mercoledì, Settembre 22

Burundi: è l’ora delle Imbonerakure?

0
1 2 3


La situazione post elettorale nel Burundi evidenzia una fragilità del potere nonostante l’alleanza tattica con il leader del FNL, Agathon Rwasa, che di fatto legittima le elezioni farsa e l’autoproclamazione a Presidente di Pierre Nkurunziza. Sul piano relazioni estere l’Unione Africana e la Comunità Internazionale hanno deciso di non riconoscere il Presidente in carica e minacciano di aprire indagini giudiziarie internazionali sui crimini contro l’umanità commessi dal partito al potere. Il Rwanda rimane vigile sull’evolversi della situazione continuando ad adottare una strategia che spazia tra la difesa del territorio nazionale contro probabili tentativi di invasione delle forze terroristiche FDLR e una guerra segreta in Burundi attuata da consiglieri militari e reparti dell’esercito ruandese che hanno varie volte oltrepassato il confine per ingaggiare combattimenti con le milizie FDLR che sono stazionate nel nord Burundi. La situazione nel Paese gemello sta indirettamente favorendo le manovre del partito al potere in Rwanda per convincere la popolazione della necessità di modifiche costituzionali garantiste di  un terzo mandato al presidente Paul Kagame. Forte è il messaggio sublimale che solo il liberatore del Paese è in grado di affrontare le nuove minacce di genocidio provenienti dal Burundi.

La Chiesa Cattolica sembra aver risolto la sua crisi interna dove l’ala riformatrice dovrebbe aver prevalso sulla fazione pro HutuPower. Anche se le recenti dichiarazioni contro la legittimità di elezioni e terzo mandato presidenziale sembrano confermare questo indirizzo, il condizionale è d’obbligo considerando i complicati e machiavellici giochi di equilibrio tra le varie correnti che costituiscono il potere temporale di questa religione asiatica. Belgio e Stati Uniti si sono schierati contro il regime e stanno apertamente preparando il post Nkurunziza. Rimane isolata la Francia, e per questo estremamente discreta e cauta nel sostegno al regime.  La guerra a bassa intensità, iniziata lo scorso maggio non potrà prolungarsi all’infinito. Una escalation attuata da una delle parti avverse è facilmente prevedibile in assenza della volontà di trovare un compromesso e sedersi al tavolo della pace. Eventualità esclusa dalla opposizione democratica, in quanto a esclusivo vantaggio del regime razziale. Seguendo la strategia politica condivisa e forse suggerita dalla Comunità di Sant’Egidio, il Presidente Nkurunziza resta inamovibile a porre come prerogativa al dialogo il riconoscimento della legittimità a Capo di Stato.

L’inizio delle ostilità aperte e della guerra senza quartiere potrebbe essere originato dalle future mosse del Governo. I segnali che giungono dal Paese stanno progressivamente delineando la volontà del Presidente Nkurunziza di schiacciare l’opposizione politica e militare utilizzando le uniche forze sicure ed efficaci: i giovani miliziani Imbonerakure e i terroristi ruandesi FDLR. Queste due forze vivono in una simbiosi artificiale costruita con pazienza e dedizione dal 2013 quando i giovani miliziani burundesi vennero formati militarmente e ideologicamente dalla FDLR all’est del Congo, con la complicità del governo di Kinshasa e l’indifferenza dei caschi blu della MONUSCO. Addestramenti denunciati dalle tre suore italiane che per questo furono barbaramente trucidate a Bujumbura nel settembre 2014. Varie fonti all’interno della società civile e dell’opposizione burundese temono che l’escalation voluta dal governo sia imminente.

Una riunione nazionale delle Imbonerakure avvenuta la notte tra il 12 e il 13 agosto nel comune di Mwumba, nella provincia di Ngozi, sembra confermare i timori dell’opposizione. Fughe di notizie provenienti da infiltrati alla riunione hanno raggiunto l’opinione pubblica e sono state diffuse da vari attivisti politici che godono di credibilità anche presso le diplomazie internazionali presenti nel Paese. Alla riunione hanno partecipato circa un centinaio di quadri dell’organizzazione paramilitare Imbonerakure, comandanti delle FDLR e alte personalità politiche militari fedeli al regime razial nazista: il Generale ‎Gervais Ndirakobuca, il Commissario Provinciale della Polizia di Bubanza Remegie Nzeyimana‪, i generali Bunyoni Guillaume e Nyamitwe Willy (designati a rimpiazzare il Generale Adolphe Nshimirimana recentemente assassinato) e Denis Karera, il rappresentante nazionale della ‘Lega Giovanile del CNDD’, comunemente denominata Imbonerakure (‘quelli che vedono lontano‘). Karera è considerato la mente dell’organizzazione eversiva giovanile del partito al potere e il teologo della soluzione finale contro i tutsi e tutti gli hutu burundesi sospettati di tradire la causa HutuPower.

La presenza alla riunione di queste sinistre figure, tra cui vari criminali di guerra, non fa presagire niente di buono. Secondo le informazioni giunte dagli infiltrati, a Mwumba si sarebbe delineato un piano d’azione militare teso a distruggere l’opposizione e a garantire la stabilità del regime nel Paese. I partecipanti alla riunione sono stati invitati a raddoppiare la propaganda presso la popolazione hutu (in special modo quella rurale) della legalità del terzo mandato, della necessità di sbarazzarsi dei nemici della Nazione e del loro fantomatico quanto irreale complotto di instaurare una dittatura tutsi. I partecipanti sono stati anche invitati a preparasi a un imminente lancio delle ostilità su tutto il territorio nazionale, specificando che gli obiettivi saranno i tutsi e gli hutu moderati accusati di tradimento. Gli obiettivi sono prevalentemente civili, e improntati in una logica di ‘ethnic erase‘ (pulizia etnica).

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->