sabato, novembre 17

Burundi: Denise Nkurunziza candidata alla Presidenza nel 2020? Il partito al potere, il CNDD-FDD, è contrario ma Pierre Nkurunziza punta a governare attraverso la moglie, la quale sta ben lavorando per conquistare il potere

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Le perplessità espresse da varie cancellerie occidentali e africane  all’annuncio a del dittatore Pierre Nkurunziza che non si candiderà per le presidenziali previste nel 2020 trovano ora conferma da fughe di notizie all’interno del partito al potere, il CNDD-FDD. Partito dilaniato da una pericolosa diatriba interna portata avanti da tre fazioni: la prima che vorrebbe prendere le distanze dalla Famiglia Nkurunziza e aprire un serio dialogo con l’opposizione; la seconda arroccata a difesa dei Nkurunziza; la terza alleata al gruppo terroristico ruandese FDLR che controlla la maggior parte della vita politica del Paese, la Polizia e la milizia paramilitare Imbonerakure. Le fughe di notizia parlano di un piano secondo il quale il dittatore starebbe cercando di imporre al partito la candidatura di sua moglie, Nkurunziza Denise, con l’obiettivo di calmare le acque e lavorare indisturbato per la realizzazione del Regno Hutu guidato dal Prete Re, Pierre Nkurunziza.

Denise Bucumi, nata il 01 dicembre 1969 a Gatsinda, nel distretto di Mwumba, provincia di Ngozi (il feudo del movimento nazista HutuPower) sposò Pierre Nkurunziza nel 1994, in piena guerra civile. All’epoca il marito era al comando delle milizie genocidarie FDD, l’ala militare del CNDD che combattevano il Governo del Generale Pierre Boyoya. Dal matrimonio sono nati 3 figli e 2 figlie. Denise è di fede protestante: prima aderente alla setta protestante born-again Christian (I Cristiani Rinati) per poi aderire alla belga Chiesa di Rocher

Fondata nel 1901 in Belgio, in prossimità della frontiera con il Lussemburgo, la Chiesa di Rocher assume un carattere evangelico concentrandosi sul concetto di Trinità: Dio, lo Spirito Santo e il Salvatore Gesù Cristo. In Belgio la Chiesa di Rocher non gode di statuto di religione, bensì di associazione culturale con regio decreto del 16 agosto 1905. Per la legislazione belga la Chiesa di Rocher è riconosciuta sotto l’entità giuridica di associazione culturale denominata ‘Assemblea Cristiana per la Nuova Rinascita’ che, per statuto, promuove la confessione di fede e i principi biblici.  La Chiesa di Rocher non ha riscontrato molti proseliti, sia a livello nazionale (Belgio) che a livello internazionale, rimanendo una setta provinciale, ad esclusione del Burundi, dove la Chiesa è stata associata al potere dal Presidente Nkurunziza nel 2010.

Pierre Nkurunziza sta sapientemente utilizzando l’arma della Chiesa di Rocher per rafforzare la dittatura instaurata nel giugno-luglio 2015. In ogni raduno politico, sportivo e culturale il dittatore non esita a pronunciare preghiere pubbliche sotto l’insegna della Chiesa di Rocher. In nome di questa setta religiosa, Nkurunziza ha promosso una campagna di moralizzazione della società basata su educazione civile e psico-sociale per disintossicare la società burundese vittima del ‘verbo di Satana’ e dei suoi alleati, le ex potenze coloniali occidentali, gli Hima (tutsi), l’opposizione e la società civile burundese e il Rwanda. Tra le azioni più controverse : l’obbligo per le coppie di fatto di sposarsi con rito religioso. In caso contrario i coniugi illegali davanti a Dio verranno arrestati e condannati a 5 anni di reclusione. All’inizio di aprile il dittatore ha dichiarato i bambini orfani causa guerre o epidemia di HIV/AIDS ‘figli del Maligno’, quindi soggetti a recupero sociale e religioso forzato. Un ordine in contrasto con la campagna contro il HIV/AIDS promossa da sua moglie che si definisce anche la protettrice dell’infanzia burundese.

