lunedì, Agosto 15

Burundi: guerra mediatica sul genocidio

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La tragedia del Burundi è strettamente legata a questo gruppo terroristico: Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda. Questo spiega la seconda grande negazione della Comunità Internazionale: rivelare la loro presenza in Burundi e la loro presa del potere. Una verità impronunciabile visto che questi terroristi sono stati appoggiati nel passato e lo sono tutt’ora in quanto considerati la forza d’urto per cancellare due anomalie regionali: Uganda e Rwanda. Quello che si sta consumando in Burundi è un genocidio volutamente occultato inserito in piani geo strategici di una guerra regionale etnica contro “L’Impero Hima Tutsi”. Una definizione che alberga solo nelle menti malate dei militanti HutuPower e dei loro padrini all’Eliseo. Il fantomatico impero Hima sarebbero Uganda e Rwanda, due paesi moderni dalla democrazia evidentemente imperfetta ma con innegabile sviluppo di cui la popolazione ne beneficia ampiamente e dove i regimi al potere non pensano di regolare le divergenze politiche con l’opposizione a colpi di machete.

Molti burundesi terrorizzati sperano che la salvezza venga dalla MONUSCO, il contingente di pace delle Nazioni Unite in Congo o dall’Unione Africana. Purtroppo la realtà è diversa. “Se le violenze e gli spargimenti di sangue in Burundi dovessero continuare l’ONU non saprebbe che pesci pigliare. La capacità delle Nazioni Unite di mantenere la pace è limitata, incapace di affrontare le violenze significative contro i civili e le violenze genocide, laddove manca un quadro politico e il consenso strategico della nazione ospitante o delle principali parti in conflitto, si legge nel documento strettamente confidenziale citato da Radio France International” ci informa Andrea Spinelli.

Dietro l’incapacità militare della MONUSCO si nasconde una verità ancora più orribile. Herve Ladsous, a capo del Dipartimento di peacekeeping delle Nazioni Unite (DPKO), fu il diplomatico francese che convinse le Nazioni Unite a ritirare i caschi blu nel Rwanda nel 1994. Ladsous è sempre stato la lunga mano della Francia per la protezione delle FDLR nel est del Congo e la loro alleanza militare con la MONUSCO per combattere le ribellioni Banyarwanda, come vedremo in un accurato dossier di imminente pubblicazione. Ladsous è l’ultima persona che oserà abbattere un regime fondamentalmente congeniale alla Francia.

Il genocidio continua e continuerà. Verrà fermato solo dai burundesi. L’opposizione armata del FOREBU sta infliggendo serie perdite alle forze leali al regime FDLR-CNDD e si starebbe preparando ad una offensiva finale, ventilata da almeno tre mesi. Una offensiva che tarda ad arrivare non per problematiche logistiche o debolezza militare. L’opposizione armata deve risolvere un complicato dilemma: come abbattere il regime e sconfiggere le FDLR evitando l’ecatombe dei tutsi e una sollevazione delle masse rurali. Se fino ad ora i contadini hutu hanno rifiutato di massacrare i tutsi per conto del governo questo non significa che siano immuni dalla propaganda HutuPower. Tolte rare eccezioni i contadini hutu non partecipano ma non difendono nemmeno le vittime. Se convinti che i ribelli non siano altro che soldati ruandesi che hanno invaso il Burundi per sterminare gli hutu, questi contadini potrebbero accettare di divenire la mano d’opera del genocidio.

Alcune potenze regionali ed occidentali hanno compreso (nonostante i discorsi di convenienza diplomatica) che la crisi burundese non verrà risolta tra colloqui e compromessi tra carnefici e vittime ma da una risoluta azione militare. In Burundi sta iniziando una guerra per procura dove si tenta di ricreare lo scenario della Seconda Guerra Pan Africana combattuta in Congo dal 1998 al 2004 dove potenze africane ed internazionali appoggiarono ed armano le  diverse parti in conflitto loro alleate. Mentre l’Unione Africana promette di inviare le truppe, la MONUSCO minaccia di intervenire in “caso estremo”, le Nazioni Unite tentano di riavviare i colloqui e i padrini peparono i rispettivi alleati burundesi per lo scontro militare, i genocidari massacrano la popolazione, ridendo.

 

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