mercoledì, Giugno 23

Burundi: è guerra di liberazione

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Sono le ore 17,00 dell’11 dicembre, e i combattimenti nella Capitale -Bujumbura – continuano. Rimangono incerte le sorti della battaglia. L’Esercito è letteralmente diviso su due fronti, pro e contro Nkurunziza. Alcune caserme contro Nkurunziza sono state attaccate dai terroristi FDLR. L’attacco è stato respinto causando gravi perdite ai terroristi ruandesi.
L’Esercito di liberazione sta disperatamente cercando di conquistare posizioni strategiche trovando una fortissima resistenza dei miliziani Imbonerakure e dei terroristi ruandesi FDLR. Il regime ha dichiarato lo stato di guerra e imposto il copri fuoco. La popolazione è chiusa nelle loro case intrappolata tra i combattimenti.

Diverse fonti informano che la tanto temuta rappresaglia sulla popolazione è iniziata. Mentre le forze genocidarie combattono le forze di liberazione cercando di bloccare l’offensiva militare, squadroni della morte stanno compiendo orribili mattanze nei quartieri di Nyakabiga, Musaga, Ngagara, Mitakura e Cibitoke. Secondo varie testimonianze, tra le quali Allerte Burundi e SOS Media Burundi, in questi quartieri vengono arrestati decine e decine di giovani per portarli in destinazioni sconosciute. Allerte Burundi e SOS Media Burundi sono due network informativi di giornalisti burundesi (hutu e tutsi) che agiscono in clandestinità nel loro Paese offrendo una informazione imparziale e quotidiana dei crimini commessi dal regime.

Secondo alcuni di questi giornalisti i giovani arrestati nei quartieri vengono portati nella località di Kigobe dove è stato allestito un campo di concentramento improvvisato. Li vengono abbattuti come in un mattatoio. I più fortunati con un colpo in testa. Gli altri fatti a pezzi. Anche alcuni preti cattolici hanno subito aggressioni e sono stati selvaggiamente picchiati seppur risparmiate sono state le loro vite. Gli omicidi vengono attuati anche contro cittadini e rifugiati congolesi sospettati di sostenere la ribellione.

La Radio Televisione Nazionale (‘RTNB‘) sta incitando la popolazione a respingere ed annientare tutti gli Al-Shabaab e lancia continuamente la parola d’ordine: ‘Delenda Mike‘. ‘Al-Shabaab è il nome in codice per indicare i tutsi e Delenda Mike è la frase in codice per il genocidio.
A coordinare il massacro dei civili sono: il Colonnello Barimutwabo (ex Comandante della Quarta Divisione Militare di Muynga), il Maggiore Darius Ikurakure (Comandante del Genio Militare).

A coordinare la resistenza della Capitale contro l’Esercito di liberazione sono: Generale Prime Niyongabo, ex Capo di Stato Maggiore della guerriglia CNDD-FDD e il Colonnello Anaclet Hitimana (alias Kabuyoya), ex ufficiale ruandese della gendarmeria del regime di Habyrimana responsabile del massacro avvenuto il 14 aprile 1994 presso la parrocchia cattolica di Kibeho, durante il genocidio ruandese, dove perirono mille tutsi, 128 di essi ammazzati personalmente da Kabuyoya a colpi di machete.
Il Colonnello Kabuyoya, con il grado di Vice Comandante della Brigata di Riserva del Nord Kivu dei terroristi FDLR, è dallo scorso giugno a dirigere le operazioni militari FDLR in Burundi. La sua presenza nel Paese fu scoperta grazie alla intercettazione di una lettera di richiesta di pagamento delle FDRL indirizzata a Nkurunziza. Prova della presenza attiva del gruppo terroristico ruandese del genocidio Rwanda 1994 pubblicata in esclusiva per l’Italia da ‘L’Indro‘.

Le rappresaglie genocidarie in risposta alla offensiva dell’Esercito di liberazione confermano i propositi genocidari del Governo illegittimo. La popolazione è ostaggio della loro follia e sete di vendetta. Un intervento militare internazionale con pieni poteri di combattimento per abbattere il regime è ormai divenuta una necessità e un dovere internazionale, secondo gli osservatori regionali, sopratutto se l’offensiva dell’Esercito di liberazione fallirà l’obiettivo di sconfiggere le forze di Nkurunziza. L’alternativa è una lunga guerra civile e il genocidio. Un orrore che il mondo non si può permettere.

 

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