lunedì, Settembre 20

Burundi: ascesa al potere delle FDLR Pierre Nkurunziza ha dovuto cedere il potere politico e militare a Imbonerakure e FLDR

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Le FDLR stanno aumentando la propaganda anti-tutsi. In contemporanea al 24simo anniversario del genocidio in Rwanda, il CNDD-FDD ha ribadito le teorie negazioniste già esposte nell’agosto 2016. Il genocidio dei tutsi non sarebbe mai esistito e sarebbe opera di propaganda del Governo di Paul Kagame. Secondo il CNDD-FDD, tra l’aprile e il luglio del 1994 si sarebbe consumato l’ultimo atto della aggressione ad un Governo democratico, con l’uccisione del Presidente Juvenal Habyarimana e la presa di Kigali. Il Fronte Patriottico Ruandese (FPR) è accusato di aver tentato un genocidio contro gli hutu, costringendoli a rifugiarsi in massa nel vicino Zaire per salvarsi la vita. Il milione di tutsi e hutu moderati uccisi dal regime HutuPower ruandese sarebbero ‘esagerazione’ di Paul Kagame. Solo alcune migliaia di persone sarebbero state uccise in quanto partigiani e terroristi tutsi che attuavano atti di sabotaggio a favore dei ribelli del FPR.  

Contemporaneamente a questa surreale ricostruzione storica dell’Olocausto Africano, le FDLR hanno spinto il CNDD a commemorare l’olocausto degli hutu burundesi avvenuto nel 1972 per decisione del regime Hima (tutsi) e del Presidente Micombero Michel.
Nel 1972 ribelli hutu burundesi supportati dal presidente ruandese Gregoire Kayibanda entrarono in Burundi proclamando la Repubblica di Martyazo e trucidando circa 15.000 tutsi in quattro giorni. La reazione delle forze armate burundesi sotto il Presidente Micombero fu immediata. Sconfissero l’Esercito hutu ribelle venuto dal Rwanda e uccisero circa 300.000 hutu. Secondo questa ennesima revisione storica, sotto i Presidenti tutsi Micombero, Jean-Baptiste Bagaza e Pierre Buyoya 4,5 milioni di hutu burundesi sarebbero stati costretti all’esilio per non essere sterminati. All’epoca la popolazione burundese era di 9 milioni di persone. In realtà il Burundi dall’indipendenza in poi è stato vittima di un ciclo di violenze etniche perpetuate da entrambe le parti (hutu e tutsi) e inserite nella lotta tra i governi tutsi per mantenere il potere e le guerriglie hutu sostenute dall’allora regime ruandese  per instaurare la supremazia HutuPower in Burundi e sterminare tutti i tutsi.

Questa grossolana propaganda è tesa a istigare le masse contadine hutu burundesi contro la minoranza tutsi Un atto necessario, visto che fino ad ora le masse contadine non hanno risposto agli appelli genocidari lanciati fin dal novembre 2016, quando venne diffusa la parola d’ordine Kora Kora (andiamo a lavorare), nella speranza di scatenare il genocidio in Burundi. Le masse contadine hutu stanno terribilmente soffrendo a causa dei soprusi del regime di Nkurunziza e delle sanzioni economiche decise da Unione Europea e Stati Uniti. Nelle campagne regna la fame e la malnutrizione. FDRL e Imbonerakure stanno facendo leva su queste drammatiche condizioni di vita, accusando i tutsi, il Rwanda e i loro ‘amici’ occidentali. Stanno tentando di aizzare gli hutu contro la minoranza tutsi burundese promettendo terre e proprietà delle vittime se decimate. In varie parti dell’interno del Burundi si stanno registrando massacri isolati, compiuti da Imbonerakure e FDLR. Al momento l’appoggio popolare a questi massacri rimane sporadico e minoritario.

L’ascesa al potere delle FDLR in Burundi rappresenta un grave rischio per la popolazione burundese, la minoranza tutsi, e il Rwanda. Si teme che la propaganda HutuPower, promossa dalle FDLR, Imbonerakure e da alti funzionari del partito CNDD-FDD, possa ricreare le condizioni che portarono al genocidio in Rwanda nel 1994. Gli ‘Umucunguzi’ (liberatori come si definiscono i terroristi ruandesi delle FDLR) stanno  lanciando appelli ai burundesi per un attacco preventivo contro il Rwanda.

Secondo gli ‘Umucunguzi’, il Governo di Kigali, sostenuto da Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna e Israele, starebbe organizzando un attacco militare contro la ‘democrazia’ in Burundi. Per prevenirlo occorre attaccare il Rwanda. I comandanti militari delle FDLR contano sulle Imbonerakure e stanno loro dicendo che l’attacco al Rwanda sarà coronato dal successo, in quanto Dio è con loro.

Sulla falsa riga del Prete Re e della Chiesa di Rochet, culto evangelico utilizzato da Nkurunziza per giustificare il suo potere e i crimini contro l’umanità, le FDLR sostengono che la Vergine Maria sarebbe loro apparsa pregando di liberare il RWanda da  Paul Kagame, emissario di Satana per il bene dei popoli ruandese e burundese. I miliziani burundesi delle Imbonerakure sono incoraggiati a seguire l’esempio di Gesù, sacrificandosi per la guerra voluta da Dio per liberare i due Paesi dalla minaccia Hima. Dallo scorso marzo si registrano reclutamenti nelle Imbonerakure tra il sottoproletariato hutu urbano e rurale e vaste distribuzioni di armi da fuoco, machete e mazze chiodate. Lo stesso Generale Bunyoni, Ministro della Sicurezza, ha recentemente fatto un appello alle Imbonerakure di tenersi pronte per il lavoro.

La minaccia di invasione del Rwanda, con sostegno della Francia, è presa in seria considerazione dal Governo e dalle Forze Armate ruandesi. Lunedì 9 aprile, durante una conferenza in onore della memoria delle vittime del genocidio, il Ministro ruandese delle Difesa, James Kabarebe, ha affermato che le FDLR e i loro alleati non riusciranno mai a riconquistare il Rwanda in quanto l’Esercito è preparato a respingere qualsiasi attacco frontaliero. “Anche se riuscissero ad occupare qualche distretto, lo potrebbero tenere meno di una settimana in quanto il nostro esercito è potente e preparato e la popolazione ruandese ha compreso che i propri attuali dirigenti sono in prima linea nella difesa del popolo ruandese contro l’odio etnico, le divisioni tribali e l’ideologia genocidaria che non trova radici nella moderna società ruandese”.

Vari osservatori regionali temono che l’ascesa al potere delle FDLR e Imbonerakure porti ad una escalation etnica incontrollabile che potrebbe arrivare alle estreme conseguenze di genocidio in Burundi e guerra regionale con il Rwanda. La popolazione tutsi e hutu moderati in Burundi vive nel terrore. Molti sono convinti che qualcosa di drammatico e orribile accadrà dopo il referendum del 17 maggio prossimo.

 

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