lunedì, Giugno 21

Bruxelles, identificati due autori degli attentati Ritrovato in un computer portatile il testamento di Ibrahim El Bakraoui

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Secondo la tv belga Rtbf, i fratelli Khalid e Brahim El Bakraoui sono stati identificati come gli autori degli attentati all’aeroporto Zaventem e alla metropolitana Maelbeek di Bruxelles.  Lo ha confermato il procuratore Frederic Van Leeuw, secondo cui, Khalid si è fatto saltare in aria alla stazione della metro, mentre Ibrahim ha compiuto l’attentato all’aeroporto.
Sugli altri due attentatori dell’aeroporto, uno dei quali morto e l’altro in fuga, non ci sono ancora certezze. Nell’immagine ricavata dalle telecamere del circuito di sicurezza, si vede al centro Ibrahim El Bakraoui, alla sua sinistra l’altro attentatore suicida – autore della seconda esplosione e alla sua destra l’uomo che ha abbandonato la borsa che avrebbe dovuto provocare la terza esplosione. Proprio nella sua borsa si trovava la carica esplosiva più consistente.

L’uomo in fuga sarebbe Najim Laachraoui, 25 anni, considerato l’artificiere degli attentati di Parigi lo scorso 13 novembre. La polizia ha diramato un mandato di arresto contro di lui e ha diffuso le immagini di una telecamera di sicurezza che mostra i tre nell’area di check-in dell’aeroporto. Laachraoui, alias Soufiane Kayal, 24 anni, è cresciuto nel quartiere di Schaerbeek e ha frequentato una scuola cattolica, per poi entrare nell’ambiente integralista quando aveva appena 18 anni. Tra i suoi studi c’è l’elettrotecnica e proprio le sue competenze hanno indotto le autorità a considerarlo l’uomo chiave delle bombe di Parigi. Le sue impronte sono infatti state rinvenute sulle fasce esplosive usate dai kamikaze nell’attacco e altre sono emerse in un paio di covi usati dal commando. La polizia sospetta che il militante abbia coordinato da Bruxelles, insieme a Samir Bouzid, alcune mosse del commando parigino. E anche quelle, nella giornata di ieri, dei fratelli El Bakraoui.

Intanto sono due gli arresti compiuti dalle forze dell’ordine in connessione con gli attentati. Uno è stato eseguito ieri, nel corso della perquisizione di un appartamento nella zona di Schaerbeek, dove si trova rue Max Roos 4, l’indirizzo fornito dal tassista che ha portato i tre in aeroporto. Questa persona si trova tuttora in custodia. L’altro è stato compiuto in un’altra perquisizione, nella zona di Haren (le perquisizioni in tutto sono state cinque) ma la persona è stata però rilasciata dopo essere stata interrogata. In un primo momento era trapelato che uno dei due fosse Najim Laachraoui, ma l’indiscrezione è stata subito smentita. Nella prima delle abitazioni perquisite presso l’indirizzo fornito dal tassista, gli inquirenti hanno trovato 15 chili di esplosivo di tipo Tatp, 150 litri di acetone, 30 litri di acqua ossigenata, detonatori e una valigia con tutto l’occorrente per essere trasformata in una bomba. In un computer portatile rinvenuto in un cestino della spazzatura in strada, nei pressi dello stesso indirizzo, è stato trovato il testamento di Brahim El Bakraoui. Nel file, letto in conferenza stampa dal procuratore federale del Belgio, Frederic van Leeuwdal, l’autore racconta di essere ricercato dappertutto e appare preoccupato di poter essere catturato dalle forze dell’ordine.

Nel pomeriggio si è appreso che nel giugno scorso le autorità turche avevano arrestato ed estradato in Belgio dei jihadisti coinvolti negli attacchi. «Avevamo avvertito le autorità belghe di questo arresto, ma lo hanno rilasciato per mancanza di prove», ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante una conferenza stampa ad Ankara, senza però precisare il nome dell’attentatore.

Il Belgio ha paura. Gli artificieri sono intervenuti all’aeroporto di Charleroi per un allarme bomba provocato da un veicolo sospetto che aveva un cellulare attaccato alla carrozzeria, benché il regolare funzionamento dell’aeroporto non sia stato alterato. Il livello di allerta resta al massimo, considerato che «la minaccia è ancora reale», come ha ricordato oggi in conferenza stampa il capo dell’unità di crisi, Alain Lefevre. Nel primo pomeriggio, un cadavere è stato ritrovato all’aeroporto di Zaventem. La nuova vittima, se sarà confermata, farà salire a 32 il bilancio delle vittime negli attentati di ieri, in cui altre 270 persone sono rimaste ferite. E c’è l’italiana Patricia Rizzo, impiegata presso un’agenzia della Commissione Ue, tra le persone che risultano scomparse da ieri dopo l’attentato alla metropolitana a Maalbeek. La Farnesina stamattina ha parlato di una probabile vittima italiana, senza tuttavia indicare nomi.

Evitare i social media e usare la crittografia nelle comunicazioni, per non farsi tracciare. Sarebbero queste le indicazioni che l’Is, attraverso la chat Telegram, avrebbe diffuso ai terroristi in Belgio.

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