lunedì, Ottobre 18

Brennero, profughi e il dilemma sicurezza-libertà field_506ffbaa4a8d4

0
1 2


Christoph Pan ha vissuto da protagonista, come Direttore dell’Istituto economico-sociale dell’Alto Adige, ora Istituto dei gruppi etnici, la fase del lento disgelo fra Austria e Italia negli anni Sessanta, al termine del quale si giunse allo storico accordo per un secondo Statuto di Autonomia provinciale. Nato e residente a Bolzano, Pan ha insegnato sociologia all’Università di Innsbruck e l’anno scorso ha ricevuto la prestigiosa Decorazione d’Onore Tirolese, che viene conferita congiuntamente dai due governi provinciali del Nordtirolo e dell’Alto Adige (Sudtirolo) ogni 21 febbraio, giorno di Andreas Hofer, l’eroe tirolese che difese l’indipendenza e l’unità della sua piccola patria alpina durante le guerre napoleoniche.

 

Professore, Lei condivide le misure austriache per un rafforzamento dei controlli di frontiera al Brennero?

Ci troviamo in questo momento in un dilemma non facile. Sembra che da un lato ci siano le esigenze della sicurezza e dell’ordine pubblico, dall’altro quelle della libertà, compresa la libertà di movimento. Tuttavia se non è garantita la sicurezza, anche la libertà perde molto del suo valore e, nei fatti, è come svuotata. E dunque nell’attuale situazione d’emergenza alla sua domanda rispondo che sì, condivido le misure austriache.

Trova che queste misure abbiano anche un valore simbolico locale? Non vengono ad accentuare la divisione di una regione, quella del Tirolo, che si è sempre intesa come un’unità, a nord e sud del Brennero?

Nessun dubbio, questo spiacevole effetto simbolico non si può negare. Ma deve essere anche preso come uno stimolo a ricercare al più presto una soluzione che ci faccia uscire dall’emergenza. Bisogna sperare che Italia e Austria trovino al più presto efficaci misure di collaborazione.

Veramente, tre personalità del governo italiano, fra cui Renzi, hanno in questi giorni dichiarato di essere stati colti completamente di sorpresa dalle decisioni austriache.

E gli austriaci hanno risposto di avere invece correttamente dato le informazioni necessarie in tempo utile. Probabilmente ci troviamo di fronte a dichiarazioni fatte tenendo conto di quello che può produrre il migliore effetto sull’opinione pubblica.

Intende da parte italiana?

Intendo da entrambe le parti, visto che fra pochi giorni in Austria si vota per il nuovo Presidente federale. E a dire il vero, intendo anche da parte altoatesina. Penso, in particolare, alle prese di posizione di quei politici locali che, sicuramente esagerando, hanno parlato addirittura di una chiusura del Brennero.

In effetti, per l’Alto Adige la situazione potrebbe farsi preoccupante. E’ vero che molti profughi vengono in Italia, ma ci vengono con la ferma intenzione di arrivare in Germania. Se nel loro viaggio verso nord, trovano una barriera al Brennero, c’è la concreta prospettiva che restino per così dire bloccati in Alto Adige, con tutte le conseguenze che ciò comporta.

Non è detto che le cose debbano prendere questa piega. In primo luogo occorre tenere fermo il principio che questo grande processo di spostamento di popolazioni deve svolgersi nel pieno rispetto della dignità umana delle persone coinvolte, specie quelle più esposte alla sofferenza fisica e morale. Ciò detto, anzi, proprio perciò, deve farsi una netta distinzione fra coloro che sono profughi, vale a dire civili che provengono da zone di guerra, e migranti alla ricerca di migliori condizioni economiche. I primi hanno pieno diritto ad essere assistiti in ogni modo, i secondi devono essere rinviati al più presto nei loro Paesi, dai quali, se vogliono, devono ripartire nei modi stabiliti dalle leggi.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->