mercoledì, Luglio 28

Brics, nasce la NDB true

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Brics New Development Bank Ndb

La fondazione della New Development Bank (NDB), la banca dei BRICS, offre due prospettive, economica e politica; è emblematica del crescente malcontento dei Paesi in via di sviluppo nei confronti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, entrambi controllati dall’Occidente con la pretesa di dover provvedere alla cooperazione tra i Paesi con diversi interessi, ma un unico obiettivo, la crescita economica attraverso lo sviluppo infrastrutturale e l’espansione del mercato.

Il blocco dei BRICS rappresenta circa il 40 per cento della popolazione mondiale, quasi un quinto del prodotto interno lordo globale, un combinato di riserve in valuta estera per un valore di 4.400 miliardi di dollari e il 17 per cento di tutto il commercio mondiale.

Coniato dall’ex Goldman Sachs Jim O’Neill nel 2001, BRIC da principio denotava il raggruppamento di Brasile, Russia, India e Cina. Nel 2010, con l’ingresso del Sudafrica, è diventato BRICS. Promettendo di conferire 41 miliardi dollari, la Cina è il Paese che ha impegnato il massimo -in NDB- mentre il Brasile, l’India e la Russia daranno 18 miliardi ciascuno. Il Sudafrica dovrebbe contribuire altri $ 5 miliardi. Mentre la Banca sarà gestita dalla città cinese di Shanghaj, l’India fornirà la Presidenza per il primo mandato.

Per i Paesi membri, la creazione del NDB, formata come accordo per la Riserva Contingente dei BRICS, è un balzo in avanti per la realizzazione della visione di Jim O’Neill. La creazione di questa banca è stata nell’agenda dei Paesi membri, dal 2012, allo scopo di creare un istituto per sostenere i progetti di sviluppo senza subire condizionamenti, come quelli imposti dalla Banca Mondiale e dal FMI per il finanziamento di progetti nei Paesi in via di sviluppo.

«Insieme dobbiamo pensare a un sistema di misure che potrebbero aiutare a prevenire intromissioni fastidiose per i Paesi che non concordano con le decisioni di politica estera degli Stati Uniti e dei loro alleati» dice Putin secondo l’agenzia di stampa russa ITAR-TASS, parlando del bisogno di creare l’istituzione finanziaria. «Si concentrerà sulla creazione di condizioni per lo sviluppo economico accelerato e a rafforzare la competitività internazionale dei nostri Paesi, con l’espansione e la diversificazione delle relazioni commerciali, garantendo l’interazione per una crescita innovativa» ha aggiunto Putin.

L’accordo sul regime di Riserva Contingente per i  BRICS è stato un risultato importante, secondo il primo ministro indiano Modi, che in una nota afferma, «Queste iniziative radicate nella nostra esperienza di paesi in via di sviluppo dimostrano la nostra capacità di creare istituzioni globali». «La Banca Mondiale e il FMI sono ampiamente considerati come non trasparenti, antidemocratici e irresponsabili. La corruzione all’interno di queste organizzazioni è diffusa, e si perdono milioni di dollari» dice Rajesh Makwana di Share The World’s Resources (STWR).

«La Maggioranza (40%) di tutti i voti sono detenuti da soli 7 Paesi (il G7). Gli Stati Uniti hanno una quota maggiore del 18%, che gli dà la possibilità di porre il veto sulle politiche che non servono gli interessi degli Stati Uniti. I voti sono assegnati in base alla forza finanziaria (‘un dollaro, un voto’), con un prevalere dei paesi finanziariamente potenti (e degli interessi commerciali che li influenzano) che determinano l’architettura economica e monetaria, nonché lo sviluppo dell’economia globale. Così gli attuali sistemi economici globali posizionano i paesi in via di sviluppo in balia degli interessi stranieri del G7» aggiunge Makwana.

«I cinque governi BRICS sono d’accordo su un punto, cioè sul fatto che finora gli è stato negato il diritto di dire la loro, da parte di istituzioni come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), e più in generale nel campo della governance economica globale. Hanno ragione a pensarla così. Il loro errore è credere che gli organismi che hanno appena programmato rimetteranno le cose a posto» ha detto l’agenzia di stampa statunitense Bloomberg. «In questo, la ribellione delle nazioni BRICS contro i riferimenti del sistema finanziario globale, a guida occidentale, è molto più di un gesto politico:  si tratta di una minaccia e di uno strumento di contrattazione» aggiunge Bloomberg.

La creazione di NDB esprime comunque un malcontento latente nei paesi in via di sviluppo. «Le idee di una banca per lo sviluppo e l’innovazione e del fondo di riserva sono, senza dubbio, una sfida per l’attuale ordine nato dalla conferenza di Bretton Woods, ovvero la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale. Non solo, ma il governo brasiliano è anche pronto a introdurre una piattaforma alternativa agli indici statistici OCSE, l’organizzazione per la cooperazione economica» ha detto l’ambasciatore brasiliano in India, Carlos Duartes a ‘The Hindu’, un giornale opinion leader in India.

«Nell’attuale sistema finanziario globale clientelista, le nostre nazioni non sono rappresentate. In realtà, molti voti degli stati meno potenti del mondo non vengono nemmeno mai contati, sono totalmente emarginati. Ma perché i BRICS dovrebbero essere diversi? Per alcuni aspetti, perché i membri del BRICS sono tutti grandi potenze relative, nelle loro regioni. La Cina (Asia orientale), l’India (Asia meridionale), la Russia (superpotenza militare d’Europa), il Sudafrica (Africa), il Brasile (America Latina). A questo ritmo, sarebbe molto interessante vedere l’ulteriore sviluppo futuro» così commenta Scarlett, utente di Internet, nel post di una notizia su NDB.

«La creazione di NDB è criticata, e la domanda è che cosa paesi abbiano in comune paesi come Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Perché tre economie emergenti stanno insieme a due potenze mondiali? Dove si può trovare l’equilibrio se tre di questi Paesi aspirano al Consiglio di Sicurezza, mentre gli altri due ne sono membri permanenti? E, infine, questo è solo un altro modo perché la Russia e la Cina possano sfidare gli Stati Uniti e Unione europea, ma ergendosi sulle spalle degli altri: ‘la crescita dei piccoli’, è una frase con la quale vengono spesso liquidati i BRICS», dice Suhasini Haidar di ‘The Hindu’.

Quindi, anche se l’NDB appare evidentemente una voce forte contro le istituzioni finanziarie controllate dall’occidente, come la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, la grande sfida di fronte alle nazioni BRICS è quella di mantenere la nuova istituzione impegnata sull’obiettivo di aiutare il mondo in via di sviluppo.

 

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

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