venerdì, Maggio 7

BRICS, un treno per lo sviluppo

0
1 2


La Paz – Nel 2004, un équipe di Goldman Sachs specializzato in economia globale pubblicò uno studio sulle potenzialità del BRIC, termine coniato dall’economista Jim O’Neill della Godman Sachs, che in inglese significa ‘mattone’ o brick, scelto dall’autore come titolo per un suo saggio, scritto nel 2001, Building Better Global Economics BRICS. Dal 2010 questo organismo internazionale indipendente accettò la candidatura del Sudafrica come paese membro.

Che cos’è il BRICS? Praticamente rappresenta circa 3 miliardi di persone, quasi 38,5 milioni di Km2 con una dimensione strategica continentale e una gigantesca quantità di risorse naturali. I paesi membri del BRICS sono il Brasile, la Russia, l’India, la Cina e il Sudafrica. Questi 5 Paesi insieme rappresentano enormi cifre di accrescimento del PBI e del commercio mondiale: il Brasile nel 2013 ha raggiunto il 3,2% di PBI, anche se l’anno passato questo accrescimento ha subìto una forte battuta d’arresto; il PBI della Repubblica Popolare di Cina nel 2013 ha toccato l’8,67%; l’India il 6,64%; la Russia ha raggiunto il 1,48% di PBI; la Repubblica del Sudafrica è l’economia più potente e importante di tutto il continente africano e rappresenta il 25% del PBI di tutta l’Africa ed è il maggior esportatore al mondo di platino, oltre che oro, carbone, diamanti (dei quali è il maggiore produttore al mondo), fosfati, uranio, sale e gas naturale (fonte: World Development Indicators – Google). All’inizio del XXI secolo, Jim O’Neill coniò il termine BRIC per raggruppare assieme i quattro Paesi che avrebbero dominatol’economia internazionale nei prossimi decenni, dato che sono Paesi molto popolosi, con economie ascendenti, con una classe media in sviluppo e una crescita superiore alla media globale, potenzialmente, quindi, potrebbero prendere il posto dei Paesi che a oggi costituiscono il G8 (esclusa la Russia) nello scenario economico e strategico globale.

A 12 anni dal termine coniato per O’Neill e a 5 anni dall’entrata del Sudafrica nel BRICS, l’economista inglese riformula la sua ipotesi. Solo nel 2008 al primo summit in Giappone, i paesi membri del BRICS concordarono l’idea di strategie politico-economiche in comune, e solo nel 2014, al sesto incontro del BRICS a Brasilia e a Fortaleza, i cinque paesi decisero di fondare la Nuova Banca di Sviluppo (NBD) e stilarono il primo Accordo di Riserva di Contingenzia (ARC) che dovrà aiutare finanziariamente i membri in difficoltà. La Banca di Sviluppo fu creata dal BRICS, secondo quanto afferma O’Neill, dopo il mancato accordo del Parlamento degli Stati Uniti sulla ratifica del G-20 nel 2009, che lasciò fuori dagli accordi multilaterali ‘che contano’, i Paesi in via di sviluppo o emergenti, tra i quali i membri fondatori del BRICS, meno la Russia. La critica dell’economista della Goldman Sachs è rivolta sopratutto alla mancata visione che i paesi del BRICS hanno avuto in questi 12 anni, in particolare alla capitalizzazione e agli obiettivi della nuova banca creata su esempio della Banca Mondiale. I progetti di questa nuova banca hanno a che vedere con l’infrastruttura dei trasporti, l’efficienza energetica, l’acqua e l’importate obiettivo della produzione di nuovi antibiotici. O’Neill critica, specialmente, l’entrata del Sudafrica nel BRIC e afferma che avrebbe preferito al suo posto la Nigeria, che ha, a suo dire, un’economia molto più grande del paese sud africano. La dimensione delle economie dei cinque paesi membri, ancora oggi, è molto più grande di quello che lo stesso O’Neill aveva pronosticato nel 2001. Il Brasile, per esempio, ha raggiunto l’economia italiana in un tempo minore di quello che ci si aspettava (fonte: La Tercera).

Un altro aspetto di questa analisi, che dobbiamo ‘mettere sul piatto’, è il ruolo del Mercosur e della Comuità Andina delle Nazioni (CAN), due organismi internazionali creati per difendere interessi economici a volte in contrasto tra loro. La CAN è formata da Colombia, Ecuador, Bolivia e Perù, data la loro unione geografica e fisica attraverso la Cordigliera delle Ande, inoltre, partecipano come paesi associati il Cile, Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e come paese osservatore la Spagna. Il MERCOSUR, come organismo internazionale, è formato, invece, da Venezuela, Bolivia, Brasile, Paraguay, Uruguay e Argentina. Ed è proprio in questo intreccio internazionale di interessi economici e politico-strategici, che la questione dei trasporti delle merci e in misura ugualmente importante delle persone, è uno dei fattori chiave per lo sviluppo economico della regione latinoamericana e iberoamericana, forse il più importante. Per la CAN e grazie a vari accordi nei decenni passati, il trasporto è stato disciplinato da varie risoluzioni introdotte negli accordi di Cartagena nel maggio del 1969 tra i quattro Paesi andini. I cittadini dei membri della CAN possono viaggiare nei territori andini solo con la carta d’identità. A livello di trasporti delle merci sono state introdotte varie risoluzioni che hanno beneficiato il multitrasporto, cioè quando si utilizzano due o più mezzi di trasporto delle merci, e il traffico pesante su strada, snellendo le procedure doganali e l’abbassamento dei dazi d’importazione ed esportazione tra i vari membri.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->