sabato, Luglio 24

Brasile, sindacati meno forti ed evangelici in ascesa Nel Congresso rappresentati passano da 83 a 46. Mentre il gruppo evangelico aumenta

0

Sostenes Cavalcante sindacati Brasile

Il rinnovamento della Camera Federale durante le elezioni di quest’anno ha innescato cambiamenti significativi tra i banchi di coloro che contano all’interno del Congresso. Si è verificato, per esempio, un calo consistente del numero di rappresentanti dell’area sindacale. Secondo un sondaggio promosso dal Dipartimento Intersindacale Dell’Assessoria Parlamentare (DIAP), i posti destinati a questo settore diminuiranno: i deputati che siederanno al Congresso saranno 46 e non più 83. Di questi 46, 32 sono stati rieletti e 14 rinnovati. Per il responsabile del DIAP Antonio Augusto de Queiroz la riduzione del numero di parlamentari sindacalisti è dovuto a due fattori: un investimento minore nelle campagne politiche e la decisione dei partiti di non dare priorità alle candidature di questo settore.

Il PT, per esempio, ha scelto di dare maggiore appoggio alla candidatura di politici appartenenti alla macchina pubblica. “L’ala sindacalista ha sofferto molto, soprattutto per i costi della campagna politica. I sindacati per storia, tradizione e cultura non sono capaci di chiedere appoggio agli imprenditori. E per questo sono partiti svantaggiati, la loro forza dipende sempre dal voto di opinione e militanza. Lo stesso PT si è trovato costretto a cambiare il suo profilo e non ha dato lo spazio dovuto ai deputati di origine sindacale”.

Secondo Queiroz ad ogni elezione l’ala sindacalista subisce diverse oscillazioni. Nel 1988 sono stati eletti 44 sindacalisti e nel 2002 74. Nel 2006 il numero è sceso a 54 parlamentari per poi diminuire ulteriormente alle ultime elezioni. Si è assistito, inoltre, alla drastica riduzione del numero di deputati che difendono i diritti umani e i temi politici, come il matrimonio fra persone dello stesso sesso e la criminalizzazione dell’omofobia.

Ma se i banchi destinati a questo gruppo di deputati hanno perso forza è vero, al contrario, che quelli riservati ai deputati che difendono la sicurezza pubblica, generalmente chiamati “della linea dura”, hanno guadagnato spazio e potere. E’ cresciuta la rappresentanza di poliziotti con mandato alla Camera. Il Presidente del Fronte della Sicurezza Pubblica, il deputato Fernando Francischini, ha fatto sapere che oggi questo gruppo conta su 250 sostenitori. “Adesso possiamo dire di essere degnamente rappresentati. La Sicurezza Pubblica ha finalmente un posto all’interno del Congresso. Chissà, magari simile a quello degli evangelici” mi dice Francischini.

Il DIAP sta finalizzando il sondaggio sulla elezione e la rielezione di familiari di politici alla Camera. Si è verificato un aumento rispetto al 2010, con 78 deputati con vincoli familiari. Nel 2015 il numero dei cosiddetti “banchi di famiglia” salirà a 82, di cui 42 nuovi eletti e 40 rieletti. Riunitasi la scorsa settimana, l’area “ruralista” è sicura di guadagnare terreno. I Leader del Fronte Parlamentare di Agricoltura (FPA) calcolano che il gruppo crescerà in maniera consistente: i deputati passeranno ad essere 263, contro i 205 attuali. Anche se questo, in realtà, è il numero dei sostenitori.

Il Presidente del Fronte, Luis Carlos Heinze (PP- RS), eletto con la maggioranza di voti nello stato di appartenenza, si è detto sicuro che l’area “ruralista” si rafforzerà parecchio e sarà capace di battersi contro temi come la demarcazione dei territori indigeni. “Il nostro gruppo è più forte, ha più prestigio ed è ancora più entusiasta” mi dice Heinze. Ma quest’area non è l’unica destinata a crescere. Con 80 deputati federali eletti, il gruppo evangelico crescerà all’interno della Camera del 14% a partire dal prossimo anno. Oggi il gruppo conta 70 rappresentanti tra vescovi, pastori e seguaci della chiesa. Questo aumento renderà ancora più complicata l’approvazione di progetti legati alle cause di omofobia o difesa dell’aborto.

San Paolo, che è il maggior collegio elettorale del Paese, e Rio de Janeiro, il terzo, hanno eletto la maggior parte dei candidati evangelici: ogni stato avrà 14 deputati. A seguire il Paranà con 8. In totale 39 deputati federali che oggi fanno parte del Fronte Parlamentare Evangelico non sono stati rieletti, ma alcuni di loro sono riusciti a fare dei propri parenti i successori. A Rio, per esempio, è stata eletta Clarissa Garotinho (PR), figlia di Antony Garotinho, con 335.061 voti.

Tra i nuovi, vari sono legati a personaggi di peso noti all’interno di diverse chiese. E’ il caso di Sostenes Cavalcante (PSD-RJ) che ha ottenuto l’appoggio del pastore Silas Malafaia nella sua campagna politica. Malafaia si vanta di influenzare diversi parlamentari all’interno del Congresso Nazionale. “Insegno come è il voto. Parlo alle persone che rappresentano il voto di un determinato segmento politico. Converso con queste persone ma anche con diversi deputati che non hanno ricevuto il mio sostegno durante la loro campagna. Queste persone mi chiamano e mi ringraziano ancora” ci rivela Malafaia.

Uno dei leader del gruppo evangelico, il deputato rieletto Eduardo Cunha (PMDB-RJ) autore del progetto di legge che punisce la discriminazione contro gli eterosessuali, fa sapere che lotterà per impedire un aumento dei diritti degli omosessuali. “La mia posizione è chiara – ci spiega al telefono –  Sono contro il progetto di legge progressista. Una grande parte della società, direi la maggioranza, è d’accordo con me”. Secondo il politologo e professore dell’Università di Brasilia David Fleischer, il gruppo evangelico è molto organizzato e ripeterà quasi certamente la performance degli ultimi 4 anni alla Camera, alternando vittorie a sconfitte: “Il gruppo ha leader forti e appoggi consistenti, oltre a riunire sette differenti. Le chiese evangeliche hanno successo ad indurre i fedeli a votare pastori e sacerdoti”.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->