sabato, Maggio 15

Brasile: quanto pesa il voto evangelico field_506ffb1d3dbe2

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Rio de Janeiro – La scorsa settimana l’equipe di Marina Silva, candidata del PSB alla Presidenza del Brasile, festeggiava i risultati della statistica condotta da Datafolha: Marina piaceva alla gente, le proiezioni relative alle intenzioni di voto le garantivano parecchio supporto. Questo succedeva la mattina di sabato scorso.

Qualche ora dopo, i membri dello stesso partito si stavano impegnando ad affrontare una crisi improvvisa che si stava diffondendo sulle reti sociali alla stessa velocità con cui si era gonfiato il successo della Silva nei sondaggi. 

Il motivo? Il capitolo del programma di Governo del PSB relativo al matrimonio tra omosessuali era stato alterato. E Marina era diventata in poco tempo bersaglio dei pastori evangelici e dei movimenti LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali).

Temi come il matrimonio gay e la legalizzazione dell’aborto hanno sempre incendiato i dibattiti elettorali del Brasile e anche stavolta la mossa della Silva ha creato caos.

Perché al momento di votare il peso della religione si fa sentire sempre.

E l’ingresso dell’evangelica Marina Silva, membro dell’Assemblea di Dio, nella corsa elettorale come sostituta del defunto candidato Edoardo Campos, ha rimesso al centro della campagna elettorale i temi più controversi della religione.

Non è possibile, oggi, stimare la misura esatta dell’effetto che la modifica al programma di Marina ha fatto registrare sulle intenzioni di voto, ma due giorni dopo la correzione la percentuale di appoggio alla candidata PSB da parte degli evangelici era passata dal 41% al 39%.

Aldilà dell’allarme suscitato dal cambio di posizione, coordinatori di partito e alleati della Silva giudicano la situazione in ogni caso favorevole per la stessa candidata: gli evangelici rappresentano il 22% dei brasiliani e questa fascia di elettorato tende sempre e comunque ad allinearsi naturalmente alla Silva.

Prova ne è stata la sua entrata in gioco nella corsa presidenziale che ha annientato il candidato ufficiale degli evangelici, il Pastore Everaldo Pereira, del PSC, Partito Sociale Cristiano.

Il Pastore Everaldo all’inizio sembrava avere un grande potenziale di polarizzazione di voti tra di noi, ma la candidatura di Marina Silva ha convinto di più. Marina è stata capace di unire la bandiera della famiglia al contesto sociale e politico del Paese“. Sono parole di Robson Rodovalho, fondatore della chiesa Sara Nostra Terra, nel distretto federale dove la Silva, secondo i dati diffusi da Datafolha, primeggia: sarebbe al 33% contro il 23% della Roussef.

L’influenza elettorale delle bandiere evangeliche è il riflesso dell’espansione stessa di questa religione nel Paese. In base all’ultimo censimento realizzato dall’Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica IBGE, nel 2010 gli evangelici rappresentavano il 22,2% della popolazione, percentuale che risultava essere aumenta del 61% rispetto alle due decadi precedenti (nel 1991 rappresentavano il 9%).

Gli evangelici rispetto ai cattolici sono presenti in maniera massiccia all’interno del congresso Nazionale, eppure il cattolicesimo è la religione professata dalla maggior parte dei brasiliani.

Attualmente il Congresso conta 73 Deputati e Senatori evangelici, ma si prevede che entro fine anno i posti arrivino a 100.

Aldilà della crescente rappresenatività politica, è difficile sperare che il 22,2% della popolazione che si dichiara evangelica voti in blocco per un determinato candidato. “Non sono un gruppo omogeneo“, mi dice Magali do Nascimento Cunha, che insegna al corso di Comunicazione Sociale dell’Universita Metodista “Rappresentano una grande diversità. Non esiste un altro gruppo tanto articolato e con obiettivi tanto chiari come gli evangelici“.

In pochi Stati brasiliani la disputa del voto evangelico è tanto rappresentativa come a Rio de Janeiro dove due dei quattro candidati sono legati alle chiese: Marcelo Crivella e Anthony Garotinho.

In base all’ultimo sondaggio condotto da Ibope, Garotinho primeggia con il 27% delle intenzioni di voto, mentre Crivella si accontenta del 17% delle preferenze. La ricerca stabilisce che il 29% dell’elettorato è evangelico, il 48% si dichiara cattolico e il 23% professa altre religioni. Gli evangelici si dividono fra Crivella e Garotinho: il 30% appoggia Garotinho, il 28% Crivella.

 

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