lunedì, Settembre 27

Burundi, guerra diplomatica contro l’Onu

0

Pierre-Nkurunziza Burundi

Kampala – Lo scorso 24 maggio un ufficiale della sicurezza dell’Ufficio Nazioni Unite in Burundi, Abednego Mutua, è stato arrestato all’aeroporto internazionale di Bujumbura con l’accusa di trasportare armi e munizioni. All’ufficiale è stata consegnata la comunicazione di espulsione come persona non grata. L’arma in oggetto era una pistola automatica di ordinanza. L’incidente diplomatico avviene a distanza di meno di due mesi dalla espulsione di un altro ufficiale della sicurezza ONU causa il suo dettagliato rapporto su formazione militare e distribuzione di armi, munizioni e divise alla milizia genocidaria Imbonerakure (quelli che vedono lontano), ufficialmente l’ala politica del partito al potere: il CNDD-FDD. Il rapporto attirò l’attenzione mondiale sulle manovre del presidente Pierre Nkurunziza di modificare la Costituzione per ottenere il terzo mandato e l’orientamento politico del suo partito tendente a promuovere una politica razziale basata sulla supremazia dei hutu e bantu a danno della minoranza tutsi.

«Gli ufficiali di sicurezza delle Nazioni Unite sono autorizzati ad avere delle armi da fuoco e munizioni in qualità di specialisti della protezione ravvicinata dei funzionari ONU e conformemente all’accordo stipulato con il governo burundese», dichiara il 5 giugno scorso ai media nazionali Vladimir Monteiro, il portaparola dell’Ufficio delle Nazioni Unite in Burundi, etichettando l’incidente come deplorevole e la decisione di espellere l’ufficiale come sproporzionata e contraria agli impegni presi con le Nazioni Unite. Monteiro ha richiesto al Ministro delle Relazioni Esterne di rivedere la decisione di espulsione e di trovare una soluzione all’interno degli accordi quadro firmati. Come risposta il governo burundese ha accusato la missione ONU di attentare alla sicurezza e agli interessi del Burundi con il chiaro intento di politicizzare l’incidente, aggravando la crisi con le Nazioni Unite.

Il presidente Nkurunziza e il partito al potere CNDD-FDD sembrano reagire con rabbia, utilizzando mezzi di repressione inadeguati, contro tutti gli attori nazionali e stranieri che hanno contribuito a denunciare all’opinione pubblica internazionale i preparativi di genocidio per risolvere la grave crisi economica e politica del Paese causata dall’incapacità gestionale dell’attuale governo e dalla corruzione che starebbe arrivando ai livelli di quella registrata nella vicina Repubblica Democratica del Congo. Giovedì 5 giugno il difensore dei diritti umani e dei prigionieri Pierre Claver Mbonimpa è comparso presso la Corte d’Appello di Bujumbura per discutere i termini della libertà provvisoria. Mbonimpa, che è anche il presidente della associazione APRODH, è stato arrestato a fine maggio ed incarcerato nella prigione di Mpimba dopo aver offerto all’opinione pubblica internazionale le prove delle formazioni militari ricevute dai miliziani Imbonerakure dal gruppo terroristico ruandese FDLR in campi provvisori al est del Congo.

L’avvenuto addestramento dei miliziani genocidari ha creato forte imbarazzo presso la missione di pace ONU in Congo MONUSCO e una secca smentita da parte del governo di Kinshasa. Mbonimpa ha informato che i miliziani, dopo aver ricevuto la formazione militare, sarebbero rientrati in Burundi facendosi passare per disertori del gruppo armato ruandese Fronte Nazionale di Liberazione – FNL contrario al governo Nkurunziza e stazionato anch’esso all’est del Congo. Questo stratagemma avrebbe permesso al Governo di inserire i miliziani Imbonerakure nell’esercito e polizia. L’udienza presso la Corte d’Appello si è conclusa con un rinvio della decisione. «Il Giudice non ha molte scelte se non di approvare la liberazione provvisoria di Mbonimpa», dichiara il leader del pool degli avvocati della difesa, Madame Antoine Nzobandora all’uscita del tribunale dinnanzi ad una nutrita folla di simpatizzanti e giornalisti. Il caso Mbonimpa è diventato internazionale e contribuisce al progressivo isolamento dell’attuale regime.

