domenica, Settembre 19

Burundi: foto satellitari rivelano il genocidio

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Kampala«Le accuse di genocidio e violenze etniche compiute dal governo sono pura propaganda promossa da alcuni giornalisti occidentali vicini al Rwanda, con l’obiettivo di diffondere l’odio etnico ed aiutare i tutsi a sterminare tutti gli hutu con l’approvazione della comunità internazionale» ha dichiarato tre giorni fa in Kirundi (la lingua nazionale) il Consigliere Speciale della Presidenza Willy Nyamwite, affermando che il Burundi è vittima di un complotto internazionale contro la propria sovranità.

La società civile dallo scorso ottobre denuncia il genocidio in corso e l’esistenza di fosse comuni. Vi sono dettagliati rapporti della catena di morte organizzata dai terroristi ruandesi delle FDLR: metodologia di tortura e di pene mortali inflitte, nomi dei macellai, i luoghi di tortura, i luoghi dove sono stati allestiti i mattatoi su scala industriale e l’ubicazione delle fosse comuni. Eppure queste dettagliate prove non sono mai state prese seriamente in considerazione presso le Nazioni Unite per dichiarare il governo burundese e i terroristi ruandesi al di fuori della legalità internazionale, studiando piani di intervento per destituirli dal potere, fermando il genocidio. La commissione ONU recentemente in visita in Burundi è passata vicino ad una di queste fosse distante dal suo percorso meno di 10 km, nella zona di Burunga, senza nemmeno accorgersene. O forse no. Forse sapevano ma il loro obiettivo era raggiungere un compromesso di comodo con il regime genocidario…

genocidio burundiFoto satellitari scattate dai servizi di Intelligence americani rivelano l’esistenza di immensi fosse comuni nella zona di Buringa a pochi chilometri dalla capitale Bujumbura. A seguito delle informazioni ricevute da testimoni oculari della zona (tra cui molti contadini hutu), il Pentagono ha puntato un satellite di osservazione sulla zona. Le foto del periodo di osservazione (dal 09 dicembre 2015 al 20 gennaio 2016) rivelano l’esistenza di cinque grandi fosse comuni nella zona capaci secondo le prime stime di contenere fino a 400 corpi l’una. Le varie foto satellitari rivelano grandi fosse scavate e ricoperte nei giorni successivi. Pur non esistendo foto delle attività (scarico corpi) gli esperti militari americani concordano che quelle fosse non sono state scavate per scopi agricoli o per creare artificiali bacini d’acqua. L’unico scopo di quelle fosse è di far sparire in fretta le prove del genocidio.

L’esistenza delle fosse, già ampiamente denunciata da L’Indro lo scorso novembre, rende poco credibile il bilancio ufficiale delle violenze in Burundi: 400 morti e criminale ogni tentativo di nascondere o minimizzare il genocidio nel paese africano. In Burundi la guerra civile è iniziata nel maggio 2015 e il genocidio tra ottobre e novembre 2015 quando il gruppo terrorista FDLR si assicurò il pieno controllo del piccolo paese. Fonti interne parlano di una stima approssimativa tra i 4 e i 5.000 vittime. Stima che potrebbe essere maggiore anche se tutti gli esperti indipendenti concordano che al momento non si raggiungono i 10.000 morti. Le prove satellitari sarebbero state fornite al Consiglio di Sicurezza prima della sua missione in Burundi. Silenzio assoluto dal Palazzo di Vetro a New York.

Le foto sono state date anche ad Amnesty International che le ha pubblicate sul suo sito. Secondo alcune fughe di notizie Amnesty International era a conoscenze di queste prove satellitari da alcune settimane ma le ha potute pubblicare solo ora, a due giorni dalla discussione che verrà fatta ad Addis Abeba presso il meeting della Unione Africana se inviare o meno le truppe africane in Burundi. La pubblicazione delle foto satellitari è stata interpretata come un evidente tentativo americano di forzare la mano alla UA affinché invii le forze militari con pieno mandato offensivo.

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