venerdì, Settembre 17

Burundi, grandi manovre per lo scontro finale? field_506ffbaa4a8d4

0
1 2 3 4


A gran sorpresa gli avvenimenti delle ultime settimane sembrano sconfessare lo scenario di crisi cronica ventilato da vari esperti regionali. Al contrario, gli autori della guerra civile burundese stanno preparando una svolta per ottenere la vittoria finale sull’avversario. Le manovre sono attuate a livello militare e politico. Sul piano politico, notizie da fonti sicure confermano che l’Alto Commando FDLR a Goma sta ultimando i preparativi per l’offensiva militare tesa a distruggere l’opposizione armata all’interno del Paese. Avendo ricevuto un impressionante arsenario bellico da Francia, Russia e Sudafrica le forze genocidarie si apprestano a mettere in campo 10.000 terroristi ruandesi, 12.000 uomini dei reparti di Polizia ed Esercito rimasti fedeli al regime e circa 8.000 miliziani Imbonerakure. L’offensiva militare é indirizzata contro i principali gruppi di guerriglia: il FOREBU e il RED Tabara. Durante l’offensiva é previsto lo sterminio di tutti i soldati, poliziotti e ufficiali tutsi e hutu che hanno mantenuto fino ad ora una posizione ‘neutra’ nella guerra civile.

Ancora incerto l’attacco al campo profughi di Mahama, in Rwanda. L’obiettivo originale è quello di provocare Kigali e forzare l’Esercito ruandese a invadere il Burundi, scatenando la terza guerra Pan Africana. I piani di attacco al campo profughi di Mahama sarebbero stati temporaneamente congelati e sottoposti ad attento esame. Secondo alcuni Generali FDLR e consiglieri militari stranieri, l’attacco al Rwanda sarebbe prematuro e destinato ad una sconfitta. La reazione sperata del Rwanda (invasione del Burundi), potrebbe non scatenare un conflitto regionale. Gli alleati africani non hanno dato alcuna garanzia al regime FDRL-CNDD per un intervento militare diretto in difesa del governo illegittimo. Al contrario la reazione ruandese potrebbe mettere fine alla dittatura.

All’interno delle forze genocidarie vi sono intense discussioni sulla validità dell’attacco al Rwanda, e sembra prevalere la fazione contraria all’intervento. Da parte ruandese il Presidente Paul Kagame ha dichiarato che le forze di difesa sono pronte a respingere qualsiasi aggressione esterna. Al momento Kigali sembra orientato verso la difesa territoriale e a sostenere le forze ribelli attive in Burundi o in fase di preparazione in Rwanda e Tanzania. L’invasione militare del Paese gemello non è presa in considerazione dallo Stato Maggiore del Fronte Patriottico Ruandese. Un atteggiamento che potrebbe cambiare dinnanzi all’invasione del Rwanda da parte delle FDRL. Dinnanzi a questo constato, la fazione FDLR-CNDD contraria alla provocazione al Rwanda sostiene la necessità di cancellare l’attacco, rimandandolo a quando sarà assicurato il pieno controllo del Burundi che permetterà di avere un forte Esercito a disposizione per l’invasione. Il doveroso sostegno alle forze democratiche burundesi è stato messo sotto accusa da un recente rapporto ONU che accusa Kigali di offrire sostegno militare e logistico ai partigiani burundesi. Il rapporto è opera di un lavoro di lobby della Francia, tendente a colpevolizzare il Rwanda.

Da parte della ribellione si sta parlando di una imminente offensiva a livello nazionale capace di abbattere il regime. Secondo fonti sicure, l’ultimo ostacolo posto per l’offensiva (il rischio di genocidio di massa) sarebbe stato superato. I comandi del FOREBU e RED Tabara avrebbero preso la decisione di attuare l’offensiva finale, consci che questa provocherà l’attuazione del genocidio di massa contro i tutsi. Secondo le loro analisi il genocidio è già in atto da oltre sei mesi e i continui rinvii all’azione militare rafforzano il regime. Si considera che una rapida vittoria sulle forze genocidarie impedirà l’attuazione del genocidio di massa dei tutsi in Burundi. Una decisione presa a malincuore con la consapevolezza che in caso di sconfitta le forze ribelli potranno ritirarsi nei Paesi frontalieri amici, ma non vi sarà nessuna via di fuga per centinaia di migliaia di tutsi burundesi. La decisione ha spezzato il ricatto del genocidio di massa chiaramente espresso dal Governo in caso di attacco.

Sull’offensiva militare della ribellione gravano altre incognite. Si é riuscito a superare i problemi di coordinazione tra i vari gruppi ribelli? Quale appoggio reale di Uganda, Rwanda e Tanzania verrà offerto? L’offensiva genererà una guerra lampo o si cristallizzerà in una guerra di posizione come fu per il caso del Fronte Patriottico Ruandese durante il genocidio del 1994? Queste domande rimangono senza risposte, in quanto la ribellione burundese ha interrotto da tre settimane tutti i contatti precedentemente instaurati con alcuni giornalisti africani e occidentali per evitare fughe di notizie. La segretezza adottata è comprensibile, ma evidenzia la debolezza dell’opposizione armata sul piano della comunicazione. Seppur dotata di una visione politica sulla gestione del periodo post Nkurunziza, la ribellione è sempre stata restia a curare la sua immagine attraverso i media. Questa lacuna ha lasciato libero campo alla propaganda di regime orchestrata dal Consigliere Presidenziale Willy Naymitwe rendendo la ribellione pressoché sconosciuta al grande pubblico mondiale. La scelta di rendere occulto e segreto l’operato della opposizione armata sarebbe imposta da Kigali.  Secondo alcune fonti, il regime FDRL-CNDD dal novembre 2015 è riuscito a infiltrare nel FOREBU e RED Tabara delle spie in parte neutralizzate. Il rischio di fuga di notizie sulle operazioni militari motiva la segretezza assoluta. Spesso  i responsabili politici dell’opposizione burundese in esilio in Rwanda vengono tenuti all’oscuro sul sostegno militare offerto da Kigali e i relativi accordi e piani d’azione presi con i leader militari ribelli.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->