Un isolamento che sembra intaccare anche le relazioni con l’alleato europeo tradizionale del CNDD-FDD, la Francia. I principali media francesi, Radio France International (RFI) e TV5Monde, hanno messo in serie difficoltà il presidente Nkurunziza durante una recente intervista accettata dal governo burundese con l’intento di riabilitare la propria immagine internazionale, secondo fonti interne al CNDD-FDD. Con visibile sorpresa ed imbarazzo del presidente burundese, il giornalista a cui era stata affidata l’intervista non avrebbe dimostrato l’aspettata condiscendenza, trattando argomenti “sgradevoli” quali la riforma costituzione illegittima, l’aumento della repressione interna, il ruolo dell’ala giovanile del partito, i rapporti con le Nazioni Unite, l’arresto dell’attivista Mbonimpa, la corruzione, la grave crisi economica che il Burundi conosce dal 2010 e i livelli di corruzione raggiunti che stanno divorando le scarne risorse finanziarie del paese.

RFI e TV5Monde sono considerati organi di informazione ufficiali del governo francese. Seppur teoricamente indipendenti i due media, che ricevono sostegno finanziario dal governo, svolgono il ruolo di promuovere cultura, politica ed economia francesi nel mondo e spesso la loro linea editoriale coincide con quella del Eliseo. Quindi si deve supporre che il taglio scelto per l’intervista rappresenti un chiaro segnale che la Cellula Africana, nota con il nome di France-Afrique, inizi a considerare il presidente Nkurunziza come una figura scomoda. Due le ragioni piú probabili: le prove inconfutabili della preparazione di un genocidio contro la minoranza tutsi e il recente clima di distensione con il Rwanda. La Francia non può permettersi di appoggiare regimi razziali che stanno pensando al genocidio come soluzione dell’impasse economica e politica da loro stessi creata, dopo il coinvolgimento attivo dell’esercito francese nel Olocausto ruandese del 1994 e ai dubbi di collaborazione tra contingente francese e milizie cristiane in Centroafrica.

Venerdì 23 maggio è avvenuto a Libreville, Gabon, l’incontro tra il presidente ruandese Paul Kagame e il ministro degli affari esteri Laurent Fabius durante la loro presenza al terzo New York Forum Africa che annualmente riunisce imprenditori, associazioni e università africane e occidentali per discutere su temi economici e politici del continente. Anche se nessuna informazione precisa è trapelata, vari esperti internazionali concordano che Kagame e Fabius durante l’incontro, definito storico, abbiano toccato delicati argomenti come la soluzione del problema delle FDLR e la crisi interna del Burundi. Seppur prematura l’affermazione sembrerebbe che la Francia stia iniziando a realizzare che è preferibile una politica estera di buone relazioni e sviluppo degli scambi commerciali nella Regione dei Grandi Laghi piuttosto che la politica di destabilizzazione e supporto a regimi razziali, dittatoriali fino ad ora attuata dalla France-Afrique.

Una politica che dal 2013 ha portato ad appoggiare due regimi ormai impresentabili: quello burundese di Nkurunziza e quello congolese di Joseph Kabila e a sostenere le FDLR che si stanno preparando ad invadere il Rwanda dall’est del Congo e dalla Tanzania. L’intervista è stata rilasciata durante il viaggio in Francia del presidente Nkurunziza con l’obiettivo di sostenere la candidatura del ex presidente tutsi Pierre Buyoya alla testa della Organizzazione Internazionale della Francofonia. Il presidente burundese ha incontrato anche il ministro degli esteri Laurent Fabius. Non sono disponibili informazioni relative agli argomenti trattati durante il meeting. L’appoggio istituzionale alla candidatura di Buyoya è stato interpretato come un tentativo di allacciare alleanze politiche con gli ambienti politici e militari tutsi per rafforzare la tenuta del potere del CNDD-FDD. Nkurunziza, durante gli anni di guerra civile (1993 -2004) fu il principale nemico del governo Buyoya. Un simile tentativo allontanerebbe la possibilità di attuare un genocidio.

In forse anche la partecipazione alla missione di pace dell’Unione Africana e Nazioni Unite nella Repubblica Centroafricana. Il presidente Nkurunziza, durante l’intervista a TV5Monde ha dichiarato di essere pronto a inviare altri 450 soldati e 280 poliziotti nel martoriato paese centroafricano. Secondo indiscrezioni il Segretario Generale del ONU e il Consiglio di Sicurezza starebbero reagendo con prudenza alla disponibilità del Burundi dopo le prove che sono state consegnate della infiltrazione di elementi genocidari appartenenti alle Imbonerakure nei caschi blu burundesi in Centroafrica e Somalia. Le Nazioni Unite sarebbero piú propense a cercare il coinvolgimento attivo dell’esercito ugandese. A questo proposito intensi colloqui sono iniziati tra Kampala e il Palazzo di Vetro a New York. 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->