La First Lady è stata nominata Pastore supremo di questa setta. Il suo titolo ufficiale è ‘Sua Eccellenza Reverendo Pastore Denise Nkurunziza’  ed ha assunto il ruolo di moralizzatrice della società burundese in nome di Dio. L’Idea di candidare la moglie era già stata esaminata nel settembre 2013. Nell’aprile 2015 Pierre Nkurunziza scelse di candidarsi al terzo mandato contro la Costituzione invece di promuovere Denise alla Presidenza, in quanto era conscio della reazione popolare e sua moglie non era giudicata in grado di affrontare le proteste popolari e di attuare la necessaria quanto spietata repressione.

Durante il convulso secondo semestre del 2015, Denise e i figli scapparono in India, mentre il marito si nascondeva il luoghi sicuri all’interno del Paese. Dopo otto mesi di esecuzioni extra giudiziarie, fosse comuni, massacri e grazie alla indecisione della comunità internazionale e delle potenze regionali che non aiutarono l’opposizione armata  -FOREBU, RED Tabara e FNL- a spodestare militarmente il regime, il dittatore potè ritornare a Bujumbura, rafforzare il regime grazie all’alleanza con i terroristi ruandesi FDLR e rinforzare il ruolo militare delle milizie Imbonerakure. Quando fu chiaro che il regime aveva spazzato via l’opposizione interna e che l’opposizione armata stanziata in Rwanda e Congo non era in grado di sferrare l’attacco decisivo, Denise ritornò con i figli.

Dal secondo semestre 2016 in poi, Denise Nkurunziza si è concentrata nel costruirsi una immagine di donna devota al popolo, caritatevole e buona, visitando gli ammalati negli ospedali, gli orfanotrofi ed elargendo carità a tutto spiano. Ha promosso una campagna  moralizzatrice rivolta alle giovani ragazze e una campagna di vaccinazione per i bambini e le donne incinte per prevenire le malattie infettive. E’ a capo di quattro ONG locali che promuovono la sicurezza alimentare, la protezione dell’ambiente, l’accesso agli studi per giovani provenienti da famiglie povere, attirando anche fondi da Ong e Associazioni internazionali ignare dei veri piani di Denise Nkurunziza. Non c’è giorno che passi che le opere caritatevoli di Denise non vengano trasmesse sulla TV di Stato e sui media di regime. Anche su internet la propaganda è curata in modo ossessivo tramite il sito dedicato da Denise di cui articoli vengono riproposti sui social media.

Questo alone caritatevole e di quasi ‘santità’ è una commedia volta a nascondere il diabolico progetto di creare uno Stato nazista HutuPower, distruggere la Costituzione e la Repubblica e sostituendole con una Monarchia dove la legge è dettata da suo marito proclamato ‘Prete Re’ del Burundi. Le minoranze etniche tutsi e twa (pigmei) devono diventare hutu o essere eliminate. Un piano totalmente condiviso da Denise Nkurunziza che è a capo anche di una radio privata la ‘RTV’ Buntu, meglio conosciuta come Radio HutuPower, con sede nella cittadina di Buye, provincia di Ngozi. Un pericoloso strumento di propaganda del regime razial nazista che si è sostituito ai media e radio TV indipendenti distrutti tra il secondo semestre 2015 e il dicembre 2016.

RTV’ Buntu diffonde l’ideologia HutuPower nel tentativo di convincere le masse hutu che il regime è il loro unico rappresentante politico. Il tentativo è attuato attraverso lavaggi del cervello, bieca propaganda razziale, false informazioni, e il martellante messaggio che rappresenta  Diane e Pierre Nkurunziza come due emissari di Dio, inviati sulla terra per difendere il popolo hutu dalla minaccia Hima Tutsi e dalle potenze colonizzatrici occidentali. ‘RTV’ nel gennaio 2018 ha ricevuto dal UNFPA (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) un finanziamento di 49.000 euro per acquistare le  attrezzature necessarie per ampliare il segnale su gran parte del territorio nazionale. Il finanziamento ha fatto molto scalpore mettendo in serio imbarazzo i dirigenti del UNFPA, in quanto ‘RTV Buntu’ e’ stata classificata una radio razziale molto simile alla tristemente nota Radio Mille Colline del Rwanda 1994.

