domenica, Settembre 19

Bruxelles, l’attentatore poteva fare una strage: allerta in tutta Europa

0
1 2


Andiamo in Siria, dove l’Iran ha annunciato che risponderà in modo ‘devastante’ a un eventuale nuovo attacco terroristico sul suo territorio, replicando il raid eseguito domenica contro postazioni del sedicente Stato islamico (Is) nella Siria orientale. Lo ha annunciato il portavoce dei Guardiani della Rivoluzione (pasdaran) iraniani Ramzan Sharif: «Se gli attacchi missilistici si ripeteranno o meno dipenderà dall’atteggiamento dei nemici. Una risposta devastante è già stata pianificata e sarà messa in pratica in modo proporzionale a come agiranno».

Nel frattempo in Siria almeno 13 civili sono stati uccisi in un raid aereo condotto su Khasham. Lo hanno riferito gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo i quali i jet responsabili dell’attacco apparterrebbero all’esercito russo. Ad intervenire anche l’ONU con Antonio Guterres, che ha invitato tutti gli attori del conflitto ad evitare di coinvolgere i civili nei combattimenti e ha espresso particolare timore per la situazione a Raqqa, la roccaforte dell’Is teatro di un’offensiva della coalizione curdo-araba sostenuta dagli Usa: «I civili continuano ad essere uccisi, feriti e sfollati a un ritmo terrificante, mentre gli ospedali e le scuole continuano ad essere colpiti. Rivolgo un appello urgente a tutti quelli che svolgono operazioni militari in Siria a fare tutto quanto in loro potere per proteggere i civili e le infrastrutture civili».

In Libia invece il portavoce del consiglio presidenziale Abdullah Bliheg ha commentato così il via libera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite alla nomina dell’ex ministro della Cultura libanese Ghassan Salameh come nuovo inviato Onu in Libia al posto del tedesco Martin Kobler: «Se vuole che la sua missione abbia successo dovrà evitare gli errori commessi dal suo predecessore». Il consiglio presidenziale accoglie favorevolmente la nomina di Salameh ma si aspetta, fa sapere, che svolga «un ruolo positivo contribuendo a risolvere la crisi libica». Il portavoce chiede quindi al nuovo inviato Onu di «non interferire negli affari interni libici, rispettando la sovranità della Libia, del suo popolo, delle sue leggi e l’autorità legittima del Paese e di impegnarsi a lavorare come mediatore e non come guardiano con l’obiettivo di giocare un ruolo positivo per far convergere le varie parti nel rispetto delle regole diplomatiche».

Passiamo al Venezuela, dove la Corte Suprema ha approvato l’avvio di una procedura contro il procuratore generale Luisa Ortega, che potrebbe portare alla sua destituzione. La Ortega si è opposta alle ultime iniziative del presidente Nicolas Maduro (tra cui quella di privare il parlamento dei suoi poteri) e per questo viene considerata una traditrice dal partito Socialista Unito. Si delinea così un nuovo fronte nello scontro istituzionale fra Maduro e il parlamento dominato dall’opposizione, mentre continuano in tutto il Paese le manifestazioni di protesta contro il governo. Nel frattempo Maduro ha destituito il generale Antonio Benavides, capo della Guardia Nazionale, il corpo di polizia militare responsabile della repressione. Al suo posto è stato nominato il generale Sergio Rivero. E c’è chi teme nuove ondate di violenza.

Nelle Filippine, islamisti che hanno giurato fedeltà all’Is hanno fatto irruzione nel paesino di Malagakit, nella provincia di Cotabato, dove hanno occupato una scuola con una quarantina di persone all’interno. Il commando composto da circa 200 persone fa parte dei Bangsamoro Islamic Freedom Fighter (Biff) e non ha contatti con i militanti che da un mese occupano la cittadina di Marawi.

In Arabia Saudita cambio nella linea successoria. Il re Salman ha nominato il figlio 31enne Mohammed Bin Salman principe ereditario del regno, al posto del nipote 57enne Mohammed Bin Nayef. Nayef, oltre a perdere la carica di principe ereditario, è stato anche rimosso dal suo incarico di ministro dell’Interno.

Chiudiamo con gli Usa, dove il ministro della Giustizia Jeff Sessions ha ingaggiato un legale proprio ora che si stanno delineando le e indagini per il Russiagate. Intanto in Georgia sono arrivati i risultati del voto ed è stata la repubblicana Karen Handel a vincere, battendo il democratico Jon Ossoff. In South Carolina, un altro candidato repubblicano, Ralph Norman, ha conquistato il seggio per la Camera, sconfiggendo il democratico Archie Parnell. Il seggio era stato lasciato vacante da Mick Mulvaney, entrato nell’Amministrazione Trump come direttore del budget. Si tratta di un vero e proprio un sospiro di sollievo per il presidente, visto che il voto che veniva considerato un test per il presidente e i repubblicani.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->