martedì, Settembre 21

Brasile, Standard & Poor's: il Paese ha un problema credibilità field_506ffb1d3dbe2

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La sfida più difficile che il prossimo presidente brasiliano si troverà ad affrontare sarà quella di ristabilire la credibilità e aumentare gli investimenti nell’economia reale, elevando il livello di crescita del Paese. La pensa così il direttore di Ratings sovrani di Standard & Poor’s, Lisa Shineller, che abbiamo deciso di contattare per capire in che modo i mercati possono tornare a fidarsi del Brasile.

Secondo Shineller questa sfida prevede due azioni importanti: la prima prevede misure macroeconomiche come maggiore consistenza e trasparenza fiscale; la seconda implica azioni microeconomiche come ad esempio la semplificazione tributaria. “Stimolare la credibilità significa ottenere impatto positivo negli investimenti, non solo in quelli di portafoglio, ma anche e soprattutto negli investimenti direzionati all’economia reale”. Nell’ambito delle politiche microeconomiche il direttore di S&P cita l’importanza degli sviluppi nella educazione e nelle infrastrutture e difende quelle misure necessarie a stimolare e agevolare l’andamento dei progetti e a ridurre le incertezze che generalmente rallentano i contratti. “E’ necessario ridurre il costo Brasile e avere un’agenda economica che consenta al Paese di migliorare la sua produttività“.

Sebbene riconosca il fatto che i cambiamenti macroeconomici ci sono stati e sono stati rapidi e che il Brasile oggi stia molto meglio rispetto a ieri, Lisa si rende conto che è ancora in corso un deterioramento fiscale non indifferente, sia per quanto riguarda l’inflazione sia in relazione alla credibilità della politica economica. Sulle sfide imposte dallo scenario internazionale, quelle che il governo ha già messo in conto di affrontare per uscire dall’attuale empasse economico,  la Shineller è convinta che l’estero di per sè non sia un mercato che aiuta, non sia favorevole e avverte: “Credo sia una situazione permanente. Le cose si sono messe male. I costi sono aumentati e il mercato del lavoro ne sta soffrendo. Questi costi alla lunga avranno un forte impatto sulla competitività, perché ad oggi non ci sono sviluppi all’interno dell’agenda delle riforme per cercare di compensare in qualche modo”.

E allora quali riforme sono necessarie? “Per migliorare le prospettive del Brasile è necessaria una politica microeconomica che cerchi di aggirare gli ostacoli. Per ostacoli intendo questo aumento dei prezzi di cui parlavo poco fa e la perdita di competitività. Non è facile andare avanti con le riforme in Brasile, ma il prossimo presidente sarà costretto a scendere a compromessi con diversi partiti se vuole riuscire a salvare il salvabile. A marzo abbiamo pubblicato la nota relativa al Brasile e abbiamo cambiato la prospettiva in “stabile”. Perché in effetti esistono punti forti in questo paese, punti compatibili con gli investimenti. Il problema del Brasile non è la solvenza, ma la credibilità”.

La percezione del direttore di Standard & Poor’s è che il deterioramento dell’ambiente economico brasiliano sia dovuto anche ai limiti delle stesse istituzioni del Paese, limiti che di fatto marcano la politica del governo. Shineller si riferisce per esempio ai rappresentanti del settore privato e la stessa Banca del Brasile che ha aumentato gli interessi per circa un anno al fine di impedire l’aumento dell’inflazione.

Però, secondo Lisa Shineller, le cose non dovrebbero peggiorare. S&P non vede un ulteriore deterioramento delle condizioni economiche nei mesi a venire: “L’importante è che il prossimo presidente abbia un’agenda proattiva, che garantisca la riduzione del costo Brasile, che promuova azioni finalizzate a migliorare l’infrastruttura, il livello di investimenti, e la riforma tributaria. Qualunque sia il nuovo capo di stato deve per forza stringere accordi con altri partiti affinché si raggiunga un accordo unanime; quello dello sviluppo. E’ stata questa la ricetta del Messico dove il Presidente Enrique Pena Nieto ha dovuto negoziare con vari partiti per riuscire a dare impulso alle riforme. In Brasile non sarà facile fare riforme, ma le negoziazioni sono fondamentali”.

 

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