venerdì, Maggio 14

Burundi e Rwanda prossimi al conflitto?

0

Dopo il fallito tentativo di invasione attuato da reparti dei terroristi ruandesi FDLR e milizie burundesi Imbonerakure lo scorso 21 giugno, fonti locali segnalano un secondo tentativo di porre basi logistiche in Rwanda per preparare l’invazione da parte dei terroristi Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda. L’esercito ruandese, schierato lungo i confini tra Burundi e Congo, anche in questa occasione ha stroncato sul nascere ogni infiltrazione nemica su territorio ruandese sconfinando per la seconda volta in Burundi per decimare le unità FDLR che tentavano di oltrepassare il confine con il Rwanda.

Mercoledì 28 giugno reparti dell’esercito ruandese hanno bloccato altre unità miste FDLR Imbonerakure che avevano oltrepassato la frontiera. Dopo l’intercettamento di queste unità militari l’esercito ruandese ha ingaggiato un breve ma risoluto scontro a fuoco costringendo i terroristi a ritirarsi in Burundi. Reparti dell’esercito ruandese li hanno inseguiti oltrepassando la frontiera e hanno ingaggiato una battaglia con i terroristi FDLR e le milizie genocidarie Imbonerakure presso le colline di Rutorero, nel nord est del Burundi.  La notizia dell’attacco delle forze armate ruandesi in territorio burundese è stata riportata da fonti credibili tra le quali SOS Media Burundi.

Secondo le informazioni ricevute in loco il governo burundese avrebbe inviato reparti fidati dell’esercito in soccorso ai terroristi FDLR e alle milizie genocidarie Imbonerakure e lo Stato Maggiore avrebbe allertato tutti la difesa territoriale. I due eserciti non si sono scontrati in quanto le forze di difesa burundesi sarebbero giunte presso le colline di Rutorero, circa un’ora dopo la battaglia. Dopo aver sterminato le unità terroristiche che avevano sconfinato in Rwanda, i reparti dell’esercito ruandese si erano immediatamente ritirati, attestandosi sulla frontiera in territorio ruandese, trasformata ora in una prima linea di fronte per bloccare eventuali invasioni militari su larga scala provenienti dal Burundi. I reparti dell’esercito burundese ora controllano le colline di Rutorero e il Comune di Mabayi e avrebbero ricevuto l’ordine di presidiare il confine con il Rwanda. Una missione difficile da assolvere visto le diserzioni avvenute all’interno delle forze armate burundesi a partire dal gennaio 2016 che hanno fortemente compromesso le capacità difensive nazionali. “Senza l’aiuto dei terroristi ruandesi FDLR, i soldati burundesi non hanno alcuna possibilità di controllare le proprie frontiere né di impedire una eventuale invasione dal Rwanda” informa una nostra fonte protetta da Bujumbura.

Gli scontri di frontiera non sono stati ufficializzati dai rispettivi governi che stranamente pongono estrema attenzione a non dichiarare gli avvenimenti bellici tra i due Paesi. Il regime dittatoriale di Nkurunziza ha indirettamente accusato il Rwanda di cospirare contro la ‘democrazia’ in Burundi. Il  comunicato ufficiale  emanato dal regime burundese accusa alcuni Paesi e ONG occidentali di cospirare e favorire le attività evvrsive ruandesi. «Potenze straniere e ONG stanno utilizzando i valori della democrazia come una arma per rovesciare governi che non si sottomettono al loro dominio» accusa il Ministro degli Affari Interni Pascal Barandagiye indicando tra le potenze occidentali sospettate il Belgio.

Nel mirino del regime burundese anche l’inviato speciale delle Nazioni Unite in Burundi Michel Kafando, che ieri ha terminato la sua prima visita in Burundi prima di recarsi a Kigali e Kampala per consultazioni a porte chiuse con i Presidenti Paul Kagame e Yoweri Kaguta Museveni. Durante la visita di Kafando, il regime di Nkurunziza ha espresso soddisfazione e dichiarato di aver fiducia nel operato del inviato speciale ONU. In un ambiguo comunicato stampa il portavoce della Presidenza Claude Karerwa Ndenzako ha consigliato l’inviato ONU Kafando di non imitare i suoi predecessori che si erano messi contro il Burundi ostacolando il dialogo di pace promosso dal regime ma boicottato dall’opposizione.

Il portavoce Ndenzako ha ricordato per l’occasione i rapporti menzogneri redatti dal Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti del Uomo domandando di rivedere le accuse rivolte al governo di Bujumbura di violazioni dei diritti umani e crimini contro l’umanità compreso il sospetto di aver terminate i preparativi logistici per il sterminio totale della minoranza tutsi burundese.

Le tensioni militari di frontiere e i combattimenti tra le due opposte forze militari potrebbero scatenare un conflitto aperto tra Burundi e Rwanda. Si nota che le forze di difesa ruandesi si limitano al momento a posizioni difensive, sconfinando in territorio burundese solo per annientare gli aggressori FDLR e Imbonerakure. Le attività militari ruandesi sembrano scollegate ed indipendenti da quelle delle forze di liberazione burundese impegnate tutt’ora in violenti scontri nella provincia del Sud Kivu, Congo contro reparti dell’esercito burundese rimasti leali al dittatore Pierre Nkurunzia, reparti dell’esercito regolare congolese FARDC, unità combattenti dei terroristi FDLR, milizie genocidarie burundesi Imbonerakure e gruppi congolesi denominati Mai Mai.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->