lunedì, Giugno 27

Burkina Faso: cosa nasconde l’attacco terroristico?

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Mokhtar Belmokhtar, nato nel 1972 in Algeria, all’età di 19 anni si arruola tra i terroristi di Al-Qaeda guidati da Osman Bin Laden che combattevano in Afganistan le truppe sovietiche e il Governo di Kabul. All’epoca i giornali occidentali definivano Bin Laden un eroe della libertà e della democrazia. Ritornato nel suo Paese diventa un leader dei GIA (Gruppi Islamici Armati) e partecipa alla guerra che i terroristi islamici avevano lanciato contro il Governo di Algeri. Una guerra vinta dalle truppe governative e costata decine di migliaia di vite umane. Sconfitto in Algeria, Belmokhtar si unisce al  GSPC (Gruppo Salafista per la Predicazione e il Combattimento), guidato da Hassan Hattab, leader del Al-Qaeda Magreb IslamiqueBelmokhtar agisce normalmente nel Sahara tra l’Algeria e il nord del Mali. Autore della presa d’ostaggi in Algeria, nel gennaio 2013, Belmokhatar crea, nel 2012, in piena guerra civile libica, il gruppo terroristico Al Mourabitoune, unendo il GSPC con il gruppo terroristico MUIAO  (Movimento per l’Unicità e la Jihad nell’Africa Occidentale). Il suo obiettivo è quello di raggruppare tutti i gruppi terroristici islamici del Magreb per instaurare un grande regno islamico, in collaborazione con Al Qaeda Magreb Islamique.

I collegamenti e le alleanze tra Mokhtar Belmoktar, Stati Uniti e Francia sono state analizzate sia dal SITE Intelligence Group (una organizzazione indipendente americana con il mandato di analizzare i network terroristici ed eventuali complicità occidentali)  che dal Global Reserarch e ModialisationBelmoktar e Al-Qaeda Magreb Islamique da un decennio avrebbero stretti contatti con la CIA e con il Direttorato Generale Francese per la Sicurezza Estera. Dopo la formazione, sarebbero entrati in un team terroristico utilizzato da Francia e Stati Uniti per destabilizzare vari Paesi. Belmoktar sarebbe stato utilizzato per destabilizzare l’Algeria e per sconfiggere il Colonnello Muhammar Gheddafi in Libia. Ad affermalo è lo specialista del terrorismo internazionale Michel Chossudovsky in un articolo comparso su ‘Global Research‘ il 22 novembre 2015. Global Research è una associazione di ricerca sul terrorismo e sui conflitti mondiali fondata a Montreal, Quebec, Canada e considerata tra le fonti più credibile ed autorevole sul terrorismo internazionale.

Finanziato dalla CIA e dalla Francia, Belmokhtar poté combattere il Governo algerino nel sud dell’Algeria, durante la sanguinosa guerra civile, durata dieci anni. Successivamente sarebbe stato impiegato per integrare le forze del gruppo terroristico libico GLIC (Gruppo Libico Islamico Combattente), le cui azioni terroristiche contro il regime di Gheddafi erano dirette dal Comando militare della NATO, durante la guerra libica del 2011. La Francia avrebbe provveduto a rifornire le forze islamiche di Belmokhtar di armi, assicurato l’addestramento e la copertura aerea durante i combattimenti contro le forze armate libiche. Le prove sarebbero state fornite da un ricercatore americano nel gennaio 2013, Tony Cartalucci nel saggio ‘La Geopolitica della riorganizzazione in Africa: il supporto segreto americano e francese ad Al Qaeda nel nord del Mali‘.

Durante la guerra civile algerina Mokhtar Belmokhtar avrebbe intrattenuto stretti rapporti con l’Ambasciatore americano in Algeria, Robert Stephen Ford, e sarebbe stato inserito in un progetto terroristico segreto che prevedeva la creazione di squadroni della morte Sunniti da impiegare in Algeria e in Iraq, sul modello degli squadroni della morte Contras in Nicaragua. Il mandato di Ambasciatore in Algeria di Ford coincide con il rafforzamento dei gruppi jahadisti in Algeria e nel Magreb e alla rinascita di Boko Haram in Nigeria, sconfitto dall’Esercito nigeriano alla fine degli anni Novanta. Questi gruppi terroristici sarebbero stati ampiamente utilizzati dagli Stati Uniti e dalla NATO sia in Libia che in Siria.  Nel gennaio 2011 ritroviamo Robert Stephen Ford proprio in Siria, con la carica di Ambasciatore, due mesi prima dell’insurrezione terroristica presso la città di Daraa, avvenuta nel marzo 2011, che diede inizio alla guerra civile. Ford avrebbe giocato un ruolo chiave di assistenza e supporto dei gruppi armati di resistenza siriani, inclusi i gruppi terroristici di Al Nusrah e del ISIS-DAESH. Esperti del contro terrorismo affermano che senza l’opera di Ford il ISIS-DAESH non sarebbe mai potuto divenire una minaccia mondiale.

In ultima analisi, si potrebbe affermare che il fenomeno del terrorismo in Africa ha la stessa matrice di quello nel Medio Oriente. Una matrice che porta dritto a Washington, Londra, Parigi. I gruppi terroristici islamici non sarebbero frutto di una guerra di religione all’interno dell’Islam, bensì un prodotto delle potenze occidentali come strumenti di destabilizzazione mondiale. I rari attacchi avvenuti in Occidente  -da New York a Parigi-, sarebbero ciniche operazioni orchestrate dagli stessi Paesi occidentali per aumentare il terrore tra le proprie popolazioni, restringere le libertà costituzionali e giustificare guerre in Paesi lontani, poveri ma strategici  dal punto di vista economico. Ipotesi al centro di un intenso dibattito all’interno delle associazioni di intelligence mondiali. L’ex Ministro britannico degli Affari Esteri, Robin Cook, lo ha dichiarato apertamente: «al Qaeda non è un reale gruppo terroristico ma è una creazione di un network internazionale di mujaheddin che combatte per conto della CIA e dei Sauditi». Alla stessa conclusione era arrivato il ricercatore francese Pierre-Henri Bunel, in un suo reportage-denuncia del 20 novembre 2005: ‘Al Qaeda. The Database‘.

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