sabato, Ottobre 16

Burundi: identificazione etnica nei documenti amministrativi

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Kampala – In Urundi, durante il periodo coloniale, il Belgio aveva introdotto l’identificazione etnica (hutu, tutsi, twa) nelle carte d’identità in tutti i documenti dell’amministrazione pubblica. Gli ‘indigeni’ venivano classificati secondo la ‘etnia’ d’appartenenza. In realtà hutu e tutsi sono storicamente distinzioni di classi sociali (agricoltori e allevatori). Solo i twa (pigmei) sono un’etnia distinta ed autoctona della regione dei Grandi Laghi. Le etnie di ceppo bantu e nilotico colonizzarono la regione a scapito dei pigmei. In Urundi (Burundi e Rwanda) le due etnie straniere si assimilarono creando identica lingua e cultura. L’identificazione etnica fu mantenuta in Rwanda dopo l’indipendenza sotto consiglio della Chiesa Cattolica che assisteva il Regime HutuPower. Al contrario il Burundi abrogò tale pratica discriminatoria.

Le carte di identità con l’identificazione etnica furono usate dal regime razial-nazista di Juvenal Habyrimana per favorire discriminazioni rivolte alla minoranza tutsi all’accesso della sanità, della educazione e nel mondo del lavoro. Durante i ‘100 giorni’, le carte etniche favorirono il ‘lavoro’ dei genocidari Interahamwe (attualmente attivi in Congo e Burundi sotto la sigla FDLR). Ogni Governo burundese, compreso quelli più reazionari (Bagaza e Ndadaye) non hanno mai osato inserire nelle carte di identità e nei documenti amministrativi l’etnia di appartenenza dei loro cittadini. Durante la travagliata storia del Paese anche i più estremisti tutsi e hutu si sono sempre schierati contro questa pericolosa classificazione razziale che viola i diritti umani essendo causa di discriminazioni e persecuzioni mortali.

Burundi

Il Pastore Pierre Nkurunziza e il Governo illegittimo CNDD-FDD ha infranto questo tabù tentando di introdurre l’identificazione etnica tra il corpo insegnanti burundese. Il grido d’allarme viene lanciato da Emmanuel Mashandari, Presidente del Sindacato degli insegnanti burundesi CONAPES. Nelle scuole del comune di Bujumbura il Direttore Provinciale dell’Educazione e il Sindaco della capitale hanno chiesto agli insegnanti d’indicare nella propria cartella personale l’etnia di appartenenza e il numero telefonico (vedere la foto). Fino ad ora queste informazioni erano considerate confidenziali e facoltative. «La richiesta è inquietante. Come si può chiedere l’etnia e il numero di telefono di un cittadino in questo momento di crisi?» domanda Mashandari.

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