mercoledì, Luglio 28

Brexit: innescata la marcia indietro di GB da UE

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Il Parlamento britannico ha approvato ieri la legge che innesca l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Prima la Camera dei Comuni ha votato il breve testo di legge che autorizza a ricorrere all’articolo 50 del Trattato di Lisbona, poi, in serata, la Camera dei Lord, ha dato l’ok definitivo alla legge.

L’ok è arrivato senza ulteriori modifiche al testo, dopo che la Camera dei Comuni britannica aveva respinto nel pomeriggio gli emendamenti al disegno di legge sulla Brexit proposti nelle settimane scorse dalla Camera dei Lord. Uno degli emendamenti avrebbe dato ai legislatori britannici un potere di veto sull’negoziato finale per la Brexit, l’altro chiedeva al Governo di garantire i diritti dei cittadini dell’Ue nel Regno Unito dopo l’uscita dall’Ue.  Il testo dovrà essere siglato, perché entri in vigore, dalla regina Elisabetta II.

Passato al vaglio della regina, il testo sarà legge e la premier Theresa May potrà attivare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona per iniziare i negoziati sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue.  L’avvio della procedura lo si attendeva già per questa settimana, nessuna smentita effettiva, ma ieri pomeriggio un portavoce di Downing Street ha puntualizzato che la notifica formale di recesso dall’Unione europea, il passo formale che sancirà l’inizio dei negoziati per la Brexit, verrà effettuata solo nell’ultima settimana di marzo: «Siamo stati chiari sul fatto che il primo ministro attiverà l’articolo 50 per la fine di marzo».

Che cosa succederà una volta che il Regno Unito invocherà l’articolo 50 del trattato sull’Unione europea (cosiddetto trattato di Lisbona)? La procedura è stata concordata dai capi di Stato e di Governo dei 27 Paesi nella riunione informale del dicembre scorso e, come ha detto in quella occasione il Presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, si tratta di una struttura organizzata in cui «il Consiglio europeo mantiene il controllo politico del processo e la Commissione ha la funzione di negoziatore dell’Unione». Ecco i passaggi

1. Il Regno Unito invoca l’articolo 50 notificando al Consiglio europeo la propria intenzione di uscire dall’UE.
2. I 27 leader dell’UE adottano ‘orientamenti’, o linee guida, ovvero principi e posizioni generali, per i negoziati. Tali orientamenti potranno essere aggiornati o modificati nel corso dei negoziati, se necessario.
3. Previa raccomandazione della Commissione, il Consiglio Affari generali autorizza l’apertura dei negoziati.
4. Il Consiglio adotta direttive di negoziato sulla sostanza e sulle modalità istituzionali particolareggiate che possono essere modificate e integrate in tutto l’arco dei negoziati.
5. Il Consiglio nominerà la Commissione come negoziatore dell’Unione che negozierà a nome dei 27. La Commissione nomina Michel Barnier come capo negoziatore. Riferirà ai leader e al Consiglio per tutta la durata dei negoziati e informerà anche il Parlamento europeo «periodicamente e con precisione», recita il documento.
6. Il Consiglio e i suoi organi preparatori garantiranno che i negoziati siano condotti conformemente agli orientamenti forniti dall’UE a 27 e forniranno una guida alla Commissione.

Dunque, una volta giunta la notifica, il Presidente del Consiglio Donald Tusk convocherà un vertice a 27: tutto è stato predisposto perché  la riunione si svolga il 6 aprile, ma potrebbe essere ritardato di un mese nel caso la notifica di Londra dovesse slittare, come sembra, a fine marzo.
Subito dopo, la Commissione deciderà una raccomandazione per aprire i negoziati e successivamente il Consiglio darà il suo via libera all’avvio dando il mandato al capo negoziatore Michel Barnier. Da quel momento, ci saranno due anni di tempo per concluderli.

L’articolo 50 del trattato sull’Unione europea prevede un meccanismo di recesso volontario e unilaterale di un Paese dall’Unione europea. Il Paese dell’UE che decide di recedere, deve notificare tale intenzione al Consiglio europeo, il quale presenta i suoi orientamenti per la conclusione di un accordo volto a definire le modalità del recesso di tale paese. Tale accordo è concluso a nome dell’Unione europea (UE) dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata previa approvazione del Parlamento europeo. I trattati cessano di essere applicabili al Paese interessato a decorrere dalla data di entrata in vigore dell’accordo di recesso o due anni dopo la notifica del recesso. Il Consiglio può decidere di prolungare tale termine. Qualsiasi Stato uscito dall’Unione può chiedere di aderirvi nuovamente, presentando una nuova procedura di adesione.

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