martedì, Settembre 28

Brexit, l’articolo 50 e l’addio alla UE

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La Gran Bretagna, con il referendum del 23 giugno scorso, ha deciso di lasciare l’UE. Dopo l’annuncio della Brexit, il primo ministro David Cameron ha annunciato le sue dimissioni entro tre mesi e durante il primo consiglio europeo non ha attivato l’articolo 50 del Trattato di Lisbona del 2009, che prevede che lo Stato comunichi formalmente la sua volontà di uscita dall’Europa. Solo dopo, come affermato dai vari leader dei Paesi europei, potranno cominciare le negoziazioni tra le due parti per definire le modalità del recesso.

In realtà l’articolo 50 non prevede nessun vincolo nei confronti di uno Stato membro che vuole uscire dall’Unione Europea, quindi la Gran Bretagna può già discutere degli accordi informali con l’UE, senza aver attivato la procedura di ‘addio’. Vi è stabilito però il termine di recesso, ossia dopo quanto si deve abbandonare l’Europa: 2 anni, dopo i quali, senza alcun accordo, l’addio è automatico. In realtà l’articolo 50 pone solo le procedure da seguire in caso di recesso. Sì, perché le parti dovranno ridiscutere i propri rapporti nella varie materie, oltre alle conseguenze giuridiche della fine delle leggi europee sul suolo britannico. La paura da parte della Gran Bretagna (e anche della UE) è che siano talmente tante le leggi che lo Stato dovrà mettere per sostituire quelle europee che rischia davvero di compromettere i rapporti con l’Europa stessa e anche la sua stabilità. Ecco un video realizzando dal ‘Guardian‘ che spiega la situazione.

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