domenica, Ottobre 24

Bresso: "Serve una nuova etica pubblica" field_506ffb1d3dbe2

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MercedesBresso

“Cosa non funziona più dell’etica pubblica? L’idea diffusa che il potere serva a garantire privilegi per sé e per i propri amici e non essere un servizio reso alla collettività. Per fortuna le cose stanno cambiando e spingono i potenti a ostentare pratiche sobrie che, speriamo diventino anche effettive”. Così Mercedes Bressoex governatore della regione Piemonte, parla a Lindro delle vicende che hanno investito negli ultimi mesi la Regione Piemonte, piombata anch’essa, come altre parti d’Italia, nelle cronache per gli scandali sulle spese folli dei consiglieri.

E accoglie con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato di respingere il ricorso di Roberto Cota: «Ha fatto la sola cosa che poteva fare: prendere atto che essendo nulla la lista Giovine, le elezioni non potevano che essere annullate. Né la matematica né la democrazia sono un’opinione». La battaglia dell’economista è iniziata nel marzo 2010, uscendo sconfitta dalle elezioni regionali piemontesi ha subito presentato un ricorso al Tar, che è stato accolto quattro anni dopo. L’esponente di spicco del PD (Partito Democratico) ha appreso «Positivamente» la decisione di candidare per il centrosinistra, Sergio Chiamparino alle prossime elezioni per la presidenza del Piemonte «Mi pare una risorsa importante e un buon candidato».   

 

 

Il Piemonte è tra le Regioni investite dallo scandalo delle ‘spese folli. E’ evidente che non è più un problema di una singola giunta o di singoli soggetti. Le chiedo: ha ragione Fiorito quando dice che il problema è il sistema? Cosa non funziona nel sistema?

No, non ha ragione: certo se si scopre che molti abusavano occorre cambiare le regole ma questo non significa che le colpe siano sempre da ricercare altrove. Come diceva Kant, la legge morale deve essere “dentro di me”. La cosa che non funziona e che può trarre in inganno anche a persone in buona fede, è che le leggi non precisino con chiarezza quale sia la finalità dei fondi attribuiti ai gruppi consiliari o parlamentari, che cosa sia rimborsabile oppure no, che cosa finanzino i rimborsi elettorali attribuiti ai partiti e, soprattutto, che non fosse previsto un controllo da parte della Corte de Conti del loro uso.

E cosa non funziona più nell’etica pubblica?

L’idea diffusa che il potere serva a garantire privilegi per sé e per i propri amici e non essere un servizio reso alla collettività. Questo è particolarmente vero nei paesi, come il nostro, del sud del mondo dove l’opinione pubblica associa l’idea di potere a quella di ostentazione di privilegi e alla capacità di elargire favori. Per fortuna le cose stanno cambiando e spingono i potenti a ostentare pratiche sobrie che, speriamo diventino anche effettive.

Un suo giudizio sulle primarie? Sono uno strumento utile per scegliere i candidati?

Sì in tutti i casi in cui ci sia davvero da scegliere fra più candidati con buone potenzialità e sostanziali differenze politiche. Eccedere in primarie che tendano a consolidare supposte posizioni di potere all’interno di un partito, potrebbe invece essere negativo.

Come valuta la candidatura di Chiamparino?

Positivamente. Mi pare una risorsa importante e un buon candidato. sarebbe utile dire anche almeno chi sarà l’assessore al bilancio e quello della sanità. Quest’ultima rappresenta la maggior parte delle risorse e la funzione più importante. Il bilancio è strumento essenziale per mettere ordine nel disastro finanziario prodotto da Cota e C. Far sapere ai cittadini chi gestirà queste funzioni essenziali mi sembra necessario.

Secondo lei qual è lo schieramento politico che il nuovo candidato della sinistra alla Regione Piemonte deve temere di più? Lega Nord oppure M5S?

Certamente il M5S.

Il prossimo candidato alla regione che alleanze potrebbe portare avanti? Dico un nome su tutti Sel?

L’alleanza la deve soprattutto fare con i cittadini e Chiamparino mi sembra capace di farlo. Penso che un’alleanza con Sel e Scelta Civica sia nell’ordine delle cose. Per il resto bisognerà capire come si riorganizzano forze politiche che hanno perso molti voti e appeal.

Cosa ne pensa della decisione del Consiglio di Stato, il quale ha rigettato il ricorso di Cota? E non crede che quattro anni per una sentenza siano veramente troppi?

Ha fatto la sola cosa che poteva fare: prendere atto che essendo nulla la lista Giovine le elezioni non potevano che essere annullate. Né la matematica né la democrazia sono un’opinione.

Come valuta la dichiarazione di Cota, il quale ha detto che con questa sentenza c’è stata di fatto la morte della democrazia? Con queste affermazioni non si rischia di alimentare la violenza?

Si cerca soprattutto di fare molto fumo per mascherare la realtà: se c’è qualcuno danneggiato dai tempi lunghi quella sono di certo io. E non si dimentichi che le liste “farlocche” sue alleate erano almeno quattro. Su una abbiamo avuto successo. Adesso il parlamento modifichi la legislazione in materia elettorale in modo che chi inganna gli elettori sia punito rapidamente.

La sua amministrazione non è stata immune da critiche. Anzi. In cosa ritiene di aver fallito e dunque aperto la strada alla destra leghista?

Nessuna amministrazione è esente da critiche ma credo che il nostro bilancio fosse largamente positivo. Abbiamo pagato l’inizio della crisi ma soprattutto la fermezza nel difendere la TAV come opera strategica per il Piemonte, l’Italia, l’Europa: questo ci ha fatto perdere voti in un’area tradizionalmente di sinistra. Ma di questo non sono pentita.

Come valuta la gestione di Cota? Dove ha fallito?

Su tutto. Non aveva voglia né capacità di governare. è solo un bravo parolaio. In Particolare ha distrutto la sanità, i conti della regione (malgrado la menzogne i nostri erano a posto come certificato da governo e corte dei conti), non riesce a spendere i fondi europei, non ha intrapreso nulla per fare uscire il Piemonte dalla crisi, ha letteralmente fatto a pezzi il settore culturale e quello sociale.

Il Piemonte ha perso Fiat. Il problema, però, è che non ha perso solo Fiat. Le chiedo: quali sono, a Suo avviso, le politiche per tornare a fare del Piemonte una regione sia politicamente che economicamente all’avanguardia in Europa?

Il Piemonte non ha perso Fiat, quest’ultima è diventata una multinazionale e non ha l’Italia come strategia principale. Se si lavorerà bene la Fiat resterà però una risorsa per il Piemonte. Le risorse per il futuro sono i nostri centri di ricerca e innovazione, le imprese che hanno superato la crisi allargando la propria internazionalizzazione, i giovani che hanno idee e che vanno aiutati a creare delle start up. lo sono anche i poli di innovazione che avevamo creato durante la mia legislatura, la nostra industria agroalimentare, il nostro settore turistico e quello culturale.

Il Piemonte prima ha abbandonato la sinistra, poi ha iniziato abbandonare la Lega. Di cosa è malato il Piemonte? E nel quadro delle grandi regioni del Nord qual è l’ambizione che il Piemonte si deve proporre di avere nei prossimi anni guardando l’Italia e l’Europa?

Il Piemonte è politicamente spaccato a metà, come d’altronde lo è l’Italia, anzi forse lo è in tre, anche se non credo che il fenomeno Grillo durerà a lungo. Noi abbiamo perso voti a sinistra a causa dell’incomprensibile, avversione della sinistra verso i treni veloci e perché quando la crisi morde si tende a punire chi governa (oltre che, naturalmente, per i trucchetti elettorali). Tutto il Nord sta abbandonando la Lega, è un problema di credibilità di una forza politica che sempre di più cavalca proteste e fa assai poco. La mia ambizione è che il Piemonte capisca che il consolidamento e l’allargamento dell’Unione Europea sono una grande opportunità se sapremo tornare a sfruttare appieno le risorse di cui parlavo in precedenza. non dobbiamo avere paura: siamo un grande paese e ce la faremo. E il Piemonte saprà prendere la testa del processo di rinnovamento.

 

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