martedì, Giugno 15

Buenos Aires, via al meeting del World Economic Forum

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Affrontare le sfide della ‘quarta rivoluzione industriale’ e della modernità: questo il tema del Forum Economico Mondiale dell’America Latina, ospitato a Buenos Aires e che vedrà la partecipazione di 1200 esperti, politici e imprenditori, provenienti da 63 Paesi. L’America Latina, con l’Argentina in testa, intende mostrare al mondo la volontà di apertura e di riforma della sua economia.

Marisol Argueta de Barillas, Presidente del forum ha spiegato che l’economia dell’America Latina non può continuare a fare affidamento sulla sola esportazione di materie prime: «la crescita economica è modesta […] mantenere i tassi di crescita alti è la sfida per tutti i leader latinoamericani». Susana Malcorra, Ministro degli Esteri dell’Argentina ha sottolineato come globalizzazione e tecnologia siano «l’essenza della sfida» che il mondo ha davanti.

L’Argentina, ha anche affermato la Malcorra, è stata scelta come sede per questo incontro per via del «grande interesse» che «i suoi cambiamenti strutturali» starebbero suscitando nella comunità globale. È vero che il suo Paese, insieme all’altro gigante economico del continente, il Brasile, si sta piazzando alla guida di una sorta di ‘rivoluzione neoliberista’ con Mauricio Macri e Michel Temer che spostano a destra la politica economica dell’intera regione.

Rivoluzione o, per usare le parole della Malcorra «cambiamenti strutturali», che non sono però facili da implementare e che hanno dei costi sociali notevoli. Il primo giorno del meeting ha infatti visto uno sciopero generale che ha costretto i partecipanti ad arrivare in Argentina il giorno precedente, causa la mancanza dei voli cancellati.

Macri, al potere fin dal dicembre 2015, sembra infatti essere più amato all’estero che in Patria. La Malcorra minimizza, spiegando che la presenza stessa delle dimostrazioni -che in altri Paesi sarebbe stato vietato – prova la solidità della democrazia argentina, ma lo sciopero è il più grande da quando Macri si è insediato al Governo del Paese.

Sono due le facce della nuova politica economica: da una parte il settore finanziario, con la borsa che da risultati sorprendenti, dall’altra l’economia reale che fatica a restare al passo con il 30% della popolazione sotto la soglia della povertà. Problema evidente, la diseguaglianza economica sarà tra le questioni affrontate al meeting.

Verrà tenuta in considerazione anche la possibile ‘chiusura’ degli Stati Uniti, che potrebbe rivelarsi essere l’incentivo che il continente attende per una maggiore integrazione economica sia interna alla regione, sia con l’altro grande Stato con cui l’america latina commercia: la Cina.

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