domenica, Giugno 20

Burundi, i terroristi FDLR impongono la tassa del genocidio La decisione dopo la riunione tra il regime CNDD-FDD e alti quadri militari

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Kampala – Le sanzioni ufficiali decise dall’Unione Europea (compresa la moratoria nel pagamento degli stipendi dei soldati burundesi impegnati nella missione di pace in Somalia AMISOM), la sotterranea guerra finanziaria condotta da Stati Uniti e UE per creare una svalutazione senza precedenti della moneta nazionale (franco burundese) nei confronti di dollaro ed euro, le prese di distanza della Cina che non ritiene economicamente conveniente sostenere regimi genocidari, gli accordi segreti firmati tra Congo, Kinshasa e Rwanda in chiave anti burundese e la diminuzione degli aiuti finanziari degli alleati Francia, Sudafrica, Angola, Congo Brazzaville hanno distrutto l’economia già minata da un decennio di razzie e corruzione senza limiti attuata dal regime.

Se il governo illegittimo CNDD-FDD si trova in una grave situazione finanziaria il suo principale alleato, il gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR), non naviga in migliori acque. L’unico dato ‘positivo’ è la consegna di un immenso arsenale di guerra inviato dal Sudafrica dopo aver firmato un accordo con l’ex presidente Nkurunziza che garantirà il diritto di sfruttamento delle miniere di Nichel alle multinazionali sudafricane per un periodo di 30 anni esentasse. Secondo informazioni provenienti dall’interno del CNDD-FDD l’accordo sarebbe stato firmato durante la visita del presidente sudafricano Jacob Zuma che faceva parte della delegazione di Capi di Stato inviata dalla Unione Africana per verificare le accuse di crimini contro l’umanità e convincere il regime ai colloqui di pace.

Parte dell’arsenale militare sudafricano sarebbe stato inviato ai reparti FDLR presenti nell’est del Congo per permettere loro di resistere all’offensiva militare dell’esercito congolese, ora attuata seriamente a seguito di accordi segreti tra i presidenti Joseph Kabila e Paul Kagame. Nonostante questo gradito regalo, le FDLR, che controllano di fatto le forze militari burundesi, la milizia Imbonerakure e la vita politica del Paese, si trovano in serie difficoltà economiche. Il regime non può onorare i pagamenti per i loro servizi militari. Un altro serio problema è che i 30.000 iscritti alla milizia Imbonerakure sono ancora lontani da essere una forza militare. La maggioranza di loro reclama un salario per compiere i massacri. Secondo fonti interne i miliziani coinvolti nelle operazioni militari sarebbero circa 9000 di cui 4000 impiegati nel est del Congo per combattere l’opposizione hutu burundese armata (FNL e altri gruppi minori). Causa incapacità di pagare i miliziani, il regime di Nkurunziza e le FDLR non possono sfruttare in pieno le capacità delle Imbonerakure e trasformare la milizia in una minaccia regionale.

Domenica 10 aprile alle 20.17 è iniziata a Ngozi una riunione tra il regime CNDD-FDD e alti quadri militari FDLR giunti da Goma (capoluogo di provincia del Nord Kivu, Congo). Riunione terminata alle 3.39 di lunedì 11 aprile. A rappresentare il regime vi erano Pascal Nyabenda alto graduato dei servizi speciali burundesi, 8 alti ufficiali della polizia e un certo Ndirakobuca alias Ndakugarika, uno sconosciuto poliziotto a cui è stato affidato la coordinazione del genocidio nella capitale.  La riunione verteva su come assicurare la copertura finanziaria necessaria per le attività militari delle FDLR in Burundi. Il regime Nkurunziza ha accettato di farsi carico di questa necessità imponendo una tassa di guerra sui dipendenti pubblici e privati e sui commercianti burundesi. «Tutti i cittadini sono chiamati nello sforzo di difendere la patria dagli aggressori tutsi e i loro alleati occidentali» ha affermato durante la riunione l’anonimo poliziotto Ndirakobuca.

Dal mese di aprile il 35% dei salari netti dei dipendenti pubblici e privati sarà destinato a questo sforzo di guerra. Anche i commercianti dovranno pagare questa sorta di ‘contributo volontario e patriottico’. Tutti quelli che si rifiuteranno di versarlo saranno considerati oppositori e nemici della patria, ricevendo il trattamento riservato agli insorti. Un conto bancario dedicato è stato aperto presso la BCB Banca Commerciale del Burundi.

Nella riunione le FDLR hanno chiesto l’applicazione di un’altra tassa di guerra sulle importazioni pari al 20% per ottenere valuta pregiata. Richiesta al momento sotto esame del dittatore Nkurunziza, in quanto la valuta pregiata (ormai rara) serve per mantenere la normale gestione del Paese e pagare poliziotti e militari rimasti fedeli al regime. Secondo fonti non confermate alle forze di repressione burundesi sarebbe stato promesso una paga in dollari per proteggerli dalla svalutazione del FrancoBU e dalla inflazione che ha raggiunto le due cifre. Al contrario il regime sta pensando di imporre una tassa analoga verso i commercianti e investitori stranieri operanti nel Paese. Tassa che verrebbe considerata al di fuori del diritto di loyalities che gli stranieri devono obbligatoriamente versare a Nkurunziza su fondi dedicati in Svizzera.

Nella riunione si è constatato che vi sono pericolose infiltrazioni di guerriglieri della opposizione hutu dalle zone frontaliere congolesi di Uvira e Plan de la Ruzizi. Il regime teme inoltre che il presidente Kabila abbia accettato la richiesta della opposizione burundese di affiancare delle milizie congolesi. Secondo i servizi di sicurezza FDLR gli infiltrati hutu dal Congo si farebbero passare per Imbonerakure per eludere i controlli ed entrare nel Paese per poi congiungersi ai reparti guerriglieri attivi in varie località. Reparti gestiti dal FOREBU e RED Tabara grazie ad ufficiali e soldati a maggioranza tutsi. CNDD-FDD e FDLR hanno deciso di arrestare tutti i congolesi sospetti presenti in Burundi. In caso di resistenza di abbatterli. Questa ordinanza si aggiunge a quella dello scorso gennaio relativa ai cittadini ruandesi mettendo cosi’ a rischio le due comunità regionali presenti nel Paese. Nelle scorse settimane si sono registrati vari omicidi di cittadini ruandesi impiccati nelle foreste della provincia di Rutana.

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