sabato, ottobre 20

Bulli italiani a Bruxelles E’ evidente che andare a discutere lancia in resta, con insulti di ogni genere, facendo i bulli, per poi far vedere che le lance sono di cartone, è assurdo e ridicolo, eppure ci stupiamo che ci facciano pernacchie

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A vedere le cose con un minimo di distacco, ciò che sta accadendo tra l’Italia e l’Europa e tra l’Italia e i migranti ha del surreale o del … terrificante. In un clima in cui appare irrilevante l’ennesimo naufragio con quasi cento morti, cui si risponde che la colpa è delle ONG.

La posizione assunta dall’Italia, lo ho già scritto ripetutamente, è, con tutto il rispetto per chi presume di governarci, del tutto fuori da ogni regola di diritto.
Innanzitutto, e diciamolo una volta e per tutte con la massima assoluta chiarezza, chiunque rischi di morire in mare va salvato, ad ogni costo, da chiunque si trovi nelle condizioni di farlo: sempre e comunque e subito. Senza ‘se’ e senza ‘ma’, a costo di andarci a nuoto. E non parlo di motivi umanitari o religiosi o di pietà, ma di diritto, interno e internazionale. Al di là delle tradizioni marinare di qualunque Paese che pretenda di chiamarsi civile, le norme in materia marittima di diritto internazionale da sempre lo prescrivono senza eccezioni. Perfino in tempo di guerra, la nave che ne affonda un’altra nemica, cerca in ogni modo di salvarne l’equipaggio per quanto possibile: poi, magari, ne fucila i membri, ma solo dopo averli salvati. E in materia la nostra marineria, pubblica e privata, ha sempre fatto un vanto di ciò.

Confesso che mi sconvolge, vero o falso che sia, sentire di rifiuti di intervenire. Spero sia una notizia falsa, ricordo che qualche giorno fa i responsabili della Guardia Costiera ripetevano che loro comunque i salvataggi li avrebbero fatti, ma è notizia di questi giorni, che vi sarebbe stato un rifiuto.
Ricordate i pescatori di Lampedusa in lacrime per non essere arrivati in tempo a salvare dei migranti, e li ricordate infuriati per l’incriminazione cretina di favoreggiamento della immigrazione clandestina? Beh, io li ricordo, e non mi importa di sapere se i migranti sono rifugiati o no, se sono mussulmani o copti, se sono bianchi o neri: per me sono esseri umani da salvare. E se da qualche Paese si fanno partire persone che si sa che faranno naufragio, io credo che si debbano salvare, ripeto per obbligo giuridico la cui violazione è perseguibile   -cosa fa la nostra magistratura?-  e se qualche ONG negozia con i trafficanti per ottenere migranti da salvare -di nuovo che fa la magistratura oltre a lanciare sospetti?- quei migranti vanno salvati egualmente e gli uomini delle ONG perseguiti, puniti, ma quei migranti vanno salvati.

Se è vero che le nostre autorità hanno rifiutato di salvare  -e io spero ardentemente che non sia così-  ebbene, senza mezzi termini: vergogna. E la magistratura agisca, invece di stare a cincischiare sui sospetti.

Come ho già spiegato in altre occasioni, non è così che si ferma l’immigrazione e il fatto che il nostro illustre ‘professore di diritto’ non abbia ottenuto dal saldatore e dal pompiere di avere soldi e mezzi per non dovere salvare migranti, incide sulle capacità e la stima di costoro, ma non sull’obbligo di salvataggio.

Dalle autorità europee  -delle quali facciamo parte, cioè con anche noi stessi- abbiamo ottenuto, lasciatemelo dire, aria fritta, anzi, forse solo bollita! Bene, anzi male, malissimo, ma è lì che si deve agire, usando i mezzi che quel sistema   –che è il nostro sistema, non solo nostro ma anche nostro- mette a disposizione; e se non se ne è capaci, professori o liberi non studiosi-  possono tranquillamente andarsene a casa, dai rispettivi mogli/mariti, compagne/i, figli/e, sorvolo sui nonni, che magari hanno le pensioni d’oro!

Ora è evidente che andare a discutere lancia in resta, con insulti di ogni genere, facendo i bulli, per poi far vedere che le lance sono di cartone, è assurdo e ridicolo. Ieri Angela Merkel ha dichiarato che con l’Italia era impossibile negoziare alcunché perché l’Italia voleva la riduzione dei migranti. Testuale da una intervista alla ‘ZDF’ tedesca: «Un accordo con l’Italia non era possibile. L’Italia vuole prima ottenere una riduzione dei migranti che arrivano in quel Paese. Il premier ha detto che hanno l’impressione di essere stati a lungo piantati in asso». Sorvolando sulle ‘impressioni’ del premier, penso che solo il Padreterno possa ottenere una riduzione dei migranti! La Signora Merkel racconta balle? Attendiamo la smentita, documentata, non so di chi, visto che il premier non c’è.

Con l’Europa noi abbiamo moltissimi torti, e dunque prima di aggredire, cerchiamo di mediare, di ragionare: altro che «non ci importa dello zero virgola …»: ci importa eccome! Abbiamo un debito pubblico spropositato, che potrebbe fare saltare l’intera Europa, non solo l’Italia; abbiamo un sistema fiscale ridicolo che implica un mancato versamento di imposte dell’ordine dei 120.000.000.000 di euro all’anno; immaginiamo, senza ridere (almeno Grillo quando lo dice fa ridere), di recuperare dalle ‘pensioni d’oro’ una cinquantina di milioni!; abbiamo una economia ferma e immobile; abbiamo una corruzione mostruosa e strutturale; abbiamo una disoccupazione senza eguali, … e potrei continuare, per non parlare dei soldi che abbiamo chiesto e ottenuto dall’Europa per gestire nel modo indegno in cui lo facciamo i flussi migratori. Perfino la Libia ci ride in faccia, rifiutando e poi chiedendo di nuovo  le 12 motovedetteofferteda Salvini (e che sono sue?): vi rendete conto, si offrono navi costose senza nemmeno informare il Parlamento    -che del resto si avvia ad essere scelto a sorteggio … hai visto mai che ci sia un competente in giro!- e le si offrono a chi probabilmente è complice dei mercanti di uomini e gestisce in maniera infame dei campi migranti, giuridicamente illeciti e peggiori dei lager nazisti e (ahimè) italiani.

E con queste credenziali andiamo a Bruxelles afare i bulli’, e poi ci stupiamo che ci facciano pernacchie?

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.