Burundi: al referendum di Nkurunziza voti SI con la pistola puntata delle Imbonerakure Il regime sta utilizzando polizia e milizie Imbonerakure per costringere con la forza la popolazione a partecipare al referendum

Il Servizio Informazione Religiosa martedì 20 febbraio informa di una visita avvenuta la scorsa settimana di Monsignor Joachim Ntahondereye, Vescovo di Muyinga e presidente della Conferenza dei Vescovi Burundesi, presso il Segretariato della Commissione degli Episcopati della Comunitá Europea (COMECE). Il Vescovo Ntahondereye ha incontrato il Segretario Generale della COMECE, padre Olivier Poquillon, richiedendo che interceda presso l’Unione Europea affinché “Il Parlamento europeo riveda certi aspetti della politica delle sanzioni contro il Burundi che riguardano in particolare le parti più vulnerabili della popolazione civile burundese”.

La notizia ha lasciato perplessa la società civile burundese. La richiesta avanzata dal Vescovo Ntahondereye sembra essere un inaspettato aiuto al regime che non riesce più a gestire il collasso economico provocato dalle sanzioni europee. Un gesto incomprensibile visto che la Chiesa Cattolica in Burundi, dopo lo storico incontro tra il Santo Padre e il Presidente ruandese Paul Kagame, dal aprile 2017 aveva applicato il nuovo corso politico di Papa Francesco nella Regione dei Grandi Laghi con una serie di azioni e comunicati contro il regime razziale del ex presidente Pierre Nkurunziza. Lo stesso Monsignor Joachim Ntahondereye nel settembre 2017, aveva accusato i leader del regime burundese di essere dei bugiardi ipocriti che promuovono una dottrina diabolica di morte.

Alcuni attivisti burundesi temono che il regime stia riuscendo a riconquistare la fiducia il clero cattolico burundese per ripristinare il supporto politico offerto dagli accordi di pace di Arusha dal 2000 fino al 2016. Supporto politico che ha permesso al Signore della Guerra Nkurunziza di giungere democraticamente al potere nel 2005, cancellare una condanna a morte per crimini contro l’umanità da lui commessi durante la guerra civile e ottenere illegalmente il terzo mandato presidenziale nel 2015. Un supporto offerto da associazioni cattoliche europee e di cui ora non si ama parlare. Nonostante la richiesta Monsignor Ntahondereye il Consiglio Europeo resta fermo sulle sanzioni economiche contro il Burundi, avviate nel 2015 e rinnovato per un altro anno lo scorso ottobre 2017.