domenica, Luglio 25

Burkina Faso: colpo di Stato Burkinabè senza pace: ieri nuovo colpo di Stato dai contorni ancora non chiari

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Dakar – Era il 15 ottobre 1987 una serie di colpi d’arma da fuoco spegnevano la vita di Thomas Sankar, il simbolo della libertà e del sogno di una vita migliore per tutti i burkinabè. Il 31 ottobre 2014, dopo una rivolta popolare, il Presidente dittatore Blaise Composè, nonchè ex amico e mandate di Sankara, ha dovuto dimettersi e i burkinabè erano tornari a sperare. Il Paese era tornato alla democrazia.
La scorsa settimana era iniziata la campagna elettorale che avrebbe portato la popolazione alle votazioni l’11 ottobre.
Questo sogno si è infranto ieri, mercoledì 16 settembre, quando il Consiglio dei Ministri, durante una riunione di gabinetto è stato interrotto dalla guardia presidenziale che ha arrestato tutti i Ministri e il Presidente ad interim Michel Kafando.
Questa mattina la conferma :  i militari hanno confermato il golpe di ieri con un messaggio trasmesso sugli schermi della tv nazionale e via radio, annunciando che il Governo di transizione è stato sciolto.

«L’intero Governo, tra cui il Primo Ministro  Isaac Zida e il Presidente, sono prigionieri di un gruppo di soldati della guardia presidenziale», ha detto una fonte militare ha detto a ‘Reuters’. «Per ora, nulla è stato richiesto». Secondo informazioni raccolte ieri sera da ‘France 24’, i prigionieri sono tenuti nel parco del palazzo presidenziale, mentre il Presidente e il Primo Ministro sono stati portati in un luogo segreto. I militari ora circondano il palazzo, impedendo a chiunque di entrare.

Gli autori del golpe sarebbero miliziani fedeli all’ex leader Blaise Compaore.

Il Presidente del Parlamento ad interim (CNT), Cheriff Sy, tramite un comunicato trasmesso ad ‘AFB’ ha detto : «Il dovere ci chiama perché la Nazione del Burkina Faso è in pericolo. Chiediamo al dovere di solidarietà forze attive, le forze politiche, la società civile e la comunità internazionale con tutte le persone del Burkina Faso per sconfiggere questa operazione».

Solo pochi giorni fa, la Commissione per la riconciliazione e le riforme, ha presentato al Governo di transizione, la proposta di smantellare la guardia presidenziale, il Presidential Security Reggimento (RSP). Essa è stato un pilastro del regime di Compaoré e diversi dei suoi membri sono accusati dell’assassionio di Sankara.

Per il momento, è impossibile sapere ciò che sta accadendo all’interno del Paese. Secondo un giornalista ‘Agence France-Presse’, l’Esercito ha preso posizione in armi, intorno al palazzo presidenziale e il popolo burkinabè a fin da subito manifestato il suo desiderio di democrazia, manifestando il proprio dissenso nelle piazze. Alcuni cooperanti italiani che vivono nella capitale Ouagadougou, sostengono che spesso si sentono colpi d’armi da fuoco e le ultime notizie riportano che due giornalisti francesi di ‘RFI’ sono stati feriti.

Cherif Sy, Presidente del Consiglio nazionale di transizione (Cnt), ha denunciato che lo Stato è in ‘ostaggio’ e che ‘la Nazione è in pericolo’.
I movimenti che avevano portato alla caduta di Compaoré, attraverso i social network, hanno invitato tutta la popolazione alla ‘mobilitazione generale alla Rivoluzione’. Il popolo burkinabè in questo momento tragico è sceso nuovamente in piazza per continuare a perseguire il loro sogno di libertà.

 

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