La candidatura di Denise Nkurunziza per le elezioni del 2020 è contrastata all’interno del CNDD-FDD. Molti quadri di partito vedono nella proposta la distruzione della democrazia interna del partito e la sua trasformazione in un mero strumento politico per le ambizioni della famiglia Nkurunziza. Nel progetto di Regno Hutu il CNDD-FDD smetterebbe di esistere come entità politica autonoma, venendo subordinato al ‘Prete Re’ e alla sua ‘Regina’. Fonti interne al partito ci riferiscono che per contrastare malcontento e opposizione all’interno del CNDD-FDD, Denise si sta rivolgendo alle milizie paramilitari Imbonerakure la cui natura ideologica genocidaria è ormai evidente e inconfutabile.  Per ottenere il loro appoggio Denise Nkurunziza avrebbe loro promesso maggior potere e ogni sorte di immunità dai crimini che stanno commettendo contro la popolazione civile. Sta, inoltre, tentando di ottenere il sostegno dei terroristi ruandesi FDLR e attenuando i dissidi tra suo marito e il Generale Alain Guillaume Bunyoni,  a Capo della Polizia  e uomo di fiducia delle FDLR, dopo che Pierre Nkurunziza aveva tentato lo scorso aprile  di contenere l’avanzata delle Imbonerakure e di Bunyoni. Un tentativo morto sul nascere.

Bunyoni, Imbonerakure e FDLR sono uscite rafforzate dallo scontro politico contro Nkurunziza e dallo scorso maggio stanno accelerando il loro posizionamento ai vertici militari e politici con l’obiettivo di controllare in toto il Burundi. Il rimpasto di Governo ordinato dal dittatore nel maggio 2018 segna la vittoria delle forze genocidarie. Ezechiel Nibigiria, il fondatore delle Imbonerakure è stato nominato Ministro degli Esteri, mentre Pascal Barandagiye e Aimè Larurentine Kanyana (noti estremisti vicini alle FDLR e apertamente orientati alla soluzione finale contro la minoranza tutsi burundese) Ministro degli Interni e Ministro della Giustizia.

Denise Nkurunziza sarebbe in stretto contatto con Uwimana Isaie aka Gacumba, ex funzionario politico militare del regime ruandese di Habyarimana, giunto lo scorso maggio a Bujumbura direttamente da Parigi. Gacumba fu uno il  responsabile del genocidio nelle province est del Rwanda e alto quadro politico delle FDLR. Dopo la caduta del regime nel 1994, Gacumba si era rifugiato nel vicino Zaire. Nel 2008 si era trasferito in Burundi, e successivamente in Francia. Gacumba è in Burundi con  il compito di organizzare politicamente la milizia paramilitare Imbonerakure e assicurare la sua totale fedeltà alle FDLR.

Denise averebbe anche avvicinato i terroristi ruandesi Sefu Bora, Barukwege Leonard e Lukusa Salif, al comando della Guardia Pretoriana che protegge suo marito per assicurarsi il loro appoggio alla candidatura ed eventualmente eliminare gli avversari politici all’interno del CNDD-FDD. Fonti sicure affermano che alti ufficiali delle FDLR di stanza a Uvira e Goma sarebbero entrati in Burundi nelle scorse settimane per dei colloqui segreti con Denise Nkurunziza. Tra essi: Ndimurwimo Jean Pierre,Madef Benoit, Byamungu Victor, e  Nsabimana Barekebavuge Bosco

Le informazioni giunte sono state condivise con esperti regionali di intelligence che le hanno ritenute credibili e concordano che Nkurunziza intende governare attraverso la moglie. Questi esperti di intelligence segnalano, inoltre, come totalmente falsa la voce che il regime aveva fatto circolare agli inizi di giugno che il dittatore fosse malato di tumore e si dovesse recare in Cina per cure mediche specialistiche.

La candidatura di Denise alle Presidenziali del 2020, con l’appoggio delle Imbonerakure e FDLR, aumenta i rischi di una radicalizzazione razziale in Burundi  che potrebbe portare ad una situazione irreversibile come avvenne nel 1994 in Rwanda. Il piano di Nkurunziza sembra essere ben ideato ma contiene all’interno  l’incognita ruandese. Non dimentichiamoci che fu proprio la First Lady Agathe Habyarimana ad assassinare suo marito, il Presidente Juvenal Habyarimana il 6 aprile 1994 per prendere il potere assoluto e dare il via al genocidio.

Al momento la tattica di Denise di presentarsi come una donna caritatevole e pia sembra funzionare. Nel giugno scorso la First Lady ha incontrato nel baluardo dei nazisti HutuPower di Ngozi la principessa di Giordania Sarah Zeid Ra’ad, accompagnata dal Direttore e Rappresentante della Programma Alimentare Mondiale PAM delle Nazioni Unite. La principessa giordana ha elogiato gli sforzi di Denise e del Governo per porre fine alla malnutrizione cronica ignara che è proprio il Governo a causarla, visto che ha fatto precipitare l’economia del Paese e sta rubando a man bassa le ultime risorse rimaste per pagare i mercenari ruandesi FDRL. Sarah Zeid Ra’ad ha anche visitato di orfanotrofi gestiti da una Ong di Denise e la famosa Radio TV Bantu, forse altrettanto ignara che questa radio è la gran cassa di propaganda utilizzata dal regime per incitare all’odio razziale e alla eliminazione degli ‘scarafaggi’ (i tutsi).

La visita della principessa di Giordania ha fruttato un prestito di 30 milioni di dollari concesso dall’Arabia Saudita e dal Kuwait grazie alla mediazione di  Sarah Zeid Ra’ad. Ufficialmente questo prestito è stato concesso per riabilitare alcune strade del Paese. In realtà, la quinta colonna all’interno del CNDD-FDD informa che questi fondi saranno utilizzati per meglio armare le Imbonerakure e pagare i debiti pregressi accumulati con i terroristi ruandesi FDLR per la loro protezione al regime. Un’ottima merce di scambio in mano di Denise per ottenere il loro supporto alla sua candidatura nel 2020.

Denise Nkurunziza, dietro la sua facciata di pia donna, sta accelerando la propaganda razial-nazista dando ampio spazio a pericolosi intellettuali come Roberto Bacinoni (pseudonimo di un quadro di partito CNDD-FDD) che nel febbraio 2018 ha scritto una serie di articoli razziali contro i i Bahima (tutsi). I Bahima vengono descritti non come burundesi, ma come mercenari stranieri che nel passato si sono alleati ai coloni belgi per sfruttare il popolo burundese, ovviamente hutu, utilizzando massacri, repressione e assassinii per conquistare il potere dopo l’indipendenza.

Ai Bahima viene addebitato l’assassinio del principe Louis Rwagasore, leader nazionalista e elemento di unificazione tra tutsi e hutu per il progresso del Paese e contro la schiavitù imperialista occidentale. Lo avrebbero assassinato per instaurare una dittatura tutsi in Burundi e controllare tutti gli aspetti della vita nel Paese. Fino all’arrivo del ‘salvatore’ (Pierre Nkurunziza) i Bahima avrebbero compiuto massacri a ripetizione, pulizie etniche contro gli hutu e preso il controllo della società civile che ora mente all’opinione pubblica con l’obiettivo di re-instaurare la dominazione tutsi in Burundi.
I Bahima avrebbero influenzato anche le Nazioni Unite, convincendole che fin quando il Burundi sarà governato da hutu il Paese attraverserà perenni crisi politico economiche. I Bahima sarebbero adorati dalle potenze occidentali che stanno tramando contro il CNDD-FDD e Pierre Nkurunziza per rimettere al potere i tutsi pur consapevoli che questo significa sacrificare il popolo burundese alla tirannia e alla pulizia etnica. Bacinoni invita gli Hutu a difendersi dai perfidi e sanguinari Bahima e dai loro alleati occidentali affermando che e’ dovere di ogni cittadino resistere a questi mercenari stranieri. Questi discorsi razial nazisti che incitano la popolazione al genocidio sono periodicamente trasmessi in kirundi da  Radio TV Bantu per esplicito ordine della caritatevole Denise Nkurunziza…

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