lunedì, Giugno 21

Burundi: è guerra di liberazione

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Il coinvolgimento della Norvegia (mai ufficializzato) è motivato dallo shock che il Governo norvegese ha subito nel 2012 nel constatare che il regime Nkurunziza aveva rubato il 100% dei fondi umanitari donati (8 milioni di euro) e aveva snobbato la richiesta di spiegazioni e di restituzione dei fondi. Da allora la Norvegia ha interrotto ogni cooperazione umanitaria ed economica con il Governo burundese comprendendo la sua vera natura politico-criminale.

Le notizie pervenute di supporti esterni non possono al momento trovare conferme ufficiali. Rafforzano, comunque, l’evidenza che le sole forze di opposizione militare burundese non sono in grado di rovesciare il regime per mancanza di mezzi logistici e finanziari. L’Esercito di liberazione è frutto di una coalizione internazionale tesa a risolvere il problema di un Governo che si è posto fuorilegge e rappresenta un pericolo per la stabilità, un rischio di genocidio e un serio ostacolo per i piani di sviluppo economico e sociale della regione dei Grandi Laghi.

A causa della banca rotta finanziaria del Governo burundese, i mercenari avrebbero progressivamente disatteso gli impegni presi, ritirandosi per mancato rispetto accordi contrattuali. L’unico aiuto finanziario e militare proverebbe dal vicino Congo. Il Governo di Kinshasa ha collaborato attivamente nell’individuazione degli oppositori burundesi rifugiati nel Sud Kivu, arrestandoli e consegnandoli alle milizie genocidarie burundesi, che hanno provveduto ad abbatterli in territorio burundese. Il Congo avrebbe assicurato costanti rifornimento di armi e munizioni utilizzando il Lago Tanganika, e inviato un numero imprecisato di miliziani in sostegno a Nkurunziza. L’attacco alle caserme dell’Esercito è stato motivato in quanto la campagna di sensibilizzazione tra le forze armate burundesi attuata da novembre dai leader dell’opposizione e agenti stranieri non sarebbe riuscita a convincere i fedelissimi di Nkurunziza, gli ex guerriglieri del CNDD-FDD, che avrebbero giurato di sacrificare le loro vite per difendere il loro leader, criminale di guerra.

L’ora X sarebbe stata anticipata, rispetto ai piani originali, perchè presso le masse contadine hutu il regime stava iniettando pericolosi sentimenti anti-tutsi con chiari scopi genocidari. Queste masse contadine hutu, semi analfabete e ridotte alla miseria dallo stesso regime attualmente al potere (CNDD-FDD), non hanno partecipato al tentativo di genocidio degli inizi novembre e fino ad ora hanno tenuto una posizione di neutralità.
Purtroppo da due settimane varie fonti d’informazione locali sostengono che la propaganda volta a fomentare l’odio etnico del regime stava prendendo piede nelle campagne. I contadini hutu si stanno lentamente convincendo che la caduta di Nkurunziza e del CNDD-FDD si tramuterà nel ripristino della dittatura tutsi e del colonialismo belga.

Gli emissari di Partito, afferma una nostra fonte, «vanno dicendo una montagna di assurdità: i tutsi comanderanno il Paese rendendo schiavi gli hutu. Il Belgio ha già stretto degli accordi con il Rwanda affinché il Burundi ritorni ad essere una sua colonia. Al posto dei prodotti agricoli di base belgi e tutsi coltiveranno tè, caffè e cotone costringendo i contadini hutu a lavorare gratis nelle piantagioni. I maschi hutu verranno sterilizzati al fine di far scomparire la razza in venti anni. Queste menzogne potrebbero farci sorridere in quanto irreali. Eppure sembrano far presa su persone analfabete e ridotte alla fame».

La paura del dominio tutsi belga – divenire schiavi e vittime di un genocidio sanitario tramite sterilizzazione dei maschi -, sta lievitando tra le masse contadine vittime di povertà, fame, degrado sociale.
Il regime in questi dieci anni di potere ha cinicamente impedito la scolarizzazione nelle campagne per avere ‘sudditi’ ignoranti e facili da manipolare. Non ha mai fatto decollare l’agricoltura, che avrebbe potuto ridurre la fame. Non ha mai assicurato una sanità di base adeguata e le malattie debilitano la mente e favoriscono la disperazione. Tutto calcolato cinicamente. Un crimine attuato contro la ‘maggioranza’ che il CNDD-FDD ha sempre giurato di difendere.

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