venerdì, dicembre 14

Bruxelles: compassione per le ‘guarattelle’ Salvini e Di Maio Se mai ci volesse un segno di quello che stiamo diventando, basterebbe questo

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La ridicola e volgare sceneggiata di mercoledì sera da Bruno Vespa, come sempre ‘complice’ o ‘pronubo’ felice in nome dell’audience, non potrà restare senza conseguenze interne, ma anche esterne. Intanto, però, già si parla d’altro, il Quirinale, che sottolinea l’importanza di creare fiducia nell’Italia, fa sapere (pare) che quella norma non la farà passare e … attendiamo la denuncia, finora non pervenuta. Tanto più che, udite udite, non ero poi così matto e malpensante ieri quando lasciavo intendere che non c’era nessuna manina ma, diciamo così, un ripensamento. E infatti ieri i giornali erano pieni di dichiarazioni di, o attribuite a Matteo Salvini che dice che sì, il decreto era proprio quello e poi dalle steppe russe sbraita «cosa fatta capo ha». Vedremo. Certo, ci sarebbe stato da aspettarsi che almeno su una cosa così importante, destinata a fare saltare sulle rispettive sedie mezza Europa, almeno si fosse precisi, seri e completi. Badate bene: qui non è questione di superficialità o di ingenuità, qui è questione di cattiva coscienza. Ma tant’è. Anzi, no: è solo una manifestazione (non la prima, ma certamente non l’ultima) dello scontro mortale che si prepara tra i due. Di Maio, due giorni fa, ha cercato (spinto forse o costretto dai suoi) di colpire Salvini alle spalle e questi ha risposto a muso duro che più duro non si può: qui si giocano centinaia di migliaia di voti!

Tanto più che, quanto a norme e disposizioni figlie di nessuno, a quanto pare ce ne sono altre, come quella del numero chiuso a medicina e quella che concede clamorosamente la ‘quota cento’, ma sorvola sulla ‘piccola’ riduzione della pensione che ne deriverebbe e chi sa che altro … ogni giorno ha la sua pena!

Insomma, siamo nel pieno della politichetta da retrobottega con coltelli affilati, però, che nemmeno nei momenti peggiori della nostra storia recente, si era vista. Giochetti e ‘manine’ da repubblica delle banane, giustamente sbeffeggiate dai ‘social’ … hai visto mai che finalmente qualcuno in Italia si sveglia.

Con la solita aggravante insopportabile, l’ ho detto molte volte e lo ripeto: Cantone, de Raho e compagni, Tito Boeri incluso, devono stare zitti sulla questione se non interpellati formalmente, non sono fatti loro. Così come non si può dire a Boeri di andarsi a presentare alle elezioni quando esercita le sue funzioni ufficialmente (e ieri ha, giustamente, rincarato la dose: 140 miliardi in più in dieci anni con la ‘quota cento’) i due menzionati (non solo, sia chiaro) non devono nemmeno rifiatare su cose del genere; se interpellati nella qualità, dopo, diranno quello che devono, ora zitti e mosca! In una Repubblica fondata sul diritto, ciascuno deve fare il suo mestiere, svolgere la propria funzione senza intromettersi nelle prerogative e nelle funzioni altrui. La nostra Costituzione non prevede né tutori né padri nobili, ma solo istituzioni dotate dei propri poteri e dei propri doveri; sissignore, diciamolo una volta e per tutte (così mi faccio qualche altro nemico e sono a posto) doveri, a cominciare da Luigi Di Maio, che ha il dovere di fare il Ministro, nell’interesse dell’Italia tutta, non dei suoi elettori, compagni di partito o mentori tipo Casaleggio & co, Grillo e altri. Ma non ci conto.

Ciò posto, però, Salvini dice lapidario da Mosca: «Nessun trucco. Legge di bilancio e decreto fiscale sono passati in Consiglio dei ministri all’unanimità. Nessuno ha votato contro. Anche perché quello che chiamate condono, un condono non è (sic!). Piuttosto, a me non piace questa storia della sanatoria edilizia a Ischia» – che vi avevo detto ieri? – e giusto per chiarire precisa: «Ho dato disposizione ai miei di opporsi a quella roba lì…». Silenzio tombale sugli sversamenti in agricoltura (sarà un caso che da un po’ se ne trovano anche al nord?). Vedete? I miei, i tuoi: un Ministro della Repubblica è il ministro di tutti gli italiani. La cosa può non fare piacere ma è così, e se è così per me è e deve essere così anche per lui, chiaro? Comunque con quella frase, si rivela la situazione vera, che si riduce a questa semplice equazione: ‘se tu mi blocchi il condono, io ti blocco Ischia’. Questa è la politica italiana.

Ma il mondo non si ferma, attenzione, non si ferma, anzi. Anche se non se ne è parlato a Bruxelles, questa sceneggiata assurda, da ‘guarattelle’ si direbbe a Napoli (non a Pomigliano, casa del Di Maio) a Bruxelles non viene commentata per cortesia (cosa ignota ai due, ma non agli altri) ma viene sentita eccome. Certamente non è un caso che il sovranista Sebastian Kurz (Austria) abbia ieri aggiunto che sui conti italiani non si fanno sconti perché danneggiano tutta l’Europa, tutti i paesi europei. Notate bene: si può essere ‘sovranisti’, ma non autolesionisti. Se l’Italia saltasse, lo sanno tutti (meno Salvini e Di Maio) salterebbero le economie anche degli altri Paesi europei e quindi dell’intera Europa. Salvini e Di Maio, pare, pensano di ‘ricattare’ l’Europa? Forse, però, per fortuna (loro) tra le altre cose, a mio parere sbagliatissime, che sta facendo il Governo italiano, se capisco bene, tanto per essere più autolesionista degli altri, c’è quella di fare in modo che una parte sempre maggiore del debito italiano sia ‘comprato’ dai cittadini italiani … riducendo così il rischio per le banche estere, ma aumentandolo per quelle italiane.

L’inutile Giuseppe Conte, tanto per coprire di gloria il nostro paese, mentre dichiara che leggerà articolo per articolo il decreto … sta in albergo. Leggerà articolo per articolo? Ma perché scusate, finora che ha fatto: ha letto un articolo sì e l’altro no? Visto che non conta nulla gli hanno dato da leggere una pagina sì e una no o gli hanno dato delle pagine bianche? Anzi, non era proprio lui e i suoi tirapiedi che dovevano scrivere quella roba?

Ma vi pare possibile che un sedicente premier (e che Mattarella ritiene che sia il Presidente del Consiglio dei ministri italiano!) dica che ‘leggerà’ … ma siamo matti, leggerà? Ma lui quella roba l’ ha votata, insieme agli altri: manco sa che cosa ha votato? Questa superficialità, questa indifferenza, questa, diciamola bene, ‘strafottenza’ è davvero al di là del bene e del male. Questa non è ingenuità, questa è incapacità di fare il mestiere per il quale è pagato profumatamente, benché meno di Casalino, così come per gli altri ‘governanti’ è lecito chiedersi che hanno votato: avevano almeno un testo, un brogliaccio, un appunto davanti, ma che dico un tweet almeno?

Tornando a Conte (chi?) uno come lui, diciamocelo francamente, dovrebbe avere l’intelligenza di tacere, almeno non farebbe danni maggiori. E invece parla pure, nessuno se lo fila, ma lui parla e nemmeno si rende conto che non solo lo prendono in giro, ma che lui stesso si prende in giro quando afferma, ad esempio: «Mi rendo perfettamente conto che non è questa la manovra che si aspettavano dalla Commissione, è comprensibile che ci siano delle reazioni, mi aspetto delle osservazioni critiche ma discuteremo: più passa il tempo e più mi convinco che la manovra è molto bella», contento lui! Ma poi, aggiunge liliale, dopo avere detto che con Juncker si vedrà «nelle prossime settimane», che con Angela Merkel «è stato un incontro molto cordiale, mi ha detto che è impressionata dalle riforme strutturali e siamo entrambi d’accordo che la linea deve essere quella del dialogo costruttivo». Ma si rende conto? È la versione attuale della risata su Berlusconi … lo tratta come un bambino del quale apprezza la bella costruzione col Lego. Per carità, non voglio mica immaginare che Angela Merkel abbia senso dell’umorismo, non esageriamo, ma certamente ne è del tutto privo il Premier Conte. Se la predetta signora mi avesse detto una cosa del genere, io avrei chiamato suo marito e lo avrei preso a schiaffi … sono un gentiluomo, io!

E dunque Conte, se ne sta a Bruxelles, in un albergo da mille e una notte e … i suoi colleghi, cioè voglio dire i presidenti, cancellieri eccetera che fanno davvero il loro mestiere, si riuniscono a dieci passi dall’albergo favoloso (dove, se ben capisco, risiedono anche loro) a farsi una birra … senza nemmeno invitare Conte … ‘ah sì, credo che alloggi lì!’, dice uno di loro, e lo lasciano a dormire mentre loro fanno le tre a sgavazzare e, molto più probabilmente, a decidere che fare: i colleghi sono Macron, Merkel, il Presidente olandese, Mark Rutte e quello lussemburghese … con la scusa di fare gli auguri a quest’ultimo, appena eletto.

Se mai ci volesse un segno di quello che stiamo diventando, basterebbe questo. Come basterebbe la ridicola visita di Salvini in Russia un po’ prima che ci vada anche il Ministro degli esteri … per dire, quello non conta nulla, mentre Salvini afferma che in Russia si sente come a casa sua … chi sa se Putin regala un lettone pure a lui!

Ci si potrebbe limitare a dire che tutto ciò è penoso. Ma, noi stiamo qui a fare la nostra politica da pollaio starnazzante, e gli altri vanno avanti per conto loro. E lo ripeto, so di essere noioso e ripetitivo, stiamo facendo di tutto per farci isolare completamente in Europa, e quando ormai non conteremo più nulla, a qualcuno verrà in mente di rispolverare il vecchio progetto di una Europa a due velocità, dove noi saremo quelli lenti.

Insomma, mica bisogna essere Metternich per sapere che se ti isoli sempre di più, se passi la tua giornata a insultare gli altri minacciando di andartene (quando tutto sappiamo benissimo che non possiamo andarcene … guardate solo i guai della Gran Bretagna) alla fine potresti accorgerti che gli altri ti hanno messo in un angolo, ti hanno dato in mano un lecca-lecca e ti ignorano. Se devo dire proprio la verità, io sono più preoccupato di una approvazione (una mezza approvazione, più di questo è impossibile) del nostro bilancio’ (sempre che noi si riesca a metterci d’accordo su un bilancio purchessia) che di un respingimento. Se ce lo respingono, noi potremmo strillare, protestare e, magari trovando un Ministro responsabile, trattare, discutere, cercare prospettive; se ce lo approvano, noi canteremo vittoria guardandoci allo specchio.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.