sabato, Maggio 15

Burundi: cosa dice il rapporto ONU Pubblichiamo un estratto del rapporto che si concentra sul periodo repressivo più intenso: dicembre 2015-gennaio 2016

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La Commissione d’inchiesta ha potuto appurare il carattere particolarmente violento delle violenze sessuali. L’intenzione degli autori era di punire, umiliare e brutalizzare le vittime che, in alcuni casi hanno subito mutilazioni nelle parti intime: vagina, clitoridi, capezzoli, seni. Nelle prigioni la polizia ha costretto dei detenuti maschi a stuprare detenute femmine. In altri casi i detenuti sono stati costretti a sodomizzare altri loro compagni di cella o degli adolescenti sotto lo sguardo divertito dei carcerieri e di autorità burundesi.

La Commissione di Inchiesta ha catalogato le seguenti metodologie di violenze sessuali oltre allo stupro.

  1. Mutilazioni di parti intime.
  2. Nudità forzata,
  3. Ferite o iniezioni di sostanze sconosciute nei testicoli e pene dei detenuti maschi.
  4. Appendere i detenuti maschi per i testicoli.
  5. Penetrazioni vaginale e anali di oggetti contundenti.

Tutti gli stupri e le violenze sessuali non erano finalizzate ad ottenere informazioni o estorcere confessioni ma a soddisfare il gusto sadico degli aguzzini.

La Commissione d’inchiesta ha ragionevoli motivi di ritenere tutti queste documentate violazioni dei crimini contro l’umanità, collegate a persecuzioni politiche, etniche e sessiste. Questi crimini si inseriscono nel quadro di un attacco sistematico contro una parte della popolazione civile del Burundi per motivi politici o etnici.

La Commissione d’inchiesta è rimasta particolarmente scioccata dal clima di terrore riscontrato sia tra la popolazione burundese che vive nel Paese sia tra i rifugiati. A seguito di questo clima di terrore e violenza tutt’ora vigente in Burundi la Commissione di Inchiesta sconsiglia vivamente il rimpatrio dei rifugiati burundesi ospitati nei Paesi vicini.

Questi sono alcuni estratti del lungo e dettagliato rapporto della Commissione di Inchiesta delle Nazioni Unite che di fatto apre le porte per una inchiesta giudiziaria presso la Corte Penale Internazionale. Il rapporto ha creato panico e rabbia tra i quadri militari e politici del regime di Nkurunziza che reagiscono negando ogni accusa e affermando che gli inquirenti delle Nazioni Unite facciano parte di un complotto orchestrato da Unione Europea, Stati Uniti, Rwanda e Israele. Il presidente del CNDD-FDD afferma che il Burundi sarà protetto da Dio e che una schiera di angeli annienterà gli occidentali.

Fonti locali affermano che le violenze sui civili e le esecuzioni extra giudiziarie sono aumentate in queste ultime settimane. Si registrano arresti arbitrari in pieno giorno. Almeno dieci civili sono stati abbattuti in pieno giorno nelle principali vie della capitale e delle altre città. Gli agenti della SNR, i poliziotti e soldati rimasti fedeli al regime, i miliziani Imbonerakure e i terroristi ruandesi FDLR si dimostrano molto nervosi e aggressivi. Secondo fonti interne Nkurunziza teme che il Consiglio di Sicurezza autorizzi una missione militare internazionale o un attacco dai vicini Rwanda, Tanzania e Congo.

Le tesse fonti locali sottolineano un evidente nervosismo anche tra certe comunità di espatriati occidentali presenti nel Paese. Soprattutto tra uomini di affari e imprenditori europei che sarebbero profondamente collusi con il regime di Nkurunziza. Questi individui temono di essere coinvolti nella inchiesta giudiziaria che potrebbe essere aperta presso la CPI o che la loro collaborazione con il regime razziale venga resa nota alla opinione pubblica dei loro Paesi europei di origine.

Si nota anche un estremo nervosismo di alcune rappresentanze diplomatiche europee giustificato dal timore dei rispettivi governi di essere accusati di collaborazione con il regime e di corresponsabilità indiretta ai crimini contro l`umanità. Accuse che diventerebbero insostenibili nella eventualità che la situazione precipiti in Burundi facendo scoppiare il genocidio di massa.

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