lunedì, Maggio 10

Burundi e la vergognosa missione ONU

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Kampala – Giovedì 21 gennaio una nutrita delegazione del Consiglio di Sicurezza ONU è atterrata presso l’aeroporto internazionale di Bujumbura, sorvegliato da un ingente dispositivo di sicurezza sotto il diretto comando dei leader militari del gruppo terroristico ruandese Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda (FDLR), ormai padroni indiscussi del Paese africano. Nella delegazione Samantha Power, l’Ambasciatrice Americana presso le Nazioni Unite. È la seconda visita di inviati del Consiglio di Sicurezza in Burundi in meno di un anno. L’obiettivo è di persuadere Nkurunziza a riprendere il dialogo accettando tutti gli interlocutori della crisi burundese e la forza di pace africana MAPROBU per proteggere la popolazione civile durante i colloqui di pace.

La missione è stata condannata dalla popolazione, che sospetta un appoggio indiretto al regime FDRL-CNDD e all’ex presidente Nkurunziza. Una condanna che si basa su dati di fatto. Dall’agosto 2015 Pierre Nkurunziza occupa illegalmente il posto della Presidenza non solo contro la Costituzione ma vincendo elezioni farsa a cui ha praticamente partecipato come candidato unico sotto un clima di intimidazione, violenze e urne deserte. Da allora si regge al potere trucidando violentemente la propria popolazione e nascondendosi per paura in varie parti del Paese. Nkurunziza non è più presente nella capitale da metà settembre 2015 quando la repressione dell’opposizione si è intensificata arrivando ai limiti del pogrom. Nel novembre 2015 sia Nkurunziza che il Presidente del Senato (anche lui illegittimo) hanno lanciato alla popolazione hutu burundese l’appello di ‘mettersi a lavorare’ cioè di iniziare il genocidio contro i tutsi. Il 7 novembre e il 12 dicembre due tentativi di innescare un genocidio su grande scala (stile Rwanda 1994) sono falliti causa la mancata partecipazione delle masse contadine hutu.

Sempre nello stesso periodo, approfittando della debolezza del regime CNDD e di Nkurunziza, il gruppo terroristico ruandese FDLR autore del genocidio in Rwanda del 1994, ha preso di fatto il potere nel Paese controllando quello che rimane dell’esercito, polizia e controllando ogni decisione politica presa dal CNDD. Nkurunziza è personalmente protetto da truppe di élite delle FDLR, probabilmente in loro ostaggio e ogni suo raro discorso è preventivamente monitorato dall’Alto Comando Militare delle FDLR con sede a Goma, est del Congo. Dinanzi al rifiuto della popolazione di ‘mettersi a lavorare’ il genocidio è compiuto dalle FDLR e dalle milizie burundesi Imbonerakure. Un genocidio con il contagocce ma efficace. Ogni giorno nel Paese si registrano dalle 60 alle 100 vittime. La maggioranza di essi sono di estrazione sociale tutsi. Una settimana fa un nuovo rapporto redatto dal Dipartimento dei Diritti Umani delle Nazioni Unite denunciava stupri di massa e l’esistenza di fosse comuni.

La situazione attuale in Burundi è al di fuori di ogni accettabilità internazionale. Il presidente è illegittimo. Il Paese è governato da un pericoloso gruppo terroristico che sta compiendo in tutta tranquillità un genocidio. Queste sono punti più che sufficienti per non riconoscere l’attuale governo imposto con la forza e prendere azioni immediate per la fine dei massacri etnici unilaterali. Se ciò non bastasse Nkurunziza, seguendo i dettami della linea dura imposta dalle FDLR, ha rifiutato di partecipare ai colloqui di pace se saranno presenti i veri rappresentanti dell’opposizione e società civile e ha dichiarato la forza africana MAPROBU non benvenuta in suolo burundese avvertendo che se entrerà nel Paese sarà considerata come truppe di invasione e trattata tale.

La richiesta della missione del Consiglio di Sicurezza presentata a Nkurunziza è una evidente prova di debolezza o forse un cinico calcolo per trovare una soluzione rapida alla crisi prima che sia impossibile negare il genocidio in atto, che ben presto potrebbe prendere proporzioni inimmaginabili. Ancora più scandalosi sono due episodi che hanno disgustato la popolazione burundese in cerca di democrazia e libertà. Una cena avvenuta giovedì sera tra alti dignitari del regime, leader terroristici FDLR sotto mentite spoglie di comandanti militari burundesi e la delegazione ONU. Della cena il regime ha anche pubblicato delle foto sconcertanti. Una di esse ritrae l’Ambasciatrice americana Power in allegra e gioiosa conversazione con il Consigliere del Presidente Willy Nyamitwe, incaricato della propaganda per coprire il genocidio in atto. Una foto scomoda in quanto sono famosi i tweet di Willy detto il Bakama (il roditore) che deridono le vittime civili e glorifica le presunte vittorie delle forze leali contro l’opposizione armata. Tweet che non hanno nemmeno risparmiato la stessa Power definita in Kirundi “La puttana di Kagame”.  Il secondo episodio è ancora più sconcertante. La commissione ONU ha accettato di incontrare l’ex presidente in una località segreta ai confini con la Tanzania protetta dai terroristi ruandesi.

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