mercoledì, Dicembre 8

Brexit: resto o vado? field_506ffbaa4a8d4

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Oggi le cose sono cambiate. E’ cambiato il mondo, è cambiata l’economia, i rapporti e gli equilibri geopolitici. Su questo fa leva Mister Cameron, indaffaratissimo nel premere forte per mettere in agenda la questione della rinegoziazione delle condizioni di partnership.

I punti focali sui quali si sofferma maggiormente sono il controllo dell’immigrazione, con un occhio di riguardo per quella intra-europea, dove in tutto il Regno Unito il sistema di Welfare sta venendo duramente messo alla prova dal cosiddetto ‘turismo del welfare’, immigrati che quasi da subito richiedono benefit e assistenza.

Un altro nodo fondamentale è quello del potere dei Parlamenti nazionali. Qui, a differenza degli europeisti della prima ora, fra cui Francia e Germania, gli inglesi vorrebbero cedere meno sovranità nazionale mantenendo il ruolo del parlamento di Westminster prioritario, ma, contestualmente, non far parte dell’Unione ricevendo un trattamento di serie B.

I timori oltremanica sembrano risentire anche del fatto che gli alleati, con le politiche monetarie legate all’Euro, possano in qualche modo non danneggiare, ma comunque parzialmente ridimensionare le loro prospettive legate allo sviluppo economico. A Londra inoltre, nel cuore della City, si trova uno dei ‘core business’ della finanza planetaria, dove norme stringenti in materia bancaria potrebbero alterare le performance di un settore che definire chiave è quantomeno riduttivo. Un liberismo esasperato, talvolta non sempre trasparente, che spesso mal si sposa con le politiche e la legislazione in materia bancaria che un’ Unione sempre più marcata intende implementare ancor di più.

La British Chambers of commerce, fondata nel lontano 1860, che conta al suo interno oltre 92000 imprese iscritte, ha da poco fatto sapere la sua. La prestigiosa sede, tanto per intenderci, si trova di fianco al Ministero di Giustizia. Sia per bocca del suo timoniere John Longworth che secondo un’indagine svolta in prima persona, solamente il 18% è favorevole all’abbandono dell’ Unione europea

Un privilegio, o una zavorra, che è certamente un dubbio non da poco presso le stanze della politica londinesi. L’inghilterra esporta per il 51% verso paesi Ue attulamente evitando tariffe doganali: che ne sarà?. Stando fuori dagli schemi di Bruxelles potrebbe certamente trattare “liberamente” con grandi mercati quali China, India e America. I dati ufficiali dell’ Eurostat, oltre ai comunque autorevoli ‘The Economist‘ e l’Istututo di ricerca Ipsos MORI confermano che oltre per metà è l’Unione europea il porto d’arrivo per i beni inglesi. Fra coloro che supportano l’abbandono, si guarda alla Svizzera come modello da seguire nel business esterno a Buxelles. Gli elvetici, che in un referendum nel non lontano 1992 optarono per starne fuori, hanno comunque raggiunto accordi bilaterali con oltre 120 paesi, hanno un’economia storicamente solida con un tasso di disoccupazione attuale del 3.8%. Ma la Gran Bretagna saprà emulare i ‘neutrali’ per antonomasia?

In ambito internazionale Barak Hobama auspica un Europa con la Gran Bretagna che, senza gli alleati europei, non sarebbe più l’interlocutore di lusso e privilegiato oltre oceano. La cancelliera tedesca Angela Merkel, forse non ufficialmente ma senza dubbio in maniera autorevole, la voce che più conta nel vecchio continente, ha espresso che diversi punti presentati dal Premier Cameron vanno sicuramente tenuti in considerazione per essere discussi, ma fermamente salda nella centralità dell’unità europea e mai paventando il divorzio fra Bruxelles e Londra.

Gli stessi elettori, tutt’ora, propendono per il rimanere ‘europei’ . Secondo l’Istituto di statistica Yougov e Ipsos, la fazione pro-Ue sarebbe in testa, seppur con una crescita del ‘No’ che è cresciuta considerevolmente nelle ultime settimane.

L’Uk non ha certo nulla da invidiare sotto il profilo economico alle altre grandi, un Pil che è cresciuto annualmente del 2,2% e un impiego di forza lavorativa che non toccava questi livelli dal lontano 1971.

Per le risposte ufficiali, si vedrà il 23 Giugno.

 

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