venerdì, Settembre 17

Burundi, grandi manovre per lo scontro finale? field_506ffbaa4a8d4

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Una speranza che sembra infranta dagli accordi segreti tra l’opposizione politica rappresentata dal CNARED (network politico di opposizione composto principalmente da ex politici del CNDD-FDD) e il regime genocidiario. Accordi svelati da ‘Agence Buja News, agenzia stampa come sede in Belgio, pro tutsi ma con il merito di aver ottime fonti che le permettono di essere uno dei media più credibili tra quelli burundesi. Il secondo media alternativo ‘Iwacu‘ é ora sotto il controllo del regime FDLR-CNDD. Secondo le rivelazioni del giornalista investigativo Patrick Saturisi, CNARED e parte del CNDD avrebbero preso degli accordi per eliminare politicamente Nkurunziza salvando, però, il regime, e mantenendo un orientamento HutuPower ‘moderato’, per impedire il dominio tutsi sul Paese. Secondo le logiche del passato, i tutsi non sarebbero affidabili in quanto fedeli ai loro cugini ruandesi e ugandesi e concordi con il fantomatico Impero Hima -il dominio tutsi sulla Regione dei Grandi Laghi. Da qui la necessità di mantenere il potere Hutu, eliminando la figura più imbarazzante, Pierre Nkurunziza. L’accordo, che dovrebbe essere esposto il 21 maggio, durane gli incontri di pace tra regime e opposizione ad Arusha, Tanzania, prevede il riconoscimento della legittimità del Parlamento burundese da parte della opposizione, affermando l’illegittimità della presidenza di Nkurunziza. Questa manovra  obbligherebbe Nkurunziza a rifiutare di lasciare la presidenza, dando il pretesto alla Comunità Internazionale per rimuoverlo e condurlo davanti alla Corte Penale Internazionale, sostituendolo con Pascal Nyabenda (ex Presidente dell’Assemblea nazionale e Presidente del CNDD-FDD fino al 2012). Il piano si basa sulla collaborazione del contestato leader del Fronte di Liberazione Nazionale, Agathon Rwasa, a cui sarebbe stato affidato il compito di sostituire i Generali hutu fedeli a Nkurunziza con Generali hutu moderati.

Il piano fa acqua da tutte le parti. Una rimozione pacifica di Nkurunziza é impensabile. Una rimozione con la forza non può essere affidata alla ribellione. La sua caratteristica inter etnica impedirebbe di mantenere il potere hutu in versione soft. L’unica soluzione sarebbe quella di un colpo di Stato all’interno delle forze genocidarie. Altro elemento oscuro risiede nell’assoluto silenzio sul destino dei terroristi ruandesi FDLR, che attualmente controllano di fatto il Paese. Il piano evidenzia la frammentazione dell’opposizione e le lotte interne al regime. Vari gerarchi hutu si starebbero opponendo al clan hutu di Ngozi, guidato da Nkurunziza. Nuovamente la vecchia classe politica burundese propone machiavellici intrighi basati sulla etnicità e sull’appartenenza clanica, mentre la popolazione viene decimata.

Dinnanzi agli ostacoli posti dalla vecchia classe politica, la Società Civile tenta di eclissare il CNARED e gli ufficiali dell’Esercito in fuga, facendo leva sulle nuove generazioni che non si riconoscono nell’appartenenza hutu tutsi e nella lealtà clanica. Se il tentativo della Società Civile di proporsi alla comunità internazionale come forza politica credibile e di fiducia sembra quasi raggiunto, il punto cruciale è quello di consolidare l’unità politica e militare tra FOREBU e RED Tabara per cacciare Nkurunziza e assicurare una transizione monitorata e garantita dalla Società Civile, transizione durante la quale il CNARED potrebbe non ricevere un posto di primo ordine come spera.

La soluzione alla crisi rimane militare, e alla base vi è la sconfitta o la vittoria di Nkurunziza e dei terroristi ruandesi delle FDRL.  La realtà sul terreno sembra favorire le forze genocidarie, anche se gli esponenti più credibili dell’opposizione militare e della Società Civile assicurano che la battaglia sarà dura, ma la sconfitta di Nkurunziza inevitabile.

Nel frattempo il conteggio ufficiale delle vittime è aumentato: 742 morti400 persone sparite, 250.000 profughi.  Questi dati riguardano le vittime accertate. Quelle non accertate, causa il controllo dell’informazione da parte del regime, sono spaventose. Si parla di miglia di innocenti caduti.  Il militante burundese dei diritti umani Pierre Claver Mbonimpa giovedì scorso sui media del Belgio ha sottolineato la responsabilità della Comunità Internazionale nella crisi in Burundi, affermando che il mancato intervento contro il regime è da considerare come complicità simile a quella avvenuta nel 1994 in Rwanda.

Giornalisti burundesi informano che le milizie genocidarie Imbonerakure sono arruolate in massa nell’Esercito per sostituire le migliaia di soldati che hanno disertato o che sono stati assassinati. Le Imbonerakure, nate come ala giovanile delle CNDD-FDD e trasformate nel 2014 in una milizia genocidaria, contano 30.000 iscritti. Solo 8.000 di essi sono stati addestrati dai terroristi ruandesi FDLR all’est del Congo nel 2014. Se da un punto di vista militare queste nuove reclute non rappresentano un serio ostacolo, in quanto non addestrate adeguatamente, rappresentano però un grave pericolo per la popolazione in generale.

 

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