dichiarato nell’intervista Rwasa. «I risultati forniti dai media di Stato sono risultati fabbricati, non affidabili. I Processi Verbali originali in nostro possesso non corrispondono a quelli mostrati ai media. La CENI si è rifiutata di pubblicare le liste elettorali. Molte delle carte di elettore erano nelle mani degli amministrativi del regime, che le hanno usate per delle false votazioni. I capi collini hanno distribuito queste carte elettorali a i militanti assieme a delle false procure di voto. È gravissimo quello che è successo».

«Se la popolazione ritiene necessario un cambiamento, occorre rispettare la scelta del popolo. È quello che noi domandiamo ai diversi attori: agli organi amministrativi, alle forze dell’ordine e alle autorità giudiziarie. Non è possibile abusare del proprio potere per perennizzare un sistema che ha fallito la sua missione politica e quindi è odiato dal popolo. La principale missione di un governo è quella di proteggere i suoi cittadini. La gente è rapita, e assassinata. Le inchieste della Polizia vengono archiviate. È giusto secondo voi che i criminali possano vincere e fare loro la legge? Lo Stato deve essere detentore di un potere democratico reale che riesca a far vivere la popolazione in pace e nel progresso. È quello che i Burundesi vogliono».

Nell’intervista Rwasa informa che aspetterà i risultati definitivi della CENI. In caso di risultati scaturiti dalla frode elettorale interpellerà la Corte Costituzionale. Ora i dati provvisori sono stati pubblicati. Si prevede che non seguirà la pubblicazione di quelli definitivi. Il ricorso alla Corte Costituzione sembra essere un mero esercizio di forma, visto che è controllata al 100% dal dittatore Nkurunziza. Non si conoscono le prossime mosse di Agathon Rwasa. Quello che è certo è che la drammatica saga delle elezioni non finirà con la proclamazione farlocca della vittoria del Generale Evariste.

Interrogato se non teme per la sua sicurezza personale, Rwasa risponde: «Sono preoccupato per la sicurezza di tutti i burundesi. In un Paese in cui il disordine è diventato regola, tutto deve essere temuto. Tuttavia, questo non è il momento di panicare. Immagino di dover godere dei miei diritti. Tra questi diritti c’è il diritto di opinione. Se i burundesi parlano di ciò che stanno attraversando, non è un crimine. Nessuno dovrebbe essere preoccupato per questo. Al contrario, il partito al potere e lo stesso regime dovrebbero cercare di fare una serie introspezione. 15 anni di potere, 15 anni di torture morali e fisiche di un’intera popolazione, 15 anni di impoverimento, 15 anni di ogni tipo di miseria per i burundesi. Dobbiamo aggiungere altro? Non dovremmo lasciare queste persone libere in modo che il nostro Paese possa tirare un sospiro di sollievo e intraprendere la strada del progresso e dello sviluppo?».

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