lunedì, Settembre 27

Brasile tra Coppa ed elezioni field_506ffb1d3dbe2

0

Rousseff

Il fischio finale nel gran finale tra Argentina e Germania al Maracanã ha chiuso la Coppa del Mondo del Brasile lasciando i brasiliani immersi in una grande festa. Dopo la festa, lunedì sono iniziate alcune domande. E adesso? Che cosa accadrà nella politica del paese che ha ospitato il più grande evento del mondo?

La corsa per la presidenza della repubblica è iniziata durante le gare. Roussef, fischiata alla cerimonia di apertura nello stadio Mane Garrincha di Brasilia, ha visto crescere i punteggi di gradimento nei suoi confronti e del suo governo, negli ultimi sondaggi durante le competizioni. Se le proteste dello scorso anno si sono abbattute contro il presidente e la Coppa del Mondo, il successo della manifestazione ha completamente cambiato lo scenario. Contrariamente a quanto previsto da molti pessimisti, la Coppa del Mondo ha riscosso un enorme successo tra i brasiliani e i turisti e i trendsetter ne hanno dato una valutazione molto positiva. Ma la discussione sui lasciti della manifestazione è tutt’altro che finita.

Cominciamo a dire che dei 12 stadi che hanno ospitato la competizione, almeno quattro non saranno usati nei principali tornei brasiliani e che la loro manutenzione può diventare troppo costosa per i governi locali. Il più costoso, lo Stadio Nazionale di Brasilia, è stato soggetto a piani economici e può anche essere privatizzato dal governo nella capitale. Ma per quanto riguarda le regioni come Cuiaba, Manaus e Natal, che hanno poca tradizione nel calcio?

Se gli aeroporti – focolai di critiche e preoccupazioni nei mesi precedenti la competizione – hanno lavorato (con alcuni problemi occasionali), una varietà di infrastrutture urbane, che avrebbero dovuto essere consegnate prima della finale, dovrebbero essere pronte solo nei prossimi mesi. A Cuiaba, per esempio, la linea ferroviaria locale avrebbe dovuto essere pronta prima della Coppa del Mondo -per un costo di 1,477 miliardi di dollari- ma sarà consegnata solo nel mese di dicembre. Città come Sao Paulo, Salvador e Rio de Janeiro riceveranno le opere che dovevano essere pronte a fine 2013 e i governi locali promettono che tutto sarà completato e consegnato al più presto.

Opinion leader

La stampa nazionale si è arresa ai festeggiamenti della Coppa del Mondo. Anche gli stessi canali televisivi che non detengono i diritti per trasmettere la copertura delle partite hanno contribuito a rendere l’idea che tutto il paese si è fermato a guardare l’evento. Se prima della gara c’erano diversi dubbi sulla sicurezza e la mobilità, ora ci si limita a lodare l’organizzazione e la festa popolare. La fratellanza pacifica tra i popoli ha contribuito a diffondere ulteriormente l’idea che siamo uno dei popoli più ospitali e amichevoli del pianeta. E lo siamo stati. Anche dopo la sconfitta umiliante per la Germania, non ci sono stati malintesi o risse. Abbiamo persino tifato contro l’Argentina -a sostegno dei nostricarnefici tedeschi- nel gran finale. C’è un chiaro cambiamento di umore da parte del pubblico e dei media, che celebrano la coppa.

La Coppa del Mondo è finita per i giocatori, ma loro hanno ancora un grande ruolo. Questo ha fermato le proteste degli oppositori di Dilma Rousseff, che nel 2013 parlavano dei problemi quotidiani dei brasiliani. Gli investimenti per la Coppa non dovevano essere destinati alla maggior parte dei settori chiave: come la sanità e l’istruzione? Questa è la battaglia che Dilma, con il suo partito, dovranno portare avanti fino al mese di ottobre: per dimostrare i benefici portati al paese dall’evento e che il denaro è stato speso bene.

Nel Paese del calcio, lo stato d’animo degli elettori è sempre stato legato al successo della squadra nazionale nelle competizioni internazionali e questa volta non sarà diverso. Ma se la sconfitta contro la Germania nella semifinale brasiliana ha generato un lutto, la festa per il successo della manifestazione ha attenuato l’impatto che il fiasco brasiliano potrebbe avere sul risultato delle urne. Ed a questo il governo si aggrappa, per sfruttare la popolarità di Rousseff. Il termine “Coppa delle Coppe ” oggi è popolare e molte persone sembrano essere sicure che abbiamo fatto la Coppa del Mondo migliore di ogni tempo. Spetta agli oppositori del presidente ridurre questo entusiasmo.

Aecio Neves, il principale avversario di Dilma Roussef alle prossime elezioni, fa un discorso di austerità fiscale e promette di fare una spending review sul governo e sull’efficienza nella gestione del denaro pubblico. Ma la pubblica opinione su questo punto è divisa e molte richieste popolari possono portare a un aumento della spesa pubblica. Una precedente ricerca dice che Aecio ha circa il 20% delle preferenze della popolazione, mentre Dilma il 38%. Aecio Neves è senatore e leader del principale partito di opposizione al governo ed è stato -per otto anni- governatore di Minas Gerais, uno degli stati più importanti del Brasile.

Il terzo candidato, Eduardo Campos, gioca su più campi. La precedente alleanza col partito di Dilma Rousseff e la sua insistenza nel richiamare l’immagine dell’ex presidente Lula contrastano con la sua critica dell’attuale presidente. Eduardo ha celebrato la vittoria della sua parte politica, alleata del governo di allora, quando, nel 2007, il Brasile ha vinto il diritto di ospitare la Coppa del Mondo, ma i suoi ultimi discorsi sono stati molto acidi in merito alle spese dell’evento. Non dimentichiamo che Eduardo, da governatore dello stato di Pernambuco, ha contribuito a trasformare lo stato in sede mondiale della FIFA. Era anche ministro del governo Lula e il suo partito è stato un alleato di Rousseff fino allo scorso anno. La sua più grande arma è il suo vice Marina Silva. Anche Marina era ministro di Lula e, in corsa per la presidenza nel 2010, ha avuto 19 milioni di voti al primo turno, arrivando terzo.

Con un appeal decisamente minore, concorre anche Pastor Christian Everaldo. La sua scommessa è puntata sul discorso ultra-conservatore della morale e della lotta contro la corruzione, nel tentativo di riconnettersi con le grandi manifestazioni del 2013. Everaldo è il leader dell’Assemblea di Dio, la più grande chiesa evangelica del Brasile, e si avvale del presunto avanzare dell’ala conservatrice nel paese. L’anno scorso ha partecipato alla controversa discussione ponendosi in posizione contraria ai disegni di legge sui diritti civili dei gay e contro l’omofobia. Ci sono anche atteggiamenti tradizionali religiosi e omofobi, che il suo partito sostiene in Brasile. Al quarto posto negli ultimi sondaggi, Everaldo sembra avere il 4% dei voti, ma ha ‘vinto’ l’invito nei dibattiti politici radio-televisivi. Paradossalmente, il suo partito è stato collegato a un disegno di legge chiamato “Gay Cure” duramente criticato nelle manifestazioni degli scorsi anni. 

Sei altri candidati si sono iscritti alla corsa presidenziale, ma non appaiono negli ultimi sondaggi e accederanno difficilmente ad un eventuale secondo turno. Il ballottaggio, così dicono i sondaggi, sarà tra Dilma e Aécio Neves e l’attuale presidente dovrebbe vincere con 20 punti di vantaggio. Ma ci sono ancora tre mesi di una battaglia che promette di dividere il paese.

A proposito di calcio: Per le strade molti credono che la nazionale abbia molte possibilità di tornare sul podio nel 2018. L’attenzione si concentra sul licenziamento del tecnico Luiz Felipe Scolari, avvenuto domenica. La Confederazione brasiliana di calcio (CBF) è ora impegnata ad assumere un nuovo allenatore e a rinnovare lo staff tecnico. Alcuni analisti ipotizzano anche l’assunzione di un allenatore straniero. Jose Mourinho, del Chelsea, e Pep Guardiola, del Bayern Monaco, risultano favoriti in un sondaggio condotto da un portale di news locali.

Traduzione di Valeria Noli @valeria_noli

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->