domenica, Agosto 1

Bruxelles, l’attentatore poteva fare una strage: allerta in tutta Europa

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L’attentatore di Bruxelles era di nazionalità marocchina, aveva 36 anni, veniva dal quartiere di Molenbeek, noto già per i fatti di Parigi, e non era ricercato per terrorismo. A dirlo il procuratore federale belga Eric Van der Sypt, che ha svelato poi che nella sua borsa c’erano chiodi e bombolette di gas ma non è riuscito nel suo intento di far esplodere l’ordigno. «E’ chiaro che voleva fare molti più danni. La borsa è scoppiata due volte, ma poteva andare molto peggio», ha ammesso il procuratore.

Ovvio che in città e nel Paese i controlli sono aumentati. Ma  il primo ministro Charles Michel, dopo un vertice del Consiglio di sicurezza nazionale ha sottolineato come non ci siano indicazioni di un imminente attacco terroristico, in Belgio e a Bruxelles. Michel ha annunciato poi un rafforzamento delle misure di sicurezza per i grandi eventi.

«Il terrorismo resta una grande minaccia. I recenti attacchi mettono in evidenza la nuova ondata di radicalizzazione di persone cresciute qui», ha fatto sapere il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, nella lettera di invito al vertice dei capi di Stato e di governo in programma da domani. «Abbiamo fatto progressi sui ‘foreign fighter’ e sui terroristi ‘di ritorno’. Ora è il momento di incrementare la cooperazione con l’industria dell’online, contro la propaganda terrorista».

Intanto l’allerta è alta non solo a Bruxelles ma anche in Spagna, dove tre marocchini, tra cui un presunto membro dello Stato Islamico che studiava manuali per aspiranti jihadisti e ritenuto estremamente pericoloso, sono stati arrestati questa mattina a Madrid, che ospiterà tra qualche giorno il Worldpride, la grande festa mondiale dell’orgoglio Lgbt. Il principale sospettato, ha detto il ministero, «era molto radicalizzato» e aveva «assemblato un grande arsenale ideologico ed elettronico, composto da molti libri di testo specifici sul terrorismo jihadista, compreso un manuale per il terrorista kamikaze e un manuale per la Jihad elettronica. Ha un profilo molto pericoloso, simile a quello dei terroristi responsabili dei recenti attentati in Gran Bretagna e in Francia, ed è stato considerato una chiara minaccia per la sicurezza del nostro Paese».

Sempre alta la tensione tra Russia e Nato. Un F-16 dell’Alleanza atlantica ha tentato di avvicinare l’aereo sui cui volava il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu nei cieli sovrastanti le acque neutrali del Mar Baltico. Shoigu era diretto a Kaliningrad, l’enclave russa, ed era accompagnato da una scorta di Su-27, uno dei quali ha ‘mostrato gli armamenti’ all’aereo Nato, che si è allontanato. «La situazione vicino ai confini della Russia tende ad aggravandosi a causa dell’aumento dell’attività militare della Nato nell’Europa dell’est. L’Alleanza atlantica sta rafforzando la sua presenza nei Baltici», ha detto il ministro. Lunedì si erano incrociati nella stessa zona, con manovre definite da entrambe le parti come provocatorie, un Su-27 russo e un aereo da ricognizione RC-135.

Nel frattempo Mosca ha anticipato altre sanzioni contro gli Stati Uniti dopo che ieri il dipartimento del Tesoro americano ha rafforzato le misure restrittive contro la Russia. «Il principio cardine della risposta alle sanzioni è quello della reciprocità», ha affermato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov precisando che a livello tecnico sono già state ipotizzate possibili risposte.

In Gran Bretagna è stato il giorno del discorso di inaugurazione della nuova sessione parlamentare della regina Elisabetta II. La regina ha confermato che il programma di Downing Street prevede il Great Repeal Act, una legge che cancellerà l’intera legislazione europea nel Paese in vista della Brexit. Mentre Theresa May ha fatto sapere che la Gran Bretagna intende mantenere relazioni forti con l’Ue dopo l’uscita dall’Europa, ma si riserva di realizzare accordi commerciali globali autonomi.

In Francia lo scandalo che ha colpito MoDem sta creando danni al governo di Emmanuel Macron. Anche Francois Bayrou, ministro della Giustizia e presidente del partito centrista principale alleato del presidente, ha lasciato il governo. Stessa sorte per la responsabile degli Affari Europei, Marielle de Sarnez, mentre ieri era toccato alla responsabile della Difesa, Sylvie Goulard